Cisgiordania, la Commissione 7, prima della sosta estiva approva un atto per la Palestina: «Interrompere la complicità economica con le colonie illegali»
29 Luglio 2026
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Descrizione
Prima della pausa estiva dei lavori consiliari, la Commissione 7 (Pari Opportunità, Pace, Diritti Umani, Relazioni Internazionali, Immigrazione) ha dedicato la sua ultima seduta alla drammatica emergenza dei diritti umani e del diritto internazionale nei Territori Palestinesi Occupati. L’organismo consiliare ha infatti approvato a maggioranza la risoluzione promossa dalla Presidente Stefania Collesei e dal Consigliere Luca Milani, registrando anche le sottoscrizioni dei Consiglieri Ciulli, Pampaloni, Palagi, Graziani e Arciprete per chiedere il blocco delle relazioni commerciali e finanziarie con gli insediamenti illegittimi in Cisgiordania.
L’atto recepisce integralmente lo storico parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2024 e fa proprie le denunce delle reti umanitarie (tra cui Oxfam, Amnesty International e Pax Christi) sulla drammatica condizione quotidiana della popolazione civile, soffocata dalla confisca delle terre, da una grave privazione idrica e dalla distruzione sistematica delle strutture primarie di sussistenza.
Così la Presidente della Commissione 7, Stefania Collesei: «Chiudiamo i lavori della Commissione, rivolgendo un pensiero fermo e doveroso alla Palestina e alla sofferenza del suo popolo, con un atto che traduce la solidarietà morale in precise richieste giuridiche e commerciali. Non possiamo rimanere inermi dinanzi al protrarsi delle palesi violazioni del diritto internazionale e alla drammatica condizione della popolazione locale, ormai stretta tra la privazione quotidiana dell’acqua e la continua demolizione delle strutture primarie: le istituzioni e i mercati devono interrompere ogni complicità economica con gli insediamenti illegittimi.»
Il senso e la portata politica del provvedimento vengono rimarcati dal co-proponente e Capogruppo del Partito Democratico, Luca Milani: «Chiediamo a Governo e Parlamento di assumere iniziative legislative urgenti per bloccare l’ingresso nel mercato nazionale di merci, beni e servizi provenienti dalle colonie illegittime insediate nei territori occupati della Cisgiordania. Non possiamo permettere che i canali commerciali ed economici europei ed italiani finiscano per finanziare, anche indirettamente, un’economia di occupazione che viola il diritto internazionale, confisca le risorse primarie e devasta i mezzi di sussistenza delle famiglie palestinesi. Firenze riafferma la sua coerenza: la difesa della legalità internazionale richiede scelte chiare e vincolanti.» (s.spa.)

