Del Re (Firenze Democratica): “Montedomini: altre anomalie rilevate nelle aggiudicazioni e visure. La conferma della governance di Montedomini e di Casa spa ci pare grave”
28 Luglio 2026
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Descrizione
Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re:
“La conferma dell’intoccabilità dei vertici di Montedomini e Casa spa da parte della Sindaca ma anche della maggioranza ci ha purtroppo confermato come chi governa sia ancora solo teso a conservare il potere costruito in questi anni, e ciò anche a fronte di circostanze gravi come quelle emersi in questi giorni. A noi infatti pare che l’indirizzo dell’ASP Montedomini di distogliere il patrimonio pubblico abitativo dalla sua missione sociale - avviato dalla precedente governance di Montedomini, oggi a capo di Casa spa, ed avvallato poi anche dall’attuale governance - sia più che sufficiente per chiedere un cambio di vertice di chi siede a capo di enti così delicati e strategici su temi quali l’emergenza abitativa.
A questo dato di fatto, si aggiungono anche altri elementi da stigmatizzare che sono emersi, quale l’uso turistico di questi immobili autorizzato da Montedomini nei contratti allegati ai bandi, la mancata pubblicazione delle aggiudicazioni e le anomalie che sono emerse dalla documentazione di gara e dalle visure camerali delle società aggiudicatarie, che quantomeno palesano criticità gestionali e un omesso controllo da parte di chi era a ciò preposto. E, a proposito di omesso controllo, ci pare grave anche l’assenza della delegata dell’assessorato al sociale - come ci ha riferito ieri l’assessore Paulesu in aula - alle commissioni che avevano all’ordine del giorno le aggiudicazioni di via Guelfa 81 e 83 (verificheremo se era presente alle altre commissioni, restando in attesa della risposta all’accesso agli atti).
A quanto abbiamo già fatto emergere ieri, aggiungiamo di seguito anche altri elementi che meritano attenzione.
Dall’esame delle visure camerali e della documentazione relativa ai bandi emerge infatti che la società aggiudicataria di due complessi immobiliari di Montedomini (dove è stato autorizzato l’uso turistico, via Guelfa 81 e via dell’Albero 10) è una società costituita il 13.04.2023 e attiva dal 25.03.2025, con un capitale sociale di appena 1.000 euro e che, almeno alla data della pubblicazione di uno dei due bandi che si è aggiudicata (18.04.23), non aveva depositato bilanci. Eppure i bandi di Montedomini richiedevano, quale requisito di partecipazione, il possesso di un volume medio di ricavi negli ultimi due esercizi pari ad almeno tre volte il canone annuo posto a base di gara. Ci chiediamo allora come sia stato verificato tale dato, tanto con riferimento al bando del 2023 quanto al bando del 2025, trattandosi di un requisito di partecipazione previsto espressamente dalla lex specialis di gara, a pena di esclusione. Si tratta di una domanda che faremo anche all’assessore al sociale con interrogazione o alla prima occasione di confronto, sperando che non ometta di rispondere come ha fatto ieri alla nostra domanda sul perché le aggiudicazioni degli immobili non siano pubblicate online.
Dalla stessa documentazione emerge inoltre come la società si sia impegnata ad effettuare rilevanti interventi di ristrutturazione, ad anticiparne i costi e a prestare consistenti garanzie assicurative, circostanze che rendono ancora più necessario comprendere come siano stati verificati, in sede di gara, i requisiti di solidità economica e finanziaria richiesti dal bando.
Un ulteriore elemento riguarda il fatto che uno dei soci della società in questione e l’amministratore di un’altra società risultata aggiudicataria di immobili di Montedomini condividono il medesimo domicilio. Anche questo è un aspetto che riteniamo dovesse essere oggetto di attenta verifica da parte dell’ente, al fine di escludere eventuali situazioni elusive o comunque rilevanti ai sensi delle clausole del bando.
Continueremo ad approfondire questi temi per fare chiarezza, ritenendo però che sia necessario un rinnovamento della governance dell’ente e di Casa S.p.A., oggi presieduta da chi ha amministrato Montedomini per 10 anni.
Da inizio mandato, abbiamo più volte chiesto e proposto atti (tutti respinti dalla maggioranza) per chiedere un coinvolgimento più ampio del consiglio comunale (e di commissioni esterne nella valutazione dei CV, come avviene in altri comuni) nei procedimenti di nomina proprio perché gli indirizzi e il sostegno possano essere il più trasparenti e condivisi possibili. Il tutto nell’interesse della trasparenza, della corretta gestione del patrimonio pubblico e della fiducia dei cittadini, oggi messa a dura prova”. (s.spa.)

