Descrizione
Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re:
“Ieri in tarda serata è stata pubblicata una nota in rete civica con le precisazioni degli uffici tecnici di Palazzo Vecchio in replica al nostro comunicato dove denunciavamo la presenza ieri di operai sui cantieri della tramvia alle 13, in una giornata classificata per Firenze a rischio “Alto” secondo la piattaforma nazionale dell’Inail Worklimate.
Prendiamo innanzitutto atto che a risponderci sono stati gli uffici tecnici, e non la parte politica: per noi, però, il tema (oltreché tecnico) è soprattutto politico.
Dal punto di vista tecnico, contestiamo l’interpretazione dell’ordinanza regionale data dagli uffici tecnici di Palazzo Vecchio: i cantieri pubblici non vanno automaticamente in deroga all’ordinanza regionale, poiché la deroga scatta solo quando - nelle giornate a rischio “Alto” secondo la piattaforma Worklimate - vi sono comunque dei lavori urgenti da porre in essere, ovvero lavori di pubblica utilità, di protezione civile o a tutela dell’incolumità pubblica, che non possono essere procrastinati come orario. Altrimenti, ancorché siano cantieri pubblici, l’ordinanza regionale nelle giornate a rischio “Alto” indicate dalla piattaforma Worklimate deve essere rigorosamente rispettata. Anche i lavoratori impegnati nella manutenzione delle autostrade, ad esempio, si fermano nelle ore più calde nelle giornate a rischio “Alto” come indicate dalla piattaforma Worklimate.
Questa interpretazione la si ricava non solo dalla lettura letterale dell’ordinanza in questione, ma anche dalla illustrazione che le categorie economiche ne danno alle loro imprese (come riportato da alcune di loro sui loro siti internet) oltreché da una lettura ‘umanitaria’ dell’ordinanza stessa: non si comprenderebbe altrimenti perché i lavoratori impegnati su un’opera pubblica dovrebbero godere di meno diritti e tutele di quelli altrove impegnati nelle medesime condizioni climatiche. La programmazione dei lavori di un’opera pubblica può infatti comunque proseguire cambiando gli orari di lavoro per il personale addetto al cantiere nelle giornate a rischio “Alto”; solo in caso di di emergenza o necessità pubblica improcrastinabile (ad es. la rottura di un tubo con perdita di gas etc) opera la deroga prevista dall’ordinanza per “lavori di pubblica utilità”.
A prescindere poi dalle considerazioni tecniche, ci sono delle considerazioni politiche, di tutela e sicurezza sui luoghi di lavoro, che dovrebbero spingere la committente, ovvero l’amministrazione comunale, a chiedere alle imprese l’imposizione di determinati obblighi e cautele nella prestazione lavorativa in queste giornate roventi.
Anche per i lavoratori e le lavoratrici dei musei civici, la situazione non è purtroppo cambiata neppure dopo l’audizione dei rappresentanti sindacali in commissione lavoro lo scorso 21 luglio, tanto che Cgil e Uil sono tornati a scrivere lo scorso 7 Agosto alla direzione cultura, alla fondazione muse, alla Rear e alla sindaca per chiedere quantomeno l’adozione di quelle misure contingenti che potrebbero aiutare nel breve periodo il personale, ovvero:
“- schermature alle finestre;
- distributori di acqua;
- rimodulazione delle visite guidate in veste estiva: ad esempio no visite con partenza
alle 11:30, 12:00, 14:30 e 15:00, accorciare visite ad es. con solo focus su Salone,
maggior turnazione del personale;
- chiusure pomeridiane o, in caso di pericolo, giornaliere con redistribuzione del
personale su altri musei o con l’attivazione del fondo di integrazione salariale;
- installazione di data logger per la misurazione di temperatura e umidità negli ambienti di lavoro; e chiusure in base a dati oggettivi rilevati dai data logger nei diversi ambienti e non esclusivamente in caso di allerta rossa;
- valorizzare i musei climatizzati (es. Bardini, Novecento) anche con sconti su biglietti cumulativi e/o proporli come rifugi climatici al pari di parchi e biblioteche”.
Ricordiamo poi che sul fronte dei rider, l’ordinanza regionale dell’Emilia Romagna - così come quelle di altre regioni - è intervenuta direttamente ad includere questa categoria di lavoratori tra quelle maggiormente esposte al rischio climatico, mentre un vuoto normativo di tutela esiste ancora nell’ordinanza varata dalla Regione Toscana.
Insomma, tra vuoti normativi, interpretazioni a favore della pubblica amministrazione (e non dei lavoratori) e mancate risposte, il caldo rovente di Firenze - la città più calda d’Italia anche per il numero consecutivo di giornate a rischio “Alto” - pare aver offuscato Palazzo Vecchio, e di rosso pare esserci rimasto ormai solo il colore dell’avviso quotidiano della protezione civile”.
Nella foto, lavoratori sul cantiere tramvia di piazza Bartali, 10 agosto ore 13.00


