Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), Leonardo Masi e Sabrina Ciolli (Buongiorno Empoli - SiAmo Empoli): “Solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Plures Alia”
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3 Aprile 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e di Leonardo Masi e Sabrina Ciolli di Buongiorno Empoli - SiAmo Empoli
“Le lavoratrici e i lavoratori di Plures Alia hanno dichiarato lo stato di agitazione. La RSU aziendale e le organizzazioni sindacali hanno formalizzato la richiesta di un tavolo di raffreddamento in sede prefettizia, a seguito del fallimento di due incontri in sede aziendale. È una notizia grave, che non può essere ignorata da chi amministra i Comuni soci di questa società.
Le ragioni dell'agitazione sono note e documentate: l'impossibilità di conciliare vita privata e lavoro, l'impossibilità di sapere con anticipo quali turni si svolgeranno il giorno successivo, la cronica carenza di personale, i carichi di lavoro insostenibili, i problemi legati alla salute e alla sicurezza, e la non corretta applicazione degli inquadramenti contrattuali. Non sono rivendicazioni astratte: sono la descrizione di condizioni di lavoro che non rispettano la dignità delle classi lavoratrici.
Come gruppi consiliari dei Comuni di Firenze e Empoli esprimiamo piena solidarietà al personale e alla RSU di Plures Alia; chiediamo che le amministrazioni comunali socie intervengano con chiarezza e urgenza.
Questa vicenda conferma una preoccupazione che portiamo avanti da tempo: il modello della multiutility formalmente privatistica, pur con azionariato interamente pubblico, accentra poteri in strutture manageriali sottratte alla supervisione democratica. Una dirigenza che non risponde direttamente né ai lavoratori e ai lavoratori, né alla cittadinanza, né alle assemblee eletti, né dei Consigli comunali rischia di orientare le proprie scelte verso logiche organizzative incompatibili con la natura pubblica del servizio. E quando quelle scelte ricadono su chi lavora ogni giorno h 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l'anno per la collettività, il problema è politico prima ancora che contrattuale.
Le amministrazioni dei Comuni soci non possono limitarsi a esprimere «fiducia negli organi di amministrazione e controllo». Devono esercitare il proprio ruolo di socie, richiamare la dirigenza aziendale al rispetto dei diritti di chi lavora, e promuovere un modello organizzativo più equo e coerente con la natura pubblica del servizio reso alla cittadinanza.
Se ci sono condizioni di lavoro degradate questo non può essere una questione interna all'azienda: questo si riflette inevitabilmente sulla qualità del servizio pubblico offerto a tutte e tutti. Chi difende le lavoratrici e i lavoratori difende anche le cittadine e i cittadini. E lo scriviamo proprio mentre nelle case delle persone sta arrivando il bollettino per pagare la TARI, con aumenti che evidentemente non sono neppure destinati ad andare incontro alle richieste sindacali”. (s.spa.)

