Descrizione
"Il punto non è criticare la scelta del Comune di esercitare l'autotutela, che riteniamo corretta. Il punto è capire perché per arrivare a quella decisione siano serviti quasi quattordici anni".
Lo afferma Lorenzo Masi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, intervenendo nella seduta odierna del Consiglio comunale sul riconoscimento del debito fuori bilancio derivante dalla Proposta di Delibera 2026-00039.
"La vicenda nasce nel 2012 e si conclude solo nel 2026, quando il Comune decide di annullare in autotutela le ordinanze oggetto del contenzioso. Una scelta che condividiamo, perché quando emergono elementi nuovi è giusto correggere i propri atti. Quello che chiediamo è se gli stessi elementi non potessero emergere molto prima."
Secondo Masi, la questione centrale non è l'esito finale del processo, ma la gestione dell'intera vicenda amministrativa. "Ci interessa capire cosa sia emerso nel corso della verificazione disposta dal Consiglio di Stato da rendere inevitabile questo cambio di posizione e se una diversa valutazione avrebbe potuto evitare anni di contenzioso."
"La sentenza ha respinto la richiesta di risarcimento ben più elevata avanzata dalla società, limitando così le conseguenze economiche per il Comune. Resta però un debito fuori bilancio di oltre 82 mila euro tra restituzione delle somme, interessi e spese della verificazione. È legittimo domandarsi se questo costo potesse essere evitato."
"Per questo abbiamo chiesto all'Amministrazione non solo di chiarire cosa abbia determinato l'annullamento delle ordinanze, ma anche se, da questa vicenda, siano state tratte indicazioni utili per migliorare le procedure interne. Ogni debito fuori bilancio racconta una storia amministrativa: comprenderne le cause è il modo migliore per evitare che gli stessi errori si ripetano". (fdr)

