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Bilancio, Locchi (FI): “Come ogni anno un documento bellissimo, ma molto distante dalla realtà. Non si riesce a passare dalle promesse alla loro realizzazione”

Data:

30 Dicembre 2025

Tempo di lettura:

4 minuti, 44 secondi

Descrizione

“Ogni anno, quando arriva in Consiglio il Documento Unico di Programmazione, ho l’impressione di partecipare a una sorta di rito collettivo: solenne, ben scritto, ricco di parole importanti e – mi si permetta – straordinariamente rassicurante. Rassicurante perché, leggendo questo DUP, Firenze sembra sempre sul punto di diventare la città più giusta, più sostenibile, più inclusiva, più sicura e più futura d’Europa.

E infatti, anche quest’anno, ritroviamo puntuali i cinque grandi capitoli del nostro immaginario amministrativo: Firenze Giusta, Firenze Futura, Firenze Sicura, Firenze Sostenibile, Firenze Per Tutti. Confesso che, a forza di ritrovarli, questi titoli cominciano ad avere la solidità delle tradizioni fiorentine: come il Calcio Storico o il lampredotto, tornano sempre, uguali a loro stessi.

Il problema, però, non è l’ambizione delle parole. È che, anno dopo anno, le promesse diventano ricorrenti, mentre le soluzioni restano spesso… sperimentali. Nel DUP leggiamo di equità sociale, di attenzione alle fragilità, di politiche abitative, di sicurezza urbana, di qualità dello spazio pubblico. Tutti obiettivi nobili, che nessuno in quest’aula potrebbe contestare. Ma che da tempo ascoltiamo declinati con le stesse formule, gli stessi richiami, gli stessi orizzonti “di medio-lungo periodo”.

Prendiamo il tema della sicurezza. Firenze viene definita “sicura” nei documenti, ma nei dati cresce la percezione di insicurezza, soprattutto in alcune zone della città. È una contraddizione che non nasce oggi, ma che questo DUP registra senza davvero sciogliere. La sicurezza resta una priorità strategica, ma continua a essere raccontata più come un obiettivo culturale che come una risposta concreta ai cittadini che chiedono presenza, prevenzione e controllo.

Oppure pensiamo alla casa. Anche qui, leggiamo parole importanti: diritto all’abitare, inclusione, rigenerazione. Concetti che ritroviamo, con coerenza ammirevole, in ogni documento di programmazione da diversi anni. Peccato che, fuori da queste pagine, la pressione abitativa aumenti, i giovani facciano fatica a restare in città e l’equilibrio tra residenza e turismo continui a essere fragile. La promessa è sempre futura, mentre il problema è decisamente presente.

Sul fronte della sostenibilità, Firenze è descritta come laboratorio avanzato di transizione ecologica. Anche qui, nulla da eccepire sul principio. Ma la sensazione è che la sostenibilità venga spesso utilizzata come una parola ombrello, sotto la quale far rientrare tutto e il contrario di tutto, senza che i cittadini percepiscano un reale miglioramento nella qualità della vita quotidiana: nella mobilità, nei cantieri, nella gestione degli spazi urbani.

E poi c’è il grande tema del benessere, misurato attraverso BES, Agenda 2030, indicatori, dashboard, monitoraggi. Strumenti utilissimi, per carità. Ma viene spontaneo chiedersi se, a forza di misurare il benessere, non rischiamo di dimenticarci di migliorarlo davvero. Perché il benessere non è solo un indicatore che

sale o scende: è una città che funziona, che non complica la vita ai suoi cittadini, che offre opportunità senza retorica.

Sono invece molto d’accordo su quanto lei dice ed auspica riguardo Sollicciano e sappia che, su questo tema, avrà sempre il mio sostegno. Resto invece perplesso sul fatto che non abbia fatto parola riguardo al tema Stadio che, quindi, seguita ad essere avvolto da mistero o, almeno, non viene su di esso fatta la giusta chiarezza che servirebbe a fugare i tanti dubbi sul suo ammodernamento.

Questo DUP, come i precedenti, è tecnicamente ineccepibile, ricco di riferimenti normativi, di coerenza formale, di allineamenti strategici. Ma proprio per questo emerge una domanda politica, non tecnica: che cosa cambia davvero per Firenze con questo bilancio? Qual è la discontinuità? Qual è la scelta coraggiosa? Qual è la promessa che, finalmente, smette di essere ricorrente e diventa mantenuta?

Come Forza Italia, come opposizione, non contestiamo l’idea di una Firenze ambiziosa. Contestiamo il rischio che l’ambizione resti confinata nei documenti, mentre la città reale procede più lentamente, spesso con difficoltà che conosciamo tutti.

Concludo, Presidente, con una riflessione semplice. Questo DUP racconta una Firenze ideale, perfettamente coerente con sé stessa. I cittadini, però, vivono una Firenze molto concreta, fatta di problemi quotidiani, attese e – spesso – delusioni. Il compito della politica dovrebbe essere ridurre la distanza tra queste due città.

Finché le promesse continueranno a tornare ogni anno, identiche e rassicuranti, senza tradursi in cambiamenti percepibili, il rischio è che non sia la città a crescere, ma solo il volume dei documenti.

E Firenze, permettetemi di dirlo, merita qualcosa di più di una programmazione ben scritta: merita una visione che diventi realtà”.

Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia Alberto Locchi

(fdr)

Ultimo aggiornamento:

30/12/2025, 10:39

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