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Cooperazione internazionale, Firenze rilancia il proprio impegno: a Palazzo Vecchio i progetti sanitari per la comunità di Doba, in Ciad

Dettagli

Al centro dell’incontro il ritorno del Comune nella cooperazione sanitaria internazionale e i progetti a sostegno dei bambini e delle persone con disabilità. Firenze torna ad affiancare una rete di realtà sanitarie e del volontariato attiva da trent’anni
Data:

20 Ottobre 2026

Tempo di lettura:

7 minuti, 22 secondi

Sindaca e giunta
cooperazione internazionale

Descrizione

Al centro dell’incontro il ritorno del Comune nella cooperazione sanitaria internazionale e i progetti a sostegno dei bambini e delle persone con disabilità. Firenze torna ad affiancare una rete di realtà sanitarie e del volontariato attiva da trent’anni

Firenze rilancia il proprio impegno nella cooperazione internazionale, mettendo al centro la promozione dei diritti, l’accesso alle cure e il sostegno alle comunità più vulnerabili. È stato questo il significato dell’incontro “Cooperare con l’Africa: diritti e percorsi per un futuro comune – Relazioni, legami e partenariati con la comunità di Doba-Ciad”, che si è svolto oggi, martedì 20 ottobre, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. L’iniziativa è stata un’occasione per approfondire i risultati e le prospettive della cooperazione con Doba, in Ciad, e valorizzare il lavoro di una rete di realtà sanitarie, associazioni di volontariato e organizzazioni locali che da circa trent’anni porta avanti progetti di solidarietà e sviluppo a sostegno della comunità.

A questa esperienza consolidata è tornato ad affiancarsi il Comune di Firenze, che nel 2025 ha ripreso il proprio impegno nella cooperazione internazionale dopo sei anni, aderendo a un partenariato per sostenere interventi dedicati alla salute e all’inclusione delle persone con disabilità.

“Firenze ha una lunga tradizione di solidarietà, dialogo e apertura al mondo, che trova nel pensiero e nell’azione di Giorgio La Pira uno dei suoi riferimenti più importanti – ha dichiarato la sindaca Sara Funaro –. È un’eredità che vogliamo continuare a tradurre in impegni concreti, perché la cooperazione internazionale significa costruire relazioni, promuovere diritti e contribuire a ridurre le disuguaglianze anche oltre i nostri confini. Con il progetto di Doba siamo tornati ad affiancare una rete di realtà sanitarie e del volontariato che da tanti anni svolgono un lavoro prezioso, offrendo cure e opportunità soprattutto ai bambini e alle persone con disabilità. A tutte queste realtà va il nostro ringraziamento. La cooperazione non è soltanto un gesto di solidarietà: è una responsabilità che ci assumiamo verso gli altri e un modo concreto di intendere il ruolo di Firenze nel mondo”.

“Fare cooperazione sanitaria internazionale vuol dire migliorare l’accesso alle cure e alla salute della popolazione di paesi dove l’accesso all’assistenza sanitaria risulta complicato - spiega l’assessora alla sanità della Toscana, Monia Monni -. Con il nostro cuore e con l’esperienza e la capacità del sistema sanitario pubblico toscano contribuiamo alla crescita delle reti sanitarie di quelle nazioni”. “In tutto il 2026 la Regione  - riepiloga Monni - ha investito un milione e 250 mila euro in cooperazione sanitaria internazionale, esattamente la stessa cifra dell’anno prima”. In venticinque anni l’azione ha interessato diciassette nazioni e coinvolto oltre mille e seicento professionisti toscani. La Regione Toscana attualmente ha programmi attivi in venti paesi. In Africa, oltre al Ciad, c’è un lungo elenco che riguarda Burkina Faso, Eritrea, Etiopia, Kenya, Senegal, Tanzania, Uganda, Libia e Tunisia. Dal 2014 al 2024 il sessanta per cento delle risorse è stato speso lì. Ci sono poi il Libano, la Palestina e la Siria in Medio Oriente e nei Balcani in Europa l’Albania, la Bosnia ed Erzegovina e il Kosovo, oltre Bolivia, Cuba, Nicaragua e Perù in America Latina.  “Una cooperazione – spiega ancora l’assessora Monni – che concentra in particolar modo la propria attenzione sulla salute della donna e del bambino, sulle malattie infettive, l’organizzazione del sistema sanitario, la sicurezza alimentare e la nutrizione”.

Il progetto di cooperazione sanitaria, che vede l’Azienda USL Toscana Centro come capofila, coinvolge il Comune di Barberino Tavarnelle, la Misericordia e il CALCIT di Barberino Tavarnelle, la Cooperativa Sociale Arca, il Lions Club di Barberino Tavarnelle, il Centro Missionario Diocesano di Firenze e Belacd Caritas di Doba.

Il Comune di Firenze partecipa al partenariato con un contributo di 15mila euro nell’arco di due anni, destinato a sostenere le attività del Centro per persone con disabilità Lo Njia Tar. Fondato nel 2008 a Doba, il Centro Lo Njia Tar rappresenta un punto di riferimento per l’assistenza sanitaria e riabilitativa alle persone con disabilità, in particolare ai bambini e alle loro famiglie, in un territorio caratterizzato da difficoltà di accesso alle cure e dalla carenza di strutture e personale specializzato. Grazie agli interventi realizzati negli anni dalla rete di cooperazione, il Centro ha progressivamente rafforzato i propri servizi attraverso l’acquisto di attrezzature e medicinali, il potenziamento del personale e l’ampliamento delle attività riabilitative. Nel 2024 è stato inoltre realizzato un nuovo padiglione dedicato alla fisioterapia pediatrica, per migliorare l’assistenza ai bambini con disabilità motorie e neurologiche.

Nel 2024 il Centro ha assistito 2.125 persone con disabilità, attivato 1.300 percorsi riabilitativi ed effettuato 15 interventi chirurgici. Nello stesso anno 717 bambini hanno avuto accesso alla struttura, di cui 241 hanno ricevuto trattamenti. La nuova fase del progetto, della durata di 24 mesi e del valore complessivo di circa 99mila euro, punta a consolidare i risultati e a rafforzare ulteriormente l’assistenza ai bambini fino a 14 anni. Sono previsti il potenziamento della riabilitazione infantile, la fornitura di materiali sanitari e ortopedici, interventi di sostegno nutrizionale e attività di formazione del personale locale, anche attraverso il contributo di équipe multidisciplinari dell’Azienda USL Toscana Centro.

L’obiettivo è migliorare l’accesso alle cure, favorire percorsi di autonomia e inclusione e rafforzare le competenze del personale sanitario locale, affinché i risultati della cooperazione possano consolidarsi nel tempo e rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni della comunità. Nel corso dell’incontro sono stati inoltre approfonditi gli esiti della missione svolta a Doba dal 17 al 27 febbraio 2026 da una delegazione dell’Azienda USL Toscana Centro, della Misericordia e del CALCIT di Barberino Tavarnelle. Durante la visita sono stati verificati gli interventi realizzati, incontrate le istituzioni locali e individuate nuove possibilità di collaborazione. La delegazione ha visitato il Centro Lo Njia Tar, l’ospedale di Bebedja, il dispensario di Bodo e alcune esperienze di cooperazione agricola e di sostegno alla sicurezza alimentare, tra cui le banche dei cereali nei villaggi di Bodo e Beboto. Dalla missione sono emerse ulteriori necessità legate al rafforzamento dell’assistenza pediatrica, al contrasto della malnutrizione infantile e della malaria, alla formazione degli operatori sanitari e allo sviluppo di opportunità economiche per le comunità locali, con particolare attenzione alle donne.

Il rafforzamento dei servizi sanitari, la formazione degli operatori locali e il sostegno alle famiglie sono gli obiettivi di un percorso che punta a produrre risultati duraturi. È in questa prospettiva che il Comune di Firenze ha scelto di tornare ad affiancare il partenariato con Doba, valorizzando il lavoro di chi ha costruito e mantenuto viva negli anni questa esperienza di cooperazione. (fb)

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La sindaca Funaro
Ultimo aggiornamento:

20/10/2026, 19:31

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