Del Re e Calistri (Firenze Democratica): “Studentati: dalla proroga per l’attività turistica a mezzo stampa, all’annuncio del cambio di regole varate un anno fa”
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10 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re e di Leonardo Calistri :
“Lo scorso Aprile la giunta aveva annunciato a mezzo stampa di concedere un ultimatum (ovvero una ‘proroga’) fino al 30 aprile agli studentati che non avevano comunicato alla data del 31 gennaio in quali giorni si sarebbero aperti per 60 giorni all’attività turistica, e tale proroga era stata giustificata dalla giunta per la novità delle regole varate dall’amministrazione solo qualche mese prima.
Una proroga che, a nostro avviso, presentava profili di illegittimità, non essendo stata approvata dal Consiglio comunale, ma anche ingiusta perché “l’ignoranza della legge non si scusa” e dunque palesemente a favore degli operatori del settore.
Da un nostro accesso agli atti è emerso poi che di quella proroga concessa dalla giunta si era avvalso lo studentato di viale Spartaco Lavagnini, che il 27 aprile scorso, a mezzo pec, ha inviato all’amministrazione comunale la comunicazione con l’indicazione dei mesi di luglio e agosto quale finestra temporale prescelta per svolgere l’attività turistica.
Solo a luglio inoltrato, dopo il nostro comunicato stampa che raccontava di quella pec del 27 aprile e che annunciava una segnalazione alle autorità competenti, una nota degli uffici tecnici dell’amministrazione comunale - peraltro non pubblicata in rete civica, ma inviata ai giornali - è intervenuta a smentire quella proroga annunciata a mezzo stampa dalla giunta, affermando che a nessuno studentato era stata concessa la possibilità di comunicare i giorni di finestra turistica oltre la data prevista dal regolamento, ovvero oltre al 31 gennaio.
Abbiamo allora fatto un nuovo accesso agli atti per sapere se alla pec del 27 aprile dello studentato di viale Spartaco Lavagnini l’amministrazione avesse risposto in tal senso, ma ci è stato risposto che a quella pec nessuno dell’amministrazione ha mai risposto.
Una circostanza che rende necessario chiarire se, nel periodo intercorso tra la comunicazione del 27 aprile e la successiva nota degli uffici, siano state assunte prenotazioni o altri impegni per l’attività turistica nei mesi di luglio e agosto, alla luce della comunicazione inviata all’amministrazione il 27 aprile, con un cortocircuito esemplificativo della mancanza di una regolamentazione chiara da parte dell’amministrazione comunale varata solo qualche mese prima.
Sempre il nostro gruppo consiliare, dopo aver letto le dichiarazioni di alcuni studentati sulla stampa, ha poi fatto emergere che uno di questi studentati (quello in via del Romito) stesse svolgendo l’attività di casa per ferie senza titolo (sanzionata allora dall’amministrazione comunale), e che altri studentati avessero nel frattempo cambiato formule di offerta turistica (aprendole a “studenti”, che si trovano però in città per motivi di vacanza!) con formule di offerta turistica sulle quali riteniamo necessario verificare la corretta applicazione delle nuove norme.
Chiederemo dunque conto dei controlli fatti anche su queste strutture, posto che esiste non solo un tema di regole (come vengono scritte e che fine hanno) ma anche poi di controlli.
Dalle recenti dichiarazioni della sindaca emerge una virata nettamente in controtendenza rispetto alla proroga per l’attività turistica annunciata qualche mese prima dalla sua giunta e dalle regole da questa amministrazione varate nel regolamento studentati approvato in consiglio un anno fa. Durante la discussione in consiglio di quel regolamento, evidenziammo tutta una serie di censure circa la mancanza di chiarezza (e quindi di difficoltà di controllo) e di utilità sociale (per gli studenti bisognosi e meritevoli della nostra università) che si sono poi confermate come fondate.
Non solo infatti le regole sull’attività turistica erano state scritte in modo da non essere di facile controllo ed anche suscettibili di essere aggirate (da quegli studentati che infatti le hanno pure impugnate), ma anche l’eliminazione di quella parte di camere da destinare all’Agenzia Regionale per il diritto allo studio universitario (ARDSU) per ampliare le camere a canoni davvero calmierati ha comportato un danno notevole per la compensazione di tipo sociale che era stata chiesta nel Poc adottato agli operatori.
Leggeremo le varianti che arriveranno, sperando che questa volta dall’amministrazione arrivino norme chiare, di facile controllo, e con un impatto sociale importante in termini di restituzione alla città. E sperando che si vorrà ascoltare le osservazioni e i contributi che arriveranno anche delle altre forze presenti in consiglio, anche solo per evitare di dover cambiare di nuovo dopo poco di nuovo le norme in vigore, contribuendo così ad aumentare la confusione”.

