Carcere, Palagi (SPC): "Il Garante regionale in Commissione 4: manca il coordinamento politico"
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1 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
"Una persona di 75 anni non dovrebbe stare in carcere, e un Comune ha il potere di chiudere istituti penitenziari, o loro parti, in caso di emergenza sanitaria (art. 50 del Testo unico degli enti locali).
Sono alcuni degli elementi emersi questa mattina in Commissione 4 (Politiche sociali) di Palazzo Vecchio, dove sono stati auditi il Garante regionale delle persone private della libertà personale, Giuseppe Fanfani, e l’esperta giuridica del suo Ufficio, Katia Poneti.
Il contesto è noto e drammatico.
Il 16 giugno 2026 il GIP ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni della Casa circondariale di Sollicciano (primo caso in Italia): oltre 200 persone sono state trasferite d’urgenza, molte fuori regione, con un sovraffollamento che nell’istituto fiorentino si aggirava intorno al 158-170 per cento. I verbali dell’AUSL Toscana Centro che documentavano infiltrazioni, muffe e infestazioni erano nelle mani del Comune già dal dicembre 2025: l’attivazione concreta di Palazzo Vecchio è arrivata solo dopo i sigilli. Non è mancata la conoscenza, ma la volontà politica di usare i poteri che la legge assegna alla Sindaca.
Altri elementi ci preoccupano. Nessuna articolazione dello Stato ha idea dei criteri con cui si deciderà chi trasferire da Sollicciano. Il Garante Fanfani ha dichiarato di non essere stato coinvolto nel confronto della Regione Toscana richiesto, alcune settimane fa, dalla Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Firenze (una vicenda che avevamo fatto emergere in Commissione poche sedute fa). Lo stesso mancato coinvolgimento sarebbe avvenuto, da parte del Comune di Firenze, sul tema dei TSO (trattamenti sanitari obbligatori).
Quella che emerge è una galassia lontana, frammentata sul piano politico. Per questo continuiamo a dire che il tema principale è la ricostruzione del rapporto tra carcere e città. E la direzione non può essere nuovo cemento, ma la decarcerazione indicata dallo stesso Garante: spostare le dipendenze e la sofferenza psichiatrica verso strutture sanitarie idonee e potenziare le misure alternative, invece di usare il carcere come deposito delle fragilità sociali.
Chiediamo quindi un tavolo tra Comune, Regione e amministrazione penitenziaria, con criteri pubblici e verificabili sui trasferimenti, e che il Comune di Firenze mappi con urgenza le persone trasferite che hanno legami con il territorio (l’Assessore competente ha ammesso di non averne ancora l’elenco).
Ricordiamo che il 22 settembre 2026 la questione delle condizioni detentive di Sollicciano arriverà davanti alla Corte costituzionale.
Con il Gruppo Foucault saremo a Sollicciano venerdì mattina e proseguiremo nel nostro impegno per riannodare fili che rischiano di essere spezzati da una politica troppo distratta rispetto alla condizione strutturale del sistema penale". (fdr)

