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Del Re (Firenze Democratica): “Montedomini, non solo Airbnb ma anche immobili venduti con l’assenso del comune. E la ‘Commissione immobili’ che assegna le locazioni prevede anche un membro di nomina dell’assessorato al sociale”

Data:

20 Luglio 2026

Tempo di lettura:

7 minuti, 54 secondi

Consiglio comunale
capogruppo firenze democratica

Descrizione

Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re: 

“Dalla lettura del ‘Regolamento per l’assegnazione di beni immobili destinati alla locazione di proprietà dell’Asp Firenze Montedomini’ - pubblicato sul sito di Montedomini - è possibile comprendere chi decide l’assegnazione del patrimonio da dare in locazione sulla base delle offerte ricevute: una ‘Commissione immobili’ (descritta all’articolo 4 del Regolamento) composta da Presidente di Montedomini, Direttore di Montedomini, e un membro designato dall’assessorato al sociale. 

All’articolo 8, denominato ‘Pubblicità delle assegnazioni’, si prevede poi che l’aggiudicazione debba essere pubblicata sul sito di Montedomini. E, invece, non si trovano pubblicate né le graduatorie e né le aggiudicazioni decise dalla Commissione immobili di Montedomini per i famosi immobili di via Guelfa, né per altri immobili per i quali era stato pubblicato un avviso pubblico.

Andando a leggere i vari bandi, è possibile poi constatare come Montedomini abbia alienato e stia tuttora alienando (si veda il bando aperto per un immobile sito in Via Vittorio Emanuele, con scadenza 26 Luglio) anche diversi immobili pubblici, per la cui vendita necessita dell’assenso del Comune, sempre come previsto dalle procedure pubblicate sul sito di Montedomini. 

Con una domanda di attualità per il consiglio odierno (in caso di mancanza di tempo, viene trasformata in interrogazione urgente con risposta a 10 giorni), abbiamo chiesto alla Sindaca e alla Giunta chi sia il membro designato dall’assessorato al welfare che fa parte della commissione immobili; come mai non si trovino pubblicate sul sito le aggiudicazioni degli immobili dati in locazione; quanti immobili di Montedomini siano stati venduti negli ultimi 20 anni; e se abbia già inviato la polizia municipale presso gli immobili di via Guelfa 81, dopo aver letto sia le dichiarazioni di acquisto del CIN da parte del gestore sia la clausola del contratto inserita da Montedomini in violazione delle normative vigenti. 

Nell’attesa della convocazione della commissione controllo su questo tema, abbiamo inoltre depositato accesso agli atti per avere contezza anche della dimensione di quello che può essere per l’ente pubblico un danno erariale e una evidente distorsione dell’uso del patrimonio pubblico rispetto ai fini che, anche per statuto, quel patrimonio dovrebbe avere. 

Anche il caso di via Faenza 38 è, ad esempio, emblematico della necessità di trasparenza e approfondimento dovuti. Nel caso di specie, il 18 aprile 2023 l’ASP Firenze Montedomini ha pubblicato un bando per la locazione di un appartamento ad uso abitativo in via Faenza 38, secondo piano, con un canone posto a base d’asta di 1.150 euro mensili.
Dagli atti emerge che Montedomini si impegnava pure a contribuire ai lavori di ristrutturazione fino a 49.000 euro, prevedendo poi che l’importo dei lavori a carico del locatore venisse integralmente compensato attraverso lo scomputo del canone di locazione per i primi 3 anni e venisse poi dimezzato per i successivi 14 mesi.
Nel frattempo, sulle principali piattaforme di affitti turistici compare un appartamento localizzato proprio in via Faenza 38, secondo piano, pubblicizzato con tariffe nell’ordine dei 212 euro a notte. Se fosse confermato che si tratta dello stesso immobile, ci troveremmo di fronte a un dato che non può lasciare indifferenti: bastano solo sei notti di prenotazioni per incassare più del canone mensile posto a base della gara, che per i primi 4 anni non viene nemmeno pagato dall’aggiudicatario, essendo in tutto o in parte assorbito dal meccanismo di scomputo previsto dal bando.

Insomma, dopo i casi già emersi nei giorni scorsi, non siamo più di fronte a episodi isolati. E in una città che vive una grave emergenza abitativa, è doveroso chiedersi se sia questa la destinazione che deve avere il patrimonio pubblico. 

Peraltro, abbiamo appreso anche di taluni casi di locazione che avevano invece finalità sociali, dove Montedomini, però, per la necessità di aumentare il canone di locazione, ha invitato l’inquilino a lasciare l’immobile, vedi la casa famiglia per persone con disabilità M. C. Ogier nel maggio 2024, immobile che ci risulterebbe peraltro poi non rioccupato.

Ricordiamo, infine, che come gruppo consiliare avemmo a contestare subito la nomina di Frittelli come presidente di Montedomini e quella di Paccosi come presidente di Casa spa, per molteplici aspetti, tra i quali il mancato rispetto del regolamento comunale sulle nomine, in quanto in entrambi i casi non solo il consiglio comunale venne by-passato e la nomina fu assunta dalla Sindaca senza il rispetto delle (pur minime, rispetto ad altri comuni) procedure di pubblicità e di coinvolgimento preventivo del consiglio previste dal regolamento in questione, ma anche perché entrambi erano già stati in passato nominati dal comune per altri ruoli e il regolamento comunale prevede che di norma il comune non possa nominare una stessa persona per due volte. Ricordammo infatti i molteplici incarichi su di loro assommati, per nomina prima di Nardella e poi di Funaro, e quindi osservammo una serie di ragioni di evidente inopportunità politica per ricoprire incarichi così delicati, dove l’esperienza in quei settori (casa e anziani) e anche il tempo da dedicarvi sarebbero stati da prediligere rispetto a questioni di fedeltà politica. Ma queste nomine, d’altronde, confermano la continuità fortemente perseguita da Nardella con Funaro.
Paccosi, che oggi è presidente di Casa spa, e nello scorso mandato era stato presidente dell’ASP Montedomini, risulta peraltro ancora oggi essere il presidente della Fondazione Montedomini onlus (così, almeno, da visura odierna; trattasi di altro ente onlus parallelo creato negli scorsi anni per raccogliere fondi a sostegno della ASP). 
L’attuale presidente del collegio dei revisori dell’ASP Montedomini ci risulterebbe inoltre essere stato il mandatario elettorale della sindaca in campagna elettorale (almeno così emerse a seguito dell’accesso agli atti sui finanziamenti elettorali della sindaca da parte dei consiglieri di centrodestra), ed era già parte del collegio dei revisori nello scorso mandato; come noto, infine, Frittelli è il presidente dell’associazione ‘Punto su Firenze’ che da anni raccoglie i fondi per le campagne elettorali di Nardella. 

Potremmo continuare ad elencare le ragioni di inopportunità sottese alle nomine in questione, che, come evidenziammo all’epoca, rispondono alla delicata (ma sottovalutata, almeno nel nostro territorio) questione politica delle nomine negli enti partecipati, per i risvolti conseguenti di interesse per la comunità, che vediamo ad esempio oggi nella situazione emersa del patrimonio immobiliare di Montedomini. 
Si tratta di un tema, quello delle nomine, che abbiamo portato avanti da inizio mandato anche con atti - bocciati dalla maggioranza - che chiedevano di rivedere il blando regolamento comunale vigente (e interpretato dall’amministrazione pressoché sempre nel senso dell’assenza di limiti ai poteri del/la sindaca) per allinearlo a quello degli altri comuni (Genova, Milano, Bologna etc), che prevedono anche commissioni esterne che valutano le candidature pervenute a seguito di avviso pubblico sulla base dell’esperienza comprovata dai candidati nel settore di pertinenza. 
Come commissione controllo, a inizio di quest’anno, abbiamo pure promosso un seminario di approfondimento sul tema, dove autorevoli legali ci illustrarono le procedure di nomina vigenti in altri comuni, consigliandoci di rafforzare le procedure per allineare anche il nostro comune ai principi di buon andamento della pubblica amministrazione vigenti in materia. 
Come gruppo, abbiamo per lo meno evitato lo scorso anno che il presidente di una partecipata fosse anche contemporaneamente consigliere comunale, con la conseguenza (senza precedenti) di far coincidere controllore e controllato (consigliere poi dimessosi il giorno prima dell’arrivo del parere protocollato del Ministero dell’interno che dichiarava la sua incompatibilità)”. (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

20/07/2026, 16:06

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