Del Re (Firenze Democratica): “Il nostro emendamento per vietare nuove aperture di attività ricettive extra alberghiere nella zona A avrebbe rimediato ad un vuoto di tutela aperto dall’annunciata modifica alla Legge regionale sul Turismo”
14 Aprile 2026
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Descrizione
Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica Cecilia Del Re all’esito dell’esame del Regolamento Unesco:
“Mancanza di pianificazione strategica, mancanza di report e scelte motivate sui dati, mancanza di coinvolgimento del consiglio di quartiere 1, e mancanza della volontà di governare e prevenire determinati fenomeni piuttosto che subirli sono le critiche che abbiamo avanzato ieri in aula alle modifiche al Regolamento Unesco approvate dal consiglio comunale.
In merito a questo ultimo punto, in particolare, anche quest’anno - al pari dello scorso - avevamo proposto di bloccare l’apertura di nuove attività economiche ricettive extra alberghiere e locazioni turistiche di tipo imprenditoriale in tutta la zona A del nostro territorio, ovvero in quell’area ben più estesa del solo centro storico dove negli strumenti urbanistici sono stati vietati tutti i cambi d’uso verso il turistico ricettivo.
Questo divieto, però, di fatto è parzialmente venuto meno con le nuove disposizioni della Legge regionale sul turismo, che obbliga la trasformazione di tutte le attività ricettive extra alberghiere esistenti - che oggi esercitano la loro attività in immobili con destinazione d’uso residenziale -, in immobili che dovranno quindi acquisire la destinazione d’uso turistico ricettiva.
Qualche settimana fa, la giunta regionale ha annunciato un’ulteriore modifica a tale previsione normativa, che ci preoccupa non poco. Infatti, la giunta ha eliminato la previsione della necessità di una variante da parte dei consigli comunali per per accompagnare e monitorare questi cambi d’uso, sottraendo per di più queste trasformazioni anche al pagamento degli oneri che ordinariamente sarebbero dovuti per le pratiche di cambio d’uso. Si parla di trasformazione automatica ed esente da oneri per tutti gli immobili in cui è stata attivata in precedenza una scia per svolgere queste attività economiche, a prescindere dalla loro dimensione (sic!).
Se comprendiamo che si tratti di una modifica chiesta dai comuni per evitare l’aggravio di un passaggio in consiglio comunale, riteniamo però questo automatismo critico per una città come Firenze, posto che l’avvio di nuove attività ricettive extra alberghiere mediante una semplice scia può risultare un “cavallo di Troia” per ottenere il cambio d’uso verso il turistico ricettivo anche per quegli immobili con destinazione d’uso residenziale che mai avrebbero potuto ottenere il cambio verso il turistico ricettivo dentro la zona A. Il tutto senza neppure il versamento di un onere al comune.
Per questo, il blocco delle scia da parte del suap di queste attività economiche - per quanto concerne l’area esterna al centro storico ma sempre dentro la zona A - avrebbe consentito di evitare che questa stortura potesse avvenire, e avrebbe governato un fenomeno assai delicato.
Purtroppo, per il secondo anno consecutivo, questo emendamento è stato respinto dalla maggioranza, e alla luce della sopra menzionata modifica della legge regionale un blocco delle scia da parte del consiglio comunale sarebbe stato quantomai opportuno.
In conclusione, ancora una volta la città si troverà a subire determinati fenomeni, rinunciando a volerli governare pur avendo la possibilità di farlo”. (s.spa.)

