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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Francesca Lupo (Sinistra Progetto Comune Quartiere 1): “Ex Fulgor: il Comune eserciti la prelazione”

Dettagli

“Le politiche pubbliche non possono essere consegnate a un ente privato”
Data:

3 Agosto 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 8 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 1

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e di Francesca Lupo di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 1


“Il bando telematico per l’aggiudicazione dell’ex cinema Fulgor scade il 16 settembre, con base d’asta di 1.550.000 euro. Secondo quanto scrive La Nazione del 3 agosto, la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze avrebbe presentato l’unica offerta, vicina ai due milioni. Il vincolo, dai nostri accessi agli atti, c’è e rimane.


Rispondendo il 2 ottobre 2024 alla nostra interrogazione n. 480, l’Assessora all’urbanistica ha messo per iscritto due cose. La prima: la disciplina «non decade finché non viene modificato l’art. 43 delle NTA del Regolamento Urbanistico, così come confermato nel medesimo articolo del Piano Operativo». La seconda: essa «interessa le sale cinematografiche attive all’approvazione del Regolamento Urbanistico», cioè al marzo 2015. Ed è qui che servono i documenti. La società che gestiva il Fulgor ha dichiarato la sospensione dell’attività il 28 luglio 2016, con decorrenza dal 23 luglio, e la comunicazione è stata acquisita al protocollo 246236 del 4 agosto 2016. Nel marzo 2015 il Fulgor era aperto: una multisala da cinque sale e ottocentotrentaquattro posti, autorizzata con licenza n. 0165/P.S. del 4 marzo 1999 e rinnovata nel 2002.


Tradotto: il vincolo c’è, non scade, e vale per chiunque compri. Chi si aggiudicherà l’immobile potrà cambiare destinazione al massimo al 40 per cento della superficie, e solo obbligandosi per convenzione, con polizza fideiussoria, a mantenere l’attività cinematografica sul resto per dieci anni.


Quello che manca è che il Comune lo dica. Nella stessa risposta del 2024, sul nostro terzo quesito, si legge che «si prevederanno le relative verifiche per valutare se vi siano le condizioni per agire in tal senso»: di quelle verifiche, a due anni di distanza, non conosciamo alcun esito. E un appiglio per contestare il vincolo esiste già, perché il 30 gennaio 2024 la Direzione Attività economiche e turismo ci ha scritto che «considerato il lasso di tempo trascorso, la licenza è decaduta per il mancato esercizio». Una licenza decaduta non cancella una norma urbanistica, ma chi compra ha tutto l'interesse a sostenere il contrario. Non stiamo denunciando un’irregolarità: stiamo dicendo che deve arrivare un segnale chiaro da Palazzo Vecchio.

 

C’è poi una strada che non è mai stata tentata. La sala di via Maso Finiguerra è stata inaugurata nel 1914. L’articolo 8 della legge sul cinema, la n. 220 del 2016, stabilisce che la dichiarazione di interesse culturale «può avere ad oggetto anche sale cinematografiche e sale d’essai», e la direttiva ministeriale del 27 agosto 2014 impegna le Soprintendenze a istruire quel riconoscimento per le sale storiche. Se arriva, gli articoli da 59 a 62 del Codice dei beni culturali obbligano chi si aggiudica il bene a denunciare l'acquisto entro trenta giorni e consentono agli enti territoriali di subentrare in prelazione entro sessanta giorni, allo stesso prezzo di aggiudicazione. Non una gara al rialzo: una delibera. E le sale dichiarate di interesse culturale hanno priorità nei contributi statali per la riattivazione delle sale chiuse.

Non stiamo dicendo che il progetto della Fondazione sia a priori sbagliato, e che quelle strade abbiano bisogno di risposte è vero: lo diciamo da anni. Diciamo che quel progetto non lo ha scelto nessuno. L'unico atto in cui Palazzo Vecchio parla del futuro del Fulgor è il protocollo approvato con la delibera di Giunta n. 203 del 20 maggio 2025, dove il recupero è previsto «qualora si verifichino talune condizioni, non tutte dipendenti dalla volontà della Fondazione CR Firenze»: cioè l’esito di un’asta. E nel novembre 2025, con la delibera n. 434, il Comune ha concesso gratuitamente alla stessa Fondazione i locali comunali di via Palazzuolo 32r e 34r, rinunciando a 37.200 euro l’anno di canoni. Le risorse per quel quartiere il Comune le mette: sceglie solo di non decidere a cosa servano.

Per questo depositiamo due atti. Una mozione che impegna la Sindaca e la Giunta a cinque cose, tutte prima del 16 settembre (quindi dovrà politicamente agire, senza aspettare i tempi dei Consigli di Quartiere 1 e comunale): accertare per iscritto che l'immobile rientra nell'articolo 43 e comunicarlo alla curatela; chiedere alla Soprintendenza l'avvio del procedimento di dichiarazione di interesse culturale; comunicare alla curatela e al giudice delegato l'interesse del Comune, prelazione compresa; approvare le condizioni minime della futura convenzione, a partire da un obbligo trentennale e dall'esclusione permanente di ogni uso ricettivo; riferire in Commissione sugli esiti di quelle verifiche annunciate nel 2024. E depositiamo anche un'interrogazione che chiede agli uffici di mettere nero su bianco le stesse cose, a partire da una: se il Fulgor rientri o no in quella norma”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

03/08/2026, 15:35

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