Alberto Locchi (Capogruppo Forza Italia): “La Tari aumenta proprio come la sporcizia in città”
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28 Luglio 2026
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Queste le dichiarazioni del capogruppo di Forza Italia Alberto Locchi
“Ritengo che questa discussione sulla TARI non possa limitarsi ad una lettura tecnica di coefficienti, percentuali e scadenze.
Perché dietro quei numeri ci sono famiglie, pensionati, commercianti, artigiani e imprese che ogni anno ricevono bollette sempre più pesanti e che, molto spesso, non percepiscono un servizio all'altezza di quanto pagano.
Questo è il punto politico della questione.
La TARI dovrebbe rappresentare il corrispettivo di un servizio efficiente, visibile e di qualità.
Purtroppo molti fiorentini hanno una percezione completamente diversa.
Girando per i quartieri, parlando con i residenti e con le attività economiche, emerge frequentemente la stessa lamentela: cassonetti pieni, abbandoni di rifiuti, spazzamento insufficiente in diverse aree della città, situazioni di degrado che si protraggono per giorni e che contribuiscono a dare un'immagine di Firenze meno curata di quella che meriterebbe.
Naturalmente nessuno sostiene che non esista un servizio o che gli operatori non lavorino con impegno. Il problema è che il risultato finale spesso non corrisponde alle aspettative dei cittadini.
E quando la qualità percepita è bassa, ogni aumento viene vissuto come una doppia ingiustizia.
Si paga di più e si ha la sensazione di ricevere di meno.
La seconda riflessione riguarda il livello complessivo della tassazione.
Da anni Firenze viene indicata dai cittadini, dalle associazioni di categoria e dagli operatori economici come una delle realtà con il costo della TARI elevato, certamente assai onerosa!
Questo dovrebbe interrogare tutti noi.
Perché una città che aspira ad essere attrattiva, competitiva e amica delle imprese non può ignorare il peso che questa tariffa esercita sui bilanci familiari e sulle attività produttive.
La maggioranza ci dice che i costi devono essere coperti integralmente.
È vero.
Ma il tema politico non è soltanto come ripartire il costo.
Il tema è chiedersi se si sta facendo tutto il possibile per contenere quei costi, migliorare l'efficienza del sistema e ridurre progressivamente il carico sui contribuenti.
Su questo punto la delibera che oggi discutiamo appare molto conservativa.
Non vediamo una vera riflessione sul rapporto tra costo del servizio e qualità erogata.
Non esiste una strategia ne di medio ne di lungo periodo per ridurre la pressione fiscale. Perché se non verranno costruiti i famosi impianti di smaltimento dei rifiuti, saremo costretti vita natural durante a trasportare questi rifiuti fuori Toscana e anche fuori dal nostro paese e la TARI non potrà mai diminuire ma aumenterà anno dopo anno!
Credo invece che il Comune dovrebbe porsi un obiettivo ambizioso: fare in modo che Firenze sia una città più pulita e, contemporaneamente, meno costosa per chi la vive e per chi vi lavora.
Questa dovrebbe essere la sfida.
Non limitarsi a certificare ogni anno l'aumento dei costi e trasferirlo integralmente sui contribuenti.
Per queste ragioni esprimo forti perplessità sull'impostazione complessiva della delibera.
Eppoi il calo di fatturato dei negozi lungo le linee della tranvia in costruzione: in questa delibera in effetti qualcosa in tal senso c’è ma è solo un rinvio di pagamento quando invece il fatturato perso non sarà recuperato e questo è il motivo per cui ho preparato un emendamento davvero volto ad aiutare i commercianti.
Il vero problema non è soltanto quanto si paga. Il vero problema è il rapporto tra quanto si paga e ciò che si ottiene in cambio. Perché una città pulita giustifica un sacrificio economico; una città percepita come sporca, con criticità diffuse nel decoro urbano e nella gestione dei rifiuti, rende quel sacrificio molto più difficile da accettare. E oggi molti fiorentini hanno proprio questa sensazione: pagare una delle TARI più alte e non ricevere uno dei servizi migliori. È una contraddizione sulla quale questa Amministrazione dovrebbe interrogarsi seriamente”. (s.spa.)

