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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Thomas Maerten (Sinistra Progetto Comune Q5): “Quartiere 5 Via Mariti: Esselunga dà per scontata la ricostruzione, nel silenzio del Comune”

Dettagli

“I documenti depositati dalla stessa La Villata SpA al Comune il 13 febbraio 2026 - pochi giorni prima del secondo anniversario - mostrano che la demolizione è progettata per conservare le fondazioni e ricostruire sul medesimo sedime”
Data:

5 Maggio 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 25 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 5

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e Thomas Maerten di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 5

“In via Mariti la proprietà del cantiere vuole ricostruire sullo stesso sedime. Lo dicono i suoi stessi documenti. Il 13 febbraio 2026 La Villata SpA - società del gruppo Esselunga - ha depositato al Comune di Firenze il progetto di demolizione dell'intera struttura prefabbricata crollata il 16 febbraio 2024, causando la morte di cinque lavoratori. Quel progetto non descrive solo la demolizione: nel capitolo dedicato alle fasi successive indica che le fondazioni in calcestruzzo armato gettato in opera verranno conservate e che la ricostruzione avverrà sul medesimo sedime, con la medesima geometria. Non è un’ipotesi: è scritto dalla committenza, è depositato al Comune, è un atto acquisito tramite accesso agli atti.
Quattro giorni dopo quel deposito, il 17 febbraio 2026, la Sindaca Funaro - intervistata nel secondo anniversario della strage - ha ribadito, alla domanda sul futuro dell’are: «ne parleremo». Con chi, in che tempi e con quali modalità? Le settimane passano e le decisioni sembrano destinate a essere prese in altri luoghi, rispetto a quelli politico-istituzionali.
Il Permesso di Costruire originario - n. 522/2021 - è decaduto nel luglio 2024. La committenza lo ha impugnato al TAR Toscana. Il cantiere è ancora sotto sequestro penale: le indagini della Procura di Firenze, che hanno portato a 8 indagati, sono state chiuse da poco e si attende la prossima mossa dei pubblici ministeri. In questo contesto, La Villata ha già depositato un progetto che prefigura la ricostruzione - e la Giunta ha autorizzato la demolizione senza dire pubblicamente una parola sul futuro.
Il Consiglio Comunale ha approvato nel marzo 2025 un ordine del giorno che invitava la Giunta ad aprire un tavolo con Esselunga per valutare modifiche al progetto. Quel tavolo non risulta mai avviato. Il Piano di Recupero che dovrebbe fondare un eventuale nuovo permesso è quello del maggio 2019: approvato sette anni fa, prima del crollo, prima che cinque persone morissero in quel cantiere. Nessuna proposta di revisione, nessun coinvolgimento del Quartiere 5. La proposta di realizzare un parco al posto del centro commerciale è stata respinta dal Consiglio Comunale con 24 voti contrari e soli 2 favorevoli, mentre tra la residenza continua a crescere la paura di un’area destinata a rimanere a lungo abbandonata.
La nostra posizione è questa: non si può ripartire dal progetto del 2019 come se nulla fosse successo. Se la committenza intende ricostruire su quell'area deve farlo partendo da zero - nuovo strumento urbanistico, nuovo processo di pianificazione, partecipazione reale della cittadinanza e del Quartiere 5. Va coinvolta la residenza e coinvolta nel processo, così come i soggetti attivi da anni sul territorio come il Comitato Ex Panificio Militare: si è già sbagliato in passato e non si possono ripetere gli stessi errori. Le nuove interrogazioni depositate aspettano risposta. Stavolta non intendiamo aspettare a lungo”.  (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

05/05/2026, 11:16

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