La Commissione consiliare Pari Opportunità, Pace, Diritti Umani, Relazioni Internazionali e Immigrazione di Palazzo Vecchio ha espresso parere favorevole unanime sulla Risoluzione n. 1586/26, presentata da Stefania Collesei, Renzo Pampaloni e Marco Burgassi, dedicata alla condanna a morte di Benyamin Naghdi e alla repressione del regime iraniano contro gli atleti e il mondo dello sport.
L’atto prende le mosse dal caso del giovane ventiseienne, atleta di livello internazionale e medagliato olimpico giovanile, arrestato a inizio anno per aver sostenuto le manifestazioni di piazza e condannato alla pena capitale con l’accusa di efsad fil-arz («corruzione sulla terra») — una generica imputazione di matrice religiosa e politica utilizzata dal regime di Teheran per reprimere il dissenso civile e punire con la morte la partecipazione alle proteste — al termine di un procedimento privo di reali garanzie di difesa. La seduta ha visto anche l’audizione e il confronto diretto con le attiviste per i diritti umani Sabri Najafi e Ghissu Massoumnia, portatrici delle istanze della diaspora e delle donne iraniane nel nostro territorio e punto di riferimento a Firenze per la difesa delle libertà fondamentali e la denuncia della repressione del regime.
«A quattro anni dall’uccisione di Masha Amini e dalla nascita del Movimento Donna, Vita e Libertà – sottolinea la Presidente della Commissione 7, Stefania Collesei – Di fronte al ricorso sistematico all'impiccagione da parte delle autorità di Teheran non possiamo voltarci dall'altra parte. Ascoltare la voce della comunità e delle attiviste iraniane ci richiama al dovere di non lasciare solo Benyamin Naghdi. Chiediamo con forza al Governo e all’Europa di attivare canali diplomatici incisivi per strappare questo ragazzo al patibolo e per difendere chiunque scenda pacificamente in piazza a chiedere libertà e dignità».
«Siamo abituati a parlare di sport come strumento di promozione del benessere, educazione e diritti. Colpire gli atleti e i campioni dello sport è una strategia deliberata del regime per spegnere l'entusiasmo dei giovani e terrorizzare l'opinione pubblica, come già tragicamente avvenuto con Navid Afkari e Mohammad Mehdi Karami – dichiarano congiuntamente il Presidente della Commissione Cultura e Sport Marco Burgassi e il Consigliere Renzo Pampaloni». (s.spa.)