Descrizione
“L’allarme che riguarda oggi l’adolescenza non può essere spiegato soltanto attraverso il digitale. Ma è altrettanto evidente che il digitale è ormai parte integrante della vita dei più giovani e che, quando non è accompagnato e governato, può avere conseguenze importanti sul loro apprendimento e sul loro benessere, in particolar modo sul piano della salute mentale.
Per questo, nel question time del Consiglio comunale, ho chiesto all’assessora Albanese di approfondire i contenuti del Patto Digitale recentemente sottoscritto dal Comune di Firenze con 15 Istituti comprensivi.
Si tratta di un documento costruito attraverso un percorso partecipativo che ha coinvolto la comunità educante - scuole, famiglie e Comune - con l’obiettivo di definire un quadro condiviso per promuovere un rapporto più consapevole ed equilibrato con il digitale.
Il Patto nasce infatti dalla necessità di promuovere un uso consapevole, creativo e anche didattico delle tecnologie, contrastando invece un rapporto passivo, impulsivo e non mediato con dispositivi e piattaforme.
Tra i principi indicati ci sono la gradualità nell’accesso al digitale, l’attenzione ai tempi di connessione e alla qualità della comunicazione.
Le scuole potranno presentare alle famiglie, già durante gli open day, le proprie indicazioni sull’utilizzo del digitale e si propone di dedicare il mese di febbraio al “Mese del benessere digitale e delle relazioni”, con iniziative rivolte a bambini, ragazzi e famiglie. Il documento suggerisce inoltre che ogni Istituto comprensivo preveda un momento annuale di verifica delle azioni intraprese.
Accompagnare i più giovani dentro la trasformazione digitalei è una sfida collettiva, che riguarda la scuola, le istituzioni, i servizi e tutta la comunità educante. Per questo penso sia fondamentale continuare a costruire luoghi di confronto e strumenti condivisi, aggiornandoli nel tempo. Non lasciare soli gli insegnanti, non lasciare sole le famiglie e, soprattutto, non lasciare soli i bambini e i ragazzi davanti a una trasformazione che riguarda così profondamente il loro modo di apprendere, comunicare e costruire relazioni.
Dobbiamo essere capaci di stare al passo con cambiamenti che corrono molto più velocemente di noi. Pensiamo, ad esempio, all’intelligenza artificiale, che sta già entrando nella quotidianità di bambini e ragazzi e che ci pone davanti a domande nuove, alle quali non possiamo rispondere con strumenti vecchi.
Il Patto Digitale di Firenze è un primo passo in questa direzione. Ora sarà importante seguirne l’attuazione, verificarne gli effetti e continuare a lavorare insieme”. Queste le dichiarazioni della capogruppo di AVS Ecolò Caterina Arciprete. (s.spa.)

