Del Re e Calistri (Firenze Democratica): “Chiusura delle porte dei negozi contro la dispersione energetica: la Giunta rinvia ancora. Nessun obbligo, nessuna scadenza, nonostante i nuovi blackout di questi giorni”.
29 Giugno 2026
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Descrizione
Queste le dichiarazioni degli esponenti di Firenze Democratica:
“Firenze Democratica denuncia l’ennesimo rinvio da parte della Giunta dell’attuazione di un obiettivo già da tempo previsto nei piani comunali: la chiusura delle porte degli esercizi commerciali durante il periodo estivo per evitare la dispersione energetica e ridurre i consumi degli impianti di climatizzazione.
Nel Question Time presentato oggi, abbiamo chiesto alla Sindaca e alla Giunta quali provvedimenti intendessero adottare per la stagione estiva in corso, alla luce delle temperature bollenti e dei nuovi blackout nel centro storico verificatisi proprio in questi giorni; e perché fino ad ora l’obbligo di chiusura delle porte dei negozi non sia stato attuato.
La risposta della vicesindaca è stata (purtroppo) chiara: nessuna ordinanza, nessuna modifica del regolamento degli esercizi commerciali (o del “raffrescamento”!), nessun obbligo. Solo l’idea di predisporre in futuro delle “linee guida”, senza indicarne però neppure tempi e modalità.
Sul passato, non una parola per giustificare l’immobilismo dell’amministrazione comunale fiorentina.
Un rinvio che si ripete da anni
L’obiettivo di regolamentare l’apertura e la chiusura delle porte dei negozi era infatti già presente nel PAC 2021–2024, ma è stato applicato una sola volta, con un’ordinanza sindacale limitata all’estate 2022.
Nel nuovo Piano per la Qualità dell’Aria 2025–2028, approvato lunedì scorso, l’impegno è stato nuovamente inserito (citando un regolamento per il raffrescamento, non citato poi oggi dalla vicesindaca), ma senza alcuna certezza sull’attuazione. E una mozione della maggioranza in merito era stata approvata circa un anno fa, ma ancora una volta questi atti di indirizzo restano sulla carta, e servono solo ai gruppi politici per rivendicare azioni che poi però non vengono attuate.
Per questo motivo Firenze Democratica la settimana scorsa ha espresso non voto sul Piano: gli obiettivi indicati dall’Europa sono ovviamente condivisibili, ma non lo sono le vie, gli strumenti e i tempi con cui la Giunta dichiara di volerli realizzare. E soprattutto non sono credibili, e la risposta ricevuta oggi ne è la conferma.
Milano lo fa dal 2021. Firenze continua a rimandare.
Mentre Firenze rinvia, altre città hanno già adottato misure concrete.
Milano, nel 2021, ha introdotto nel proprio Regolamento per la Qualità dell’Aria l’obbligo di tenere chiusi i varchi dei negozi quando è attivo un impianto di climatizzazione, sia d’estate che d’inverno.
Una scelta chiara, strutturale, che ha dato un segnale forte contro lo spreco energetico.
La Giunta teme il contrasto con le categorie economiche
La verità è che la Giunta continua a evitare misure che possono essere “scomode” per le categorie economiche.
È lo stesso motivo che frena l’attuazione della ZTL h24, ancora mai realizzata.
Ma la tutela dell’ambiente richiede scelte coraggiose, non intenzioni senza un seguito concreto.
La crisi climatica è un’urgenza da affrontare, non indicazioni che restano sulla carta
Non ci si può accontentare di mozioni approvate o di parole scritte nei piani se poi le intenzioni non vengono tradotte in atti concreti.
Con temperature record, consumi energetici fuori controllo e blackout sempre più frequenti, educare al corretto uso degli impianti di condizionamento e prevenire la dispersione energetica non è un dettaglio: è una priorità.
Firenze Democratica continuerà a chiedere che la città passi dalle parole ai fatti, adottando misure reali e tempestive per la tutela dell’ambiente e la qualità della vita dei cittadini”. (s.spa.)

