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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Leonardo Masi (Buongiorno Empoli): “Multiutility: lo scorporo di ALIA nel silenzio della politica”

Dettagli

“Il progetto è scritto dall’agosto 2022, ma nessun socio pubblico ha mai discusso quello che sembra si consumi in questi giorni estivi”
Data:

25 Luglio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 6 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e Leonardo Masi di Buongiorno Empoli


 

“Il Consiglio comunale è chiamato a votare le tariffe e il piano economico finanziario del gestore mentre, ai tavoli sindacali, si definisce il passaggio di servizio, personale e concessione a una nuova società. Il progetto è scritto nero su bianco dall’agosto 2022, il veicolo societario esiste dal 2023, le organizzazioni sindacali ne discutono pubblicamente da maggio: le uniche sedi a non averne mai parlato sono i Consigli comunali.

Martedì 28 luglio 2026 il Consiglio comunale di Firenze vota il Piano economico finanziario dei rifiuti 2026-2027 e le tariffe TARI, con l’aumento massimo consentito. Dove c’è la TARIC tutto passa senza nemmeno coinvolgere le assemblee elettive. Nelle stesse ore si chiude un’altra partita, di cui in aula non ha parlato nessuno: la riorganizzazione societaria di Plures.

Il progetto è pubblico da un paio di mesi, illustrato dalle stesse organizzazioni sindacali confederali: una holding con funzioni strategiche e società operative separate per energia, ambiente e idrico; per i rifiuti una nuova società alla quale trasferire «servizio, personale, concessione, mezzi e impianti», con la concessione che scade il 31 dicembre 2037. Secondo comunicazioni sindacali rivolte in questi giorni a lavoratrici e lavoratori, l’accordo sulle garanzie occupazionali è ormai alla firma, almeno per alcune sigle.

Non è un’improvvisazione. Tra i documenti dell’operazione multiutility pubblicati dai Comuni c’è un piano economico finanziario intitolato «Alia OpCo», datato agosto 2022.

Vi si legge tutto quello che oggi torna d’attualità: il conferimento del ramo d’azienda rifiuti in una società di nuova costituzione controllata al 100%, allora previsto «entro la fine di gennaio 2023»; il passaggio alla nuova società della titolarità della concessione ottenuta con gara nel 2017; le funzioni corporate che restano alla capogruppo e vengono addebitate alla società operativa «con l’applicazione di un mark up del 10%»; il trasferimento alla società operativa di «tutti i debiti finanziari»; e l’obiettivo dichiarato di «segregare il rischio operativo» della gestione dei rifiuti «al fine di evitare ripercussioni dirette su Multiutility Toscana». Nel 2023 il veicolo è stato persino costituito, trasformando la controllata Valcofert S.r.l. in Ambiente Toscana OpCo S.p.A.: anche allora senza alcun passaggio nei Consigli comunali, nonostante le delibere di indirizzo lo prevedessero (è stato possibile non costituendo una nuova società, ma trasformando radicalmente una esistente).

Tutto questo riguarda direttamente la TARI. L’Autorità d’ambito ha appena escluso dalla tariffa milioni di costi corporate ritenuti non giustificati, oltre 6 milioni l’anno per i soli Servizi Comuni. Lo schema holding-società operativa trasforma quei costi in addebiti infragruppo, con tanto di ricarico del 10% previsto fin dal 2022. E la ripartizione tra le due società della concessione e di un debito che in un anno è passato da 323 a 869 milioni deciderà chi garantisce che cosa, e con quali riflessi sulle bollette. Il Piano economico finanziario in votazione è costruito sul perimetro societario attuale: negli atti della validazione, di tutto questo, non c’è traccia.

Chiediamo tre cose. Che le Giunte riferiscano in questi giorni che cosa sanno dell’operazione e quale posizione intendono tenere nell'Assemblea soci. Chiediamo inoltre che nessuno scorporo venga perfezionato senza una deliberazione preventiva dei Consigli comunali, come prevedono l’articolo 42 del Testo unico degli enti locali e il Testo unico sulle società partecipate: non si possono accettare ratifiche a cose fatte. E pretendiamo che siano resi pubblici i testi degli eventuali accordi sindacali, il progetto societario aggiornato e gli atti relativi al subentro nella concessione.

Alle lavoratrici e ai lavoratori va la nostra solidarietà: in questo quadro in cui la politica sembra sparire, ogni giorno garantiscono un servizio essenziale in condizioni sempre più difficili”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

25/07/2026, 13:01

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