Del Re e Berti (Firenze Democratica): “L’amministrazione fornisca risposte sul caso raccontato da ‘Fuori Binario’. La marginalità non può diventare una condanna prima ancora di una sentenza”
2 Settembre 2026
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Descrizione
Depositata una interrogazione insieme al gruppo di SPC. Queste le dichiarazioni delle esponenti di Firenze Democratica:
“Abbiamo presentato oggi una interrogazione insieme al gruppo di Sinistra Progetto Comune sul caso raccontato da ‘Fuori Binario’ riguardo la morte di Stefano M., ospite dell’Albergo Popolare e volontario della comunità del giornale. Si tratta di una vicenda che interroga a fondo il funzionamento del sistema di accoglienza cittadino e il ruolo delle politiche sociali, troppo spesso relegate ai margini del dibattito pubblico.
Secondo quanto raccontato da Fuori Binario, Stefano viveva una condizione di angoscia crescente legata all’impossibilità di scontare nella propria stanza all’Albergo popolare, regolarmente affittata, una possibile lieve pena ai domiciliari, nonostante la documentazione dei servizi sociali del Tribunale ne attestasse la non pericolosità sociale. Peraltro, non era neppure detto che il processo si sarebbe concluso con una condanna agli arresti domiciliari (oggetto del processo era la partecipazione anni addietro a manifestazioni del Movimento per la casa), ma il pensiero di dover lasciare la propria stanza all’Albergo popolare per non poter scontare lì la pena e di finire in carcere ha trasformato una possibilità in una condanna già definitiva e senza appello. E il tutto perché la situazione di marginalità in cui viveva non gli avrebbe permesso di scontare fuori dal carcere quella eventuale pena a differenza di chi, invece, una casa o un alloggio ce l’ha. La legge, e quindi le pene lì previste, non sono uguali per tutti se si aggravano quando il destinatario vive in una situazione di marginalità. Ma davvero poi la pena degli arresti domiciliari non poteva essere scontata all’Albergo popolare? E chi lo ha stabilito? E com’è possibile che l’amministrazione e gli altri enti non abbiano trovato nessuna soluzione temporanea alternativa? Tra case vuote e non solo di cui tanto si dibatte anche in questi giorni, ci vengono a mente i vicini immobili comunali di piazza Santo Spirito per “padri separati” presentati nel 2018, ma che da una nostra recente interrogazione è emerso fossero spesso vuoti per la mancanza di domande, e come altri destinati a questo progetto non fossero poi stati finiti di ristrutturare, e quindi mai usati, sebbene non fossero molti i lavori da fare.
Il silenzio dell’amministrazione comunale evidenziato nell’articolo di Fuori Binario di fronte alle richieste di chiarimento da loro avanzate ci pare grave, e per questo abbiamo depositato un’interrogazione per avere chiarimenti e risposte su questo caso. Perché di fronte a vicende come questa, non è possibile voltarsi dall’altra parte.
Solo qualche mese fa eravamo in piazza Tasso per la morte di Marco e Ciro, persone senza fissa dimora, trovati senza vita su due panchine della piazza, e uno dei quali era stato peraltro invitato a lasciare l’Albergo popolare pochi giorni prima. Caso su cui presentammo un question time; alle nostre interrogazioni poi sulla “situazione delle persone senza fissa dimore” e sulle “poltiche di contrasto alla marginalità estrema, monitoraggio dei servizi e dell’accoglienza” non abbiamo ancora ricevuto risposta.
In una città che parla molto di sicurezza e troppo poco di politiche sociali, queste storie ci impongono di ricordare che esistono persone che vivono ogni giorno in situazioni di marginalità, sebbene differenti l’una dall’altra, che spesso sono invisibili.
Per questo ringraziamo Periferie al centro e Fuori Binario: realtà che da anni danno voce a chi non ce l’ha, raccontando ciò che non si vuole vedere e difendendo la dignità degli ultimi.
Dalle fila del consiglio comunale e dei quartieri, continueremo a chiedere risposte e a tenere alta l’attenzione su questi temi, che, sì hanno a che fare anche con la vicenda Montedomini di cui si discute in questi giorni”. (s.spa.)

