Del Re (Firenze Democratica): “Caldo estremo: la Toscana e Firenze intervengano per tutelare i rider come già avviene in altre città”
7 Agosto 2026
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Descrizione
Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re:
“Le ondate di calore che stanno colpendo l’Italia stanno mettendo a rischio migliaia di lavoratori outdoor, tra cui i rider, una delle categorie più esposte allo stress termico. In questi giorni per le strade semi deserte di Firenze, si vedono ancora loro, ad ogni ora del giorno, sfrecciare su strade roventi. Firenze è una delle città italiane più calde, con 10 giorni consecutivi di codice rosso previsto fino a domenica 9 Agosto.
In molti territori del nostro paese (in particolare, nelle città di Bologna, Bari, Torino, Roma), le amministrazioni regionali hanno però adottato ordinanze che vietano le consegne nelle ore più calde, quando il rischio “Alto” o “Molto Alto” è certificato dalla piattaforma Worklimate (INAIL–CNR).
Chiediamo allora che anche la Regione Toscana inserisca nella propria ordinanza un analogo divieto di consegne nelle ore e giornate più calde, per garantire sicurezza e salute a chi lavora sulle nostre strade.
La Regione Toscana, con l’Ordinanza n. 2/2026, ha infatti previsto il divieto di lavoro all’aperto nelle ore più calde per agricoltura, florovivaismo, edilizia e cave, ma i rider non sono inclusi in questa ordinanza.
Non è dunque ammissibile che in città come Bologna, Torino, Bari e Roma esistano atti chiari e vincolanti, che i comuni si impegnano a far rispettare mediante i controlli della polizia locale, mentre qui ci si limiti a delle raccomandazioni per i datori di lavoro.
Presenteremo una risoluzione per chiedere che la Regione Toscana inserisca i rider nell’ordinanza sul caldo, previo confronto con le parti sociali per le tutele da approntare in fase di prevenzione e per l’erogazione di ammortizzatori sociali in caso di astensione forzata dal lavoro, e chiederemo che anche il Comune di Firenze sia coinvolto e faccia la propria parte sulla scia dei Comuni che hanno già agito in tal senso.
Bene l’accordo stipulato e comunicato ieri tra una grande piattaforma e i sindacati, ma occorre che anche le istituzioni pubbliche facciano la propria parte. La tutela dei rider non può dipendere dalla buona volontà delle piattaforme. Serve un atto chiaro, immediato e vincolante da parte delle nostre istituzioni ed un confronto con le parti sociali: nessun lavoratore, dipendente o autonomo, deve essere costretto a scegliere tra la propria salute e il reddito, facendo della protezione dai rischi legati al caldo estremo un diritto effettivo e sempre più garantito”. (s.spa.)

