Salta al contenuto principale Skip to footer content

Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), Leonardo Masi e Sabrina Ciolli (Buongiorno Empoli - SiAmo Empoli): “Solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Plures Alia”

Dettagli

Le amministrazioni pubbliche intervengano. Non è solo una questione sindacale o aziendale”
Data:

3 Aprile 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 47 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e di Leonardo Masi e Sabrina Ciolli di Buongiorno Empoli - SiAmo Empoli

“Le lavoratrici e i lavoratori di Plures Alia hanno dichiarato lo stato di agitazione. La RSU aziendale e le organizzazioni sindacali hanno formalizzato la richiesta di un tavolo di raffreddamento in sede prefettizia, a seguito del fallimento di due incontri in sede aziendale. È una notizia grave, che non può essere ignorata da chi amministra i Comuni soci di questa società.

Le ragioni dell'agitazione sono note e documentate: l'impossibilità di conciliare vita privata e lavoro, l'impossibilità di sapere con anticipo quali turni si svolgeranno il giorno successivo, la cronica carenza di personale, i carichi di lavoro insostenibili, i problemi legati alla salute e alla sicurezza, e la non corretta applicazione degli inquadramenti contrattuali. Non sono rivendicazioni astratte: sono la descrizione di condizioni di lavoro che non rispettano la dignità delle classi lavoratrici.

Come gruppi consiliari dei Comuni di Firenze e Empoli esprimiamo piena solidarietà al personale e alla RSU di Plures Alia; chiediamo che le amministrazioni comunali socie intervengano con chiarezza e urgenza.

Questa vicenda conferma una preoccupazione che portiamo avanti da tempo: il modello della multiutility formalmente privatistica, pur con azionariato interamente pubblico, accentra poteri in strutture manageriali sottratte alla supervisione democratica. Una dirigenza che non risponde direttamente né ai lavoratori e ai lavoratori, né alla cittadinanza, né alle assemblee eletti, né dei Consigli comunali rischia di orientare le proprie scelte verso logiche organizzative incompatibili con la natura pubblica del servizio. E quando quelle scelte ricadono su chi lavora ogni giorno h 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l'anno per la collettività, il problema è politico prima ancora che contrattuale.

Le amministrazioni dei Comuni soci non possono limitarsi a esprimere «fiducia negli organi di amministrazione e controllo». Devono esercitare il proprio ruolo di socie, richiamare la dirigenza aziendale al rispetto dei diritti di chi lavora, e promuovere un modello organizzativo più equo e coerente con la natura pubblica del servizio reso alla cittadinanza.

Se ci sono condizioni di lavoro degradate questo non può essere una questione interna all'azienda: questo si riflette inevitabilmente sulla qualità del servizio pubblico offerto a tutte e tutti. Chi difende le lavoratrici e i lavoratori difende anche le cittadine e i cittadini. E lo scriviamo proprio mentre nelle case delle persone sta arrivando il bollettino per pagare la TARI, con aumenti che evidentemente non sono neppure destinati ad andare incontro alle richieste sindacali”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

03/04/2026, 15:59

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri