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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Lorenzo Palandri (Sinistra Progetto Comune Quartiere 2): “Fermate del bus soppresse a Beccaria: in 49 atti dal 2022 è la prima volta che il Comune scrive «in via definitiva»”

Dettagli

“Il 6 agosto la determina n. 6098 sopprime Gramsci Porta alla Croce, Gramsci Beccaria e Giovine Italia per le linee 8, 13, 14 e 23. Nell'atto non ne compare una sostitutiva”
Data:

7 Agosto 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 26 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 2

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e di Lorenzo Palandri di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 2

“Il 6 agosto il Comune ha firmato la determina dirigenziale n. 6098, con decorrenza dal giorno prima: dal 5 agosto le linee 8, 13, 14 e 23 non fermano più a Gramsci Porta alla Croce, mentre le fermate Gramsci Beccaria e Giovine Italia sono soppresse «in via definitiva».

Abbiamo letto tutte le determine che il Comune ha adottato sui punti di fermata del trasporto pubblico da quando sono partiti i cantieri della tramvia: sono 49, dal luglio 2022 a oggi. 47 sopprimono almeno una fermata e 45 di queste ne istituiscono contestualmente un'altra al posto di quella tolta: è la regola che il Comune si è dato, scritta atto dopo atto. Le eccezioni sono due, una è questa, che è anche l’unica in cui compaiano le parole «in via definitiva».

Per la Giovine Italia una fermata alternativa esiste già: la determina n. 633 del 31 gennaio 2025 aveva soppresso la vecchia FI0428 e istituito, per le stesse quattro linee, una fermata in viale della Giovine Italia fra i civici 9R e 15. Diciamo che la determina del 6 agosto sopprime tre fermate senza dire quale rimanga a servirle, a che distanza si trovi, e se sia raggiungibile da chi cammina con fatica o si muove in carrozzina. Sono le tre informazioni che servono a chi quel bus lo aspetta, e nell'atto non ci sono.

C’è poi un dato di calendario. Il 12 giugno 2026, con la determina n. 4567, il Comune ha autorizzato percorsi e fermate della nuova rete notturna: Gramsci Porta alla Croce e Giovine Italia sono lì, elencate fra le fermate a servizio delle linee 13 e 23. Cinquantacinque giorni dopo le stesse fermate vengono soppresse, due «in via definitiva». La rete notturna resta in servizio pieno fino al 31 ottobre ed è costata 1.168.331,75 euro: su un punto di quel disegno, approvato a giugno, oggi il bus non si ferma.

Nel parere tecnico allegato all'atto (protocollo 317059 del 3 agosto) le linee coinvolte sono sei, «8, 13, 14, 23, 31 e 32», più «tutte le linee extraurbane in transito», e la soppressione definitiva vale «per tutte le linee in transito (urbano ed extraurbano)». Nella determina le linee autorizzate sono quattro, quelle di competenza del Comune. Chi prende la 31, la 32 o una corriera extraurbana da quelle fermate, nell'atto non compare: non ci risulta un provvedimento che disponga la soppressione anche per loro, e saremo felici di essere smentiti se abbiamo torto.

Il punto 2 dispone che la soppressione «non comporta variazione del servizio TPL urbano», richiamando l'articolo del contratto di concessione che regola le modifiche al programma di esercizio e la determinazione del prezzo: se non c'è variazione, non c'è nulla da ricalcolare. È l'unica volta, in 49 atti, in cui si dichiari che il servizio non varia. Nelle tre determine in cui compare una formula simile si legge una cosa diversa: che l'atto «non comporta alcun incremento del servizio», cioè che il Comune non sta chiedendo di più. Qui invece si toglie, e il servizio che la collettività paga resta contabilmente identico.

Inoltre, in nessuno degli atti compare la parola «Quartiere»: su nessuno spostamento o soppressione di fermata risulta un parere o una comunicazione preventiva ai Consigli circoscrizionali. L'unica informazione prevista è quella che il punto 4 mette a carico di Autolinee Toscane: un avviso sul sito aziendale e «idonei avvisi» affissi sul posto. Sulle paline abbiamo depositato l'interrogazione n. 449 del marzo 2025, sulla leggibilità per le persone anziane e per chi vede male, e la n. 980 del giugno 2025, sulla conformità al codice della strada, mai discussa in aula ed entrambe senza risposta. È lì che il Comune affida l'unica notizia che le cittadine e i cittadini riceveranno.

Non è un rilievo isolato. Il 1° agosto abbiamo documentato che, confrontando gli orari pubblicati da Autolinee Toscane, su 119 direzioni urbane quattordici hanno la prima corsa del mattino arretrata di dieci minuti o più. E nello stesso parere del 3 agosto si legge che «vi siano ancora da revocare in via definitiva altre fermate già soppresse per effetto dei cantieri»: questa è la prima di una serie. Un cantiere è provvisorio per definizione, una soppressione definitiva no. Così la rete del trasporto pubblico si accorcia una palina alla volta, con decisioni che nascono dentro la logica del cantiere e restano quando il cantiere se ne va, senza che nessuna sede eletta le abbia mai discusse.

Anche se la Giunta non ci risponde nei tempi, continuiamo a depositare le nostre domande, perché poi la politica non possa dire “ma noi non sapevamo”, spostando il dibattito su questioni tecniche, che non sono quelle che solleviamo noi”.  (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

07/08/2026, 16:10

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