Descrizione
“In Italia, ogni giorno, ci sono persone insultate, aggredite e discriminate semplicemente per ciò che sono o per la persona che amano. Persone prese di mira perché camminano mano nella mano con il proprio partner, perché esprimono liberamente la propria identità o perché scelgono di vivere senza nascondersi.
Eppure, mentre tutto questo continua ad accadere, c’è ancora chi minimizza, nega il problema o alimenta una narrazione fatta di paure, stereotipi e fake news.
L’odio uccide. Lo abbiamo visto nella terribile tragedia di Camaiore. Oggi, nel giorno dei funerali di Mirko e della madre Kety, il mio pensiero va a loro e a una comunità profondamente ferita. Ma l’odio uccide anche in altri modi: attraverso le aggressioni quotidiane, le umiliazioni, le discriminazioni e il bullismo. Lascia ferite profonde, spezza vite e, nei casi più estremi, può spingere una persona al suicidio.
Per questo non bastano più le parole di circostanza. Servono responsabilità e coraggio politico.
Cinque anni fa chiedevamo l’approvazione del Ddl Zan. Ci fu risposto che una legge non era necessaria. Oggi, dopo anni di aggressioni, episodi d’odio e vittime innocenti, è evidente che quella scelta è stata un errore.
I diritti non possono diventare terreno di scontro ideologico né strumento di propaganda. Lo Stato ha il dovere di garantire a ogni persona il diritto di vivere libera dalla paura e dalla discriminazione. Per questo continuiamo a chiedere con forza una legge contro l’omolesbobitransfobia. Non c’è più tempo da perdere: ogni giorno senza una tutela adeguata è un giorno in cui qualcuno rischia di essere lasciato solo.
In questo contesto è importante valorizzare chi sceglie di agire concretamente. Bene la Regione Toscana, che ha deciso di investire nelle pari opportunità con un bando per la formazione professionale che riserva una quota di posti anche alle persone transgender e non binarie, riconoscendo una realtà troppo spesso ignorata: esistono ancora ostacoli e discriminazioni che rendono più difficile l’accesso al lavoro.
Così come rappresenta un passo storico per Firenze il Progetto Casa Andrea della Caritas diocesana, il primo percorso dedicato ai giovani LGBTQIA+ e alle loro famiglie. Un’iniziativa che offre accoglienza, supporto psicologico, ascolto e formazione per contrastare discriminazione, isolamento e violenza, promuovendo una cultura dell’inclusione fatta di gesti concreti.
E mentre qualcuno continua a descrivere i Pride come manifestazioni di pochi, la realtà racconta altro: al 25° Milano Pride hanno partecipato circa 300.000 persone. Un fiume di cittadine e cittadini, famiglie, associazioni e istituzioni che hanno scelto di esserci per affermare un principio semplice: i diritti non tolgono nulla a nessuno, ma rendono la società più libera e più giusta per tutti.
Contrastare l’odio significa costruire una società in cui nessuno debba avere paura di essere sé stesso. È una responsabilità che riguarda tutti: istituzioni, politica e cittadini. Il silenzio e l’indifferenza non sono mai neutrali. Da che parte stare è una scelta”. Queste le dichiarazioni del consigliere del Partito Democratico Andrea Ciulli. (s.spa.)

