Del Re e Piccioli (Firenze Democratica): “Limonaia di Villa Strozzi: luci spente e 42 lavoratori a casa, con oltre 250 eventi culturali annullati. A perderci è anche la città”
7 Luglio 2026
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Descrizione
“La Limonaia di Villa Strozzi, da anni uno dei principali presidi culturali della città, con una programmazione continuativa di spettacoli, concerti e attività sociali aperte alla cittadinanza, chiude i battenti.
Una decisione che arriva dall’oggi al domani, dopo che l’Amministrazione comunale nel mese scorso ha disposto l’interruzione delle attività dell’Associazione La Limonaia, con conseguenze pesanti per i 42 lavoratori coinvolti, per gli operatori culturali e per il pubblico che da anni frequenta questo spazio.
In vista della stagione estiva, e su richiesta della stessa amministrazione, l’Associazione aveva pure investito importanti risorse e lavoro per rendere agibile l’anfiteatro e garantire la fruibilità degli spazi durante, così come si era vista accogliere la programmazione culturale proposta dentro il cartellone dell’Estate Fiorentina 2026. Da un giorno all’altro, poi, si è vista recapitare un ordine di chiusura a programmazione iniziata, dopo che la questione dell’intestazione e rateizzazione delle utenze andava avanti da un paio di anni, con il comune che per mesi e mesi non si è attivato per cercare di risolvere i problemi insorti ed è arrivato ad affrontarli solo alla scadenza del primo quinquennio.
La questione delle utenze, alla base del provvedimento di chiusura e del mancato rinnovo della concessione, era infatti pendente da tempo.
Nonostante fosse nota e dibattuta, l’Amministrazione ha atteso la scadenza del primo quinquennio della concessione per affrontarla, chiedendo all’Associazione di farsi carico dell’intera fornitura elettrica del Parco, compresi gli altri soggetti serviti dalla stessa linea (come, ad esempio, ISIA e altri).
Una proposta eccessivamente onerosa e rischiosa per il gestore, che si è visto anche richiedere di eseguire lavori di manutenzione straordinaria per garantire l’agibilità dello spazio — agibilità che spetterebbe invece al Comune in quanto proprietario dell’immobile.
Il comportamento dell’Amministrazione comunale nei confronti di un’associazione culturale lascia dunque assai perplessi ed è preoccupante: come può aver approvato e consentito l’avvio della stagione estiva per poi ordinare la chiusura, lasciando 42 lavoratori senza prospettive e la città senza uno dei suoi spazi culturali più vivi?
Non possiamo non chiederci se dietro questa decisione si nasconda l’intenzione di affidare anche la Limonaia alla Fondazione MUSE, come già avvenuto per il Forte Belvedere, dove il precedente gestore è stato salutato dopo solo un anno di attività per fare spazio alla stessa Muse.
Sarebbe un ulteriore segnale di accentramento e riduzione del pluralismo culturale in città.
Sipario chiuso e luci spente, dunque, alla Limonaia di Villa Strozzi? Vogliamo sperare che non sia così, che ci sia ancora lo spazio per un dialogo con l’amministrazione, e che questi 42 lavoratori (oltre a quelli delle associazioni culturali che si sono viste annullare la programmazione) possano continuare a lavorare, come avevano pensato di fare fino a qualche giorno fa. Le ultime notizie che ci arrivano non sono confortanti, ma ci pare davvero incredibile come non si riesca a trovare un punto di incontro per salvaguardare il lavoro di tante persone, anche in termini di una programmazione culturale che era già stata approvata dalla stessa amministrazione. Presenteremo una interrogazione per avere una risposta dalla giunta”. (s.spa.)

