Del Re (Firenze Democratica): “Se ai concorsi pubblici vengono preferiti i progetti donati da privati, l’amministrazione adotti almeno il regolamento interno raccomandato da ANAC”
27 Aprile 2026
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Descrizione
Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re, all’esito del question time portato oggi in aula:
“Nell’Aprile 2025, ANAC è intervenuta con una raccomandazione per invitare le pubbliche amministrazioni a dotarsi di alcune misure nel caso di accettazione di progetti da parte di privati, circostanza disciplinata dal Codice dei contratti pubblici, e rientrante all’interno delle attività classificate come “a rischio corruttivo”.
In particolar modo, l’ANAC raccomanda fortemente che ogni ente pubblico definisca “i requisiti di ammissibilità delle donazioni da parte di privati, i potenziali conflitti d’interesse e le relative misure di prevenzione”, e ciò, ad esempio, mediante l’adozione di un regolamento interno da pubblicare in rete civica, nella sezione ‘Amministrazione trasparente’; pubblicando avvisi per la ricerca di progetti che l’amministrazione ha l’interesse pubblico ad accettare; e pubblicando poi semestralmente o annualmente l’elenco di tutte le liberalità accettate.
La risposta che ci ha fornito oggi la Giunta in merito a tale raccomandazione di ANAC è stata negativa su tutti i punti oggetto della nostra interrogazione. In particolare:
– il Comune di Firenze non ha adottato alcun regolamento interno per disciplinare l’accettazione di progetti donati, e pertanto anche per il progetto di Via Palazzuolo tale misure di prevenzione non sono state osservate;
– non è stato pubblicato alcun prospetto di tutte le liberalità accettate dall’ente, né semestrale né annuale, e non è stato pubblicato preventivamente alcun avviso pubblico per ricevere donazioni.
La Giunta ha sottolineato di non aver seguito tali misure posto che le indicazioni ANAC sono “raccomandazioni” e non obblighi di legge, ma che comunque valuterà la loro adozione nel prossimo aggiornamento del PIAO.
Una posizione che riteniamo tuttavia politicamente non condivisibile.
Se infatti l’Amministrazione decide di accettare progetti donati da privati - ed anche questo è una scelta politica -, deve allora farlo dotandosi di regole chiare, pubbliche e verificabili, aprendo a più proposte e garantendo criteri imparziali. Peraltro, è evidente che chi dona un progetto ottiene una visibilità che costituisce già di per sé un beneficio indiretto, e proprio per questo servono strumenti di prevenzione adeguati.
Fermo quanto sopra, ribadiamo che a nostro avviso il metodo più corretto, più equo e più trasparente per selezionare idee e progetti resta il concorso di progettazione, che assicura pari opportunità, tutela la biodiversità culturale e permette alla città di scegliere tra più visioni e competenze”. (s.spa.)

