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Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Francesca Lupo (Sinistra Progetto Comune Quartiere 1): “Locazioni turistiche brevi e sentenza Bufalini: serve mappare le convenzioni nel perimetro UNESCO”

Dettagli

“Il rischio è non sapere quante altre case può ancora perdere il centro storico”
Data:

24 Luglio 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 20 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 1

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e di Francesca Lupo di Sinistra Progetto Comune al Quartiere 1

“La risposta della Giunta alla nostra interrogazione sulla sentenza del TAR Toscana relativa al complesso di via Bufalini conferma il problema e, allo stesso tempo, sceglie di non affrontarlo.

Ricordiamo i fatti. Il TAR ha stabilito che per il complesso di via Bufalini il divieto di nuove locazioni turistiche brevi introdotto dal Comune non si applica, perché la convenzione attuativa del 2017 e l’atto unilaterale d’obbligo che ne discende hanno consolidato quel regime prima dell’entrata in vigore della disciplina. Una norma sopravvenuta (dice il giudice) non può cancellare accordi già stipulati. È un principio di carattere generale, non un dettaglio del singolo caso.

Con la nostra interrogazione avevamo chiesto due cose molto concrete. La prima: la Giunta ha fatto, o intende fare, una ricognizione sistematica delle convenzioni e degli atti d’obbligo in vigore nel perimetro UNESCO che contengano clausole compatibili con le locazioni turistiche brevi, per sapere quante unità immobiliari sfuggono di fatto al divieto? La seconda: intende proporre misure integrative, anche di natura convenzionale, per colmare le lacune che la sentenza ha messo in luce?

A nessuna delle due l’Assessora all’Urbanistica ha risposto. Ci viene detto soltanto che «non risulta pendente alcun ricorso» con argomentazioni analoghe a quelle del contenzioso Bufalini, e che si tratterebbe di un caso isolato. Ma l’assenza di ricorsi oggi non è affatto una garanzia: significa solo che, per ora, nessun altro operatore ha portato la stessa pretesa davanti a un giudice. Il punto è un altro (quante altre situazioni potrebbero farlo?) e a questa domanda l’amministrazione non risponde per la ragione più semplice: quella ricognizione non risulta compiuta. Si dichiara «caso isolato» senza aver svolto la verifica che sola permetterebbe di affermarlo.

Le cronache di questi due anni dimostrano quanto invece servirebbe massima attenzione.

Chiederemo di nuovo, con gli strumenti del Consiglio, che il Comune conduca e renda pubblica quella ricognizione e che dica con chiarezza quali misure intende adottare per rendere davvero efficace la disciplina”.  (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

24/07/2026, 12:37

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