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Del Re e Calistri (Firenze Democratica): “Studentati privati: no a deroghe e ultimatum, si’ al rispetto delle regole”

Dettagli

“Dopo aver voluto una norma poco chiara, adesso anche una deroga irrituale”
Data:

10 Aprile 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 10 secondi

Consiglio comunale
firenze democratica
capogruppo firenze democratica

Descrizione

Queste le dichiarazioni degli esponenti di Firenze Democratica:

“Nessuna deroga può essere concessa agli studentati privati, a cui - come a tutti i cittadini - è chiesto non solo di conoscere le nuove norme approvate in città, ma anche di rispettarle. 

Non si capisce peraltro come sarebbe possibile una proroga, se non con una norma ad hoc che dovrebbe ripassare da consiglio comunale perché quel termine - del 31.01 per presentare l’elenco dei giorni in cui la struttura si sarebbe aperta all’esterno - è stato fissato da un regolamento approvato dal consiglio. 

Questa situazione dimostra ancora una volta come la prima norma inserita dentro al poc adottato - che limitava ai soli mesi di Luglio e Agosto la possibilità di aprirsi al turistico ricettivo - fosse quella non solo più coerente con la natura di veri studentati (perché nei 2 mesi estivi gli studenti possono tornare a casa e lasciare le stanze vuote), ma anche quella più semplice poi per far scattare i controlli laddove queste strutture fossero state trovate a promuovere online le proprie camere per giorni diversi da quei due mesi estivi, qualificandosi chi come casa per ferie chi come ostello. 

E’ facile ora constatare come in questi primi mesi del 2026 ci sono stati (e ci sono) ancora studentati che promuovono online le proprie camere ogni giorno per turisti offrendole per tutto l’anno. Da un accesso agli atti che abbiamo allora fatto svolgendo il nostro ruolo di controllo, abbiamo potuto constatare come nessuno di loro abbia comunicato - entro il 31.01, data stabilita dal regolamento attuativo - i giorni in cui avrebbero svolto tale attività. 

Perché nessuno ha controllato fino a che non abbiamo sollevato noi il tema? E perché adesso si annuncia una deroga per scusare queste strutture che non sapevano della nuova norma? Appare peraltro strano che non lo sapessero posto che, come emerse in sede di discussione due anni fa, furono proprio loro tra adozione e approvazione a chiedere di cambiare la nuova norma che limitava solo ai mesi di Luglio e Agosto la possibilità di aprirsi all’esterno e di avere quindi la possibilità di spalmare ancora i giorni su tutto l’anno.

Il gruppo di Firenze Democratica - con gli allora consiglieri Calistri, Piccioli e Di Puccio - in fase di approvazione del POC due anni fa presentò un emendamento per modificare la norma modificata in fase di approvazione (rispetto a quella che era stata adottata) che tornava a consentire agli studentati di spalmare su tutto l’anno i gironi di apertura all’esterno, ma venne bocciata. “Controlleremo”, fu la risposta. 

Nessun controllo invece è stato fatto, e come per il “caso Calza” sono dunque ancora i consiglieri di minoranza e i giornali a portare alla luce la mancanza di rispetto delle norme nella nostra città. 

Riteniamo grave che a Firenze passi il messaggio che “l’ignoranza della legge si scusa” per gli investitori come studentati o altri gruppi di investimento, mentre si assista a situazioni di difficoltà comunicative e di rigidità come quelle che abbiamo recentemente visto per l’associazione culturale InStabile. 
Ma d’altronde, è proprio nella supposta variante anti Airbnb approvata lo scorso anno che già si poteva leggere una disparità di trattamento nei confronti degli “investimenti più ingenti”, posto che il riferimento all’entità dell’investimento era contenuta nelle motivazioni per giustificare l’accoglimento dalla parte giunta e poi della maggioranza delle osservazioni di quei grandi gruppi che dall’Ex Teatro comunale all’Ex complesso di via Bufalini chiedevano di essere esclusi dalla variante in questione per poter svolgere lì a lavori finiti l’attività ricettiva extra alberghiera o di affitto turistico. 

Chiederemo, poi, altresì conto di come l’ostello di via Mannelli aperto un anno fa possa qualificarsi come ostello e svolgere tale attività 365 giorni all’anno (come da portali di prenotazione online) quando in realtà la destinazione d’uso di quell’immobile è direzionale e quindi potrebbe lì solo svolgere l’attività di studentato privato (e non ci risulta passata da consiglio nessuna variante per un cambio d’uso al turistico ricettivo, che è la destinazione dentro la quale rientrano gli ostelli).

Chiederemo conto, infine, di quali nuovi studentati abbiano aperto e se stiano verificando il rispetto del 30% di camere che devono essere riservate a canone calmierato, anche se ancor qui la norma inserita nel poc approvato ha stravolto quella che era stata inserita nel poc adottato, perché ha sottratto quelle camere alla gestione dell’Agenzia regionale per il Diritto allo Studio Universitario, e l’ha modificata in meglio per gli investitori privati perché ha consentito loro di metterle sul mercato al 30% in meno rispetto al prezzo pieno da loro praticato (e quindi le camere ‘calmierate’ vengono offerte a 800/900 euro al mese: tu chiamale, se vuoi, “calmierate”). (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

10/04/2026, 13:08

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