Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune): “IMU di Toscana Aeroporti: a Peretola il 94,64% degli immobili è esentato”
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1 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune
“Il 19 maggio 2026 il Servizio Tributi del Comune di Firenze ha adottato l’«Atto IMU Definitivo 222/2026»: 8.346,60 euro chiesti a Toscana Aeroporti S.p.A. per il 2021 e il 2022, poi incassati. Otto giorni prima di quell’accertamento avevamo depositato un'interrogazione che chiedeva esattamente questo: se il Comune avesse mai accertato l'IMU dell'aeroporto.
La risposta a quell'interrogazione è arrivata dopo e dice che la società «non compare negli elenchi dei nostri debitori» e che ha «pagato l'imposta dovuta per gli immobili imponibili». Dell’accertamento adottato nel frattempo, non una parola.
Il confronto con Pisa sta in due righe. Il Comune di Pisa ha notificato allo stesso gestore accertamenti per circa 2,2 milioni di euro: 1,658 milioni per gli anni dal 2013 al 2020, 539mila euro per il quinquennio 2021-2025. Fanno in media circa 169mila euro l'anno. Firenze, dal suo aeroporto, in undici anni ha incassato 141.702 euro. Pisa chiede per un anno solo più di quanto Firenze abbia incassato in undici.
La differenza non è nelle dimensioni degli scali: è in una scelta. A Peretola le unità immobiliari di Toscana Aeroporti sono venti. Diciassette sono negozi, in categoria C/1, e pagano 15.963,76 euro di IMU l'anno. Le altre tre (l'aerostazione, con una rendita catastale di 390.501 euro, più altre due unità da 57.009 e 13.149) stanno nel gruppo E, e il comma 759 della legge 160 del 2019 esenta dall’IMU i fabbricati «classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9». Sono 460.659 euro di rendita, il 94,64 per cento del totale, che non producono un euro di imposta. Pisa contesta proprio quel perimetro, applicando il principio fissato dalla Corte di Cassazione con la sentenza 23678 del 2020 e con l’ordinanza 29225 del 2024: chi detiene in concessione un bene del demanio aeronautico è soggetto passivo dell’IMU. Firenze, per quanto ci risulta, quel principio non lo ha mai voluto approfondire fino in fondo politicamente.
Quanto può valere questo ragionamento? Un numero certo non esiste: per le categorie E la legge non prevede nemmeno un moltiplicatore, perché sono esenti. Si possono però fare due ipotesi. La prima è per proporzione con Pisa: applicando a Firenze quanto Pisa chiede ogni anno (fra i 108mila e i 207mila euro a seconda del periodo) le cinque annualità ancora recuperabili varrebbero fra i 540mila euro e poco più di un milione. La seconda parte dalle rendite di Peretola: se ai 460.659 euro oggi esenti si applicasse il moltiplicatore dei fabbricati a destinazione speciale del gruppo D, o quello degli uffici privati, con l'aliquota comunale dell'1,06 per cento si arriverebbe fra i 333mila e i 410mila euro l’anno, cioè da venti a venticinque volte quello che l'aeroporto versa oggi. Le due ipotesi non coincidono, ma non spetta a noi ovviamente fare i calcoli.
C'è anche un altro dettaglio, sicuramente minore. Sui diciassette negozi l'imposta dovuta è 15.963,76 euro l'anno, ma dal 2015 al 2022 Toscana Aeroporti ne ha versati fra gli 11.227 e gli 11.798: circa 4.166 euro in meno ogni anno, per otto anni. L'importo corretto compare solo dal 2023. L'accertamento del 19 maggio recupera il 2021 e il 2022, e si ferma lì, perché l'art. 1, comma 161, della legge 296 del 2006 dà ai Comuni cinque anni: il 2017 è decaduto a fine 2022, il 2020 a fine 2025. Sono circa ventiduemila euro che nessuno ha recuperato?
Non stiamo accusando Toscana Aeroporti di evasione: chiediamo che la Regione Toscana, insieme ai Comuni di Firenze e Pisa, possa portare a una spiegazione definitiva e trasparente della situazione.
Palazzo Vecchio è socio di Toscana Aeroporti e da quella partecipazione incassa dividendi, circa 97.776 euro nel biennio 2022-2023. Un accertamento efficace ridurrebbe la redditività della società partecipata?
Per questo stiamo depositato un’ennesima interrogazione urgente: vogliamo capire se il Comune ha mai chiesto all'Agenzia delle Entrate di verificare come è accatastata l'intera area dell'aeroporto di Peretola. E chiediamo alla Sindaca e alla Giunta una decisione, non una risposta di quattro righe: se su Peretola Firenze intende fare quello che Pisa ha fatto, deve farlo prima del 31 dicembre 2026, perché dopo anche il 2021 sarà perduto”. (s.spa.)

