Carcere minorile Meucci, Palagi (SPC): "Parere favorevole alla mozione per impegnare di più Comune e Società della Salute"
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22 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune
"Questa mattina la Quarta Commissione consiliare (Politiche sociali e della salute) ha espresso parere favorevole sulla nostra mozione n. 783/26, dedicata all'Istituto Penale per i Minorenni Giampaolo Meucci e alla continuità socio-sanitaria di competenza della Società della Salute di Firenze. Undici i voti favorevoli su quattordici presenti, tre le astensioni: un risultato che ha unito alcuni gruppi di opposizione e parte della maggioranza, con gli emendamenti accolti e l'atto sottoscritto da diverse persone presenti. Ne siamo soddisfatte e soddisfatti, ma sappiamo bene che il parere di una Commissione è un punto di partenza, non di arrivo.
La mozione nasce da un percorso, non da un'intuizione dell'ultimo minuto. Viene dopo la relazione del Gruppo Foucault sulla visita al Meucci del 27 aprile 2026, dopo la seduta esterna della stessa Commissione all'interno dell'Istituto del 10 dicembre 2025 e dopo l'audizione della Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, in Commissione il 17 giugno scorso. Da tutti questi passaggi emerge la stessa diagnosi: il carcere minorile non è il luogo dove finiscono i “cattivi ragazzi”, ma quello dove finisce il disagio che la Città non riesce, o non vuole, intercettare prima.
I numeri lo confermano. Al Meucci si registra un sovraffollamento strutturale (erano ventiquattro presenti, con punte di ventinove, su diciassette posti regolamentari, il 141%, quando abbiamo redatto l'atto) mentre la copertura della neuropsichiatria infantile è garantita un solo giorno a settimana e quella dello psichiatra otto ore. I farmaci psichiatrici arrivano a rappresentare, secondo le inchieste giornalistiche, il 60% della spesa farmaceutica dell'istituto. È il volto locale di una tendenza nazionale: dopo il decreto Caivano i ragazzi ristretti negli istituti penali per i minorenni sono cresciuti come mai prima, senza un corrispondente adeguamento delle risorse sanitarie e sociali. Come documenta Antigone, non c'è un'emergenza criminalità minorile: c'è un'espansione della risposta penale. E a pagarne il prezzo più alto sono i minori stranieri non accompagnati, che portano storie di migrazione forzata e di trauma e che troppo spesso restano fuori dai servizi di salute mentale di cui avrebbero bisogno.
Di fronte a questo quadro, la mozione chiede alla Sindaca e alla Giunta impegni precisi e verificabili. Il primo è la convocazione, entro sessanta giorni, di un tavolo permanente interistituzionale che metta allo stesso tavolo le diverse realtà pubbliche del territorio, l'IPM Meucci e il Centro per la Giustizia Minorile della Toscana e dell'Umbria. Il secondo è la definizione di un protocollo operativo locale che dia finalmente attuazione alla delibera della Regione Toscana n. 1573 del dicembre 2024 e agli Accordi della Conferenza Unificata del 2023 e del 2025: valutazione dello stato di salute all'ingresso, presa in carico integrata durante la detenzione, raccordo con i servizi del territorio nella fase di reinserimento. Chiediamo inoltre che l'IPM Meucci sia riconosciuto esplicitamente nel Piano Integrato di Salute della Società della Salute, che sia garantita la continuità delle cure psicologiche e sociosanitarie al momento della dimissione (come prevede il Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030) e che il Consiglio del Quartiere 1 sia coinvolto nel percorso.
C'è un punto su cui non intendiamo arretrare: la presa in carico dei minori stranieri non accompagnati deve tornare a essere una responsabilità diretta dei servizi comunali e della Società della Salute, superando il modello dell'affidamento esclusivo al terzo settore. Le associazioni e il volontariato svolgono un lavoro prezioso e insostituibile, ma il volontariato non può essere l'architettura pubblica di un servizio: quando un ente pubblico scarica su altri la propria responsabilità di cura, non risparmia, sposta soltanto il costo sulle persone più fragili.
Lo stesso vale per il reinserimento sociale, richiamato nella mozione attraverso i progetti già attivi sul territorio. Il lavoro può essere uno strumento di libertà e di riscatto, ma solo se è lavoro con diritti e con salario, non se diventa l'occasione per sostituire servizi pubblici con manodopera gratuita o sottopagata di persone in condizione di vulnerabilità istituzionale. Per chi esce da un istituto penale il confine tra opportunità e sfruttamento è sottile: vigileremo perché resti dalla parte giusta.
L'approvazione di stamani è un buon segnale, ringraziamo per questo l'impegno del Presidente di Commissione Amato e chi ha dato il suo contributo alla discussione.
Il Comune non gestisce il carcere, però i servizi sociali, la salute mentale, l'accoglienza e l'inclusione dei minori sono competenze sue, e su queste non può comportarsi da spettatore. Per questo continueremo a chiedere conto di ogni singolo impegno assunto, provando a ottenere un voto del Consiglio comunale sull'atto prima della pausa estiva". (fdr)

