Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “Mezzo milione e le sale monumentali gratuite per promuovere il turismo: serve un cambio di passo”
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24 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune
“C’è una delibera che racconta bene il modello di città di questa Giunta: la deliberazione n. 20 del 6 febbraio 2026. Fa due cose, decise insieme: mette altri soldi pubblici nella Fondazione di partecipazione Destination Florence e le offre l’uso gratuito degli spazi più preziosi e simbolici della città.
Il primo atto è in denaro: 500 mila euro sul bilancio 2026, tra quota associativa e «prima tranche» di contributo, con l’integrazione già «rinviata a successivi provvedimenti». Non è un caso isolato. Nel 2024 alla Fondazione sono andati 400 mila euro, nel 2025 ben 700 mila, nel 2026 siamo già a 500 mila e non è finita: oltre 1,6 milioni di euro pubblici in tre anni, a cui si aggiunge un affidamento diretto di 134 mila euro deciso a marzo per un ulteriore progetto turistico.
La seconda azione riguarda il patrimonio immobiliare. Con la dichiarazione di interesse contenuta nella stessa delibera, il Comune concede in uso gratuito, fino a dieci giornate l’anno, il Salone dei Cinquecento, gli ambienti monumentali di Palazzo Vecchio, il Palagio di Parte Guelfa e altre sale. «Uso gratuito» vuol dire canone azzerato: per il solo Salone dei Cinquecento il tariffario comunale fissa 8.998 euro ogni sei ore, maggiorati la sera e nei giorni festivi (cioè proprio la fascia delle cene di gala). È l’incasso a cui la città rinuncia, evento dopo evento. E c’è un dettaglio che dice tutto: se la Fondazione non organizza direttamente l’evento, può limitarsi a indicare all’Amministrazione «a quale soggetto far riferimento». Tradotto: fa da smistatore del patrimonio pubblico.
Per chi si aprono, in concreto, le porte del Salone dei Cinquecento? Cene di gala, congressi di categoria, eventi d’affari, destination wedding: il mondo del turismo di fascia alta. Eppure la delibera certifica che queste iniziative «non rivestono finalità lucrative o commerciali, né direttamente né indirettamente». È l’affermazione su cui si regge tutta l’azione, ed è la più difficile da credere. Non partiamo da zero: nella nostra scheda sulle concessioni degli spazi storici abbiamo già censito 45 eventi alle sale monumentali nei soli primi sei mesi del 2026, con i grandi marchi ammessi senza mai passare davanti al Consiglio comunale.
A decidere gli indirizzi della Fondazione è un organo in cui i soci pubblici (Comune e Città Metropolitana) contano appena tre posti su ventuno: tutti gli altri sono la filiera del turismo e dei congressi. Ma la responsabilità non si allontana dalla Giunta, si avvicina: il Consiglio di Amministrazione è nominato in maggioranza dai soci pubblici e la Presidente è scelta direttamente dal Comune. E allora si vede la scala delle priorità quando si parla di contrastare l’overtourism.
Il Salone dei Cinquecento non è una sala eventi da noleggiare né una quinta scenografica per le cene di gala: è un bene di tutte e di tutti. Per questo ribadiamo la richiesta: togliamo la possibilità di affittare spazi ereditati dai secoli di storia di Firenze, rendiamoli beni comuni, che possono essere concessi solo per eventi sociali pubblici, accessibili da chiunque”. (s.spa.)

