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Al Forte Belvedere rinasce “la linea degli ulivi”: l’opera di Dani Karavan diventa permanente nel segno di Giorgio La Pira e della pace

Dettagli

A quasi cinquant’anni dalla storica mostra del 1978, riaffiora dalla ghiaia il basamento in cemento dedicato al "Sindaco Santo". L'installazione monumentale è stata consegnata alla città
Data:

29 Settembre 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 50 secondi

Descrizione

Un’antica fortezza difensiva che si trasforma definitivamente in un avamposto di dialogo, memoria e fratellanza tra i popoli. Al Forte Belvedere torna a splendere “La linea della pace – La linea degli ulivi”, capolavoro d’arte ambientale del maestro israeliano Dani Karavan (1930-2021).

Nata nel 1978 nell'ambito del progetto “Ambienti per la pace” — che collegava idealmente il Forte al Castello dell’Imperatore di Prato — l’opera consisteva in un filare di alberi d'ulivo pensati per dialogare con la geometria della fortezza medicea e il paesaggio toscano. Oggi, per la prima volta nella storia del Forte Belvedere, un'installazione d'arte contemporanea rompe il paradigma della temporaneità per diventare un'opera permanente, segnando il primo fondamentale tassello di un possibile museo a cielo aperto.

Il ritrovamento e il progetto di ripristino

La rinascita dell'opera scaturisce da una straordinaria scoperta archeologica e documentale. Per quasi cinquant'anni, la base dell'installazione — un tondo in cemento bianco inciso a mano da Karavan — è rimasta dimenticata sotto pochi centimetri di ghiaia sulle terrazze del Forte. Il suo riaffioramento ha riportato alla luce la potente iscrizione: «Gli ulivi devono essere i nostri confini / La linea degli ulivi in memoria di La Pira».

Un messaggio profetico, legato alla visione di pace e diplomazia delle città promossa dallo storico Sindaco di Firenze Giorgio La Pira, che l'Amministrazione comunale ha scelto di rendere permanente. Il progetto di ripristino dell'installazione — integrata con i sette ulivi originariamente previsti e guidata dal ricordo dei versetti di pace scritti da Karavan — è stato curato dal Soprintendente ai Musei Comunali Carlo Francini d’intesa con Noa Karavan, figlia dell’artista, e promosso dalla Sindaca Sara Funaro e dall'Assessore alla Cultura Giovanni Bettarini.

Le dichiarazioni

“In un tempo segnato da guerre, conflitti e divisioni, costruire la pace significa anche restituire voce ai luoghi che ne custodiscono il significato”, dichiara la Sindaca Sara Funaro. “Con la nuova piantumazione degli ulivi e il restauro del tondo in cemento al Forte Belvedere, realizziamo un’operazione ambientale e culturale inedita e di straordinario valore. Restituiamo alla città un messaggio permanente di incontro: le parole incise da Karavan, 'Gli ulivi devono essere i nostri confini', ce lo dicono in modo chiaro. Nel solco dell'eredità di Giorgio La Pira e grazie a un prezioso lavoro condiviso con la famiglia Karavan, Firenze riafferma la propria vocazione a essere una città aperta al mondo, capace di trasformare il proprio patrimonio in uno strumento universale di dialogo e di costruzione di ponti tra i popoli”.

“Con il recupero della 'Linea degli ulivi', il Forte Belvedere compie un passaggio storico: da spazio espositivo temporaneo a luogo di memoria artistica permanente”, sottolinea l'Assessore alla Cultura Giovanni Bettarini. “Questo intervento dimostra come la tutela del nostro patrimonio d'arte contemporanea possa viaggiare di pari passo con la valorizzazione del paesaggio. Ringrazio la famiglia Karavan e lil Soprintendente ai Musei Comunali per aver reso possibile la rinascita di un'opera che lega indissolubilmente la bellezza di Firenze al messaggio universale della pace”.

«Per anni, studiando i cataloghi delle mostre del 1978 e del 1999, sono stato affascinato da La linea della pace – La linea degli ulivi di Dani Karavan al Forte di Belvedere. Il ritrovamento del cerchio originale in cemento dedicato a Giorgio La Pira, rimasto nascosto sotto la ghiaia, ha reso possibile trasformare un desiderio in progetto” spiega il Soprintendente dei Musei Comunali Carlo Francini. “Grazie alla collaborazione con Noa Karavan e al sostegno dell’Assessore Giovanni Bettarini e della Sindaca Sara Funaro, oggi restituiamo alla città un’opera che unisce arte, memoria, paesaggio e un forte messaggio di pace. Ringrazio i colleghi della Direzione Ambiente, della Direzione Servizi Tecnici e della Fondazione MUS.E per il loro fondamentale supporto.”

“È difficile descrivere l’emozione che provai quando mi si parlò dell’idea di ripristinare la ‘Linea degli Ulivi’ che fu realizzata da mio padre per la sua mostra ‘Due Ambienti per la Pace’ al Forte di Belvedere nel 1978” ha aggiunto Noa Karavan. “Mi sembrò l’omaggio più giusto: un gesto vivo, radicato nella città che lui aveva tanto amato. Quando vidi la grafia di mio padre incise al forte: ‘Gli ulivi devono essere i nostri confini. La linea degli ulivi in memoria di La Pira’. fu come ricevere un saluto da lui. E insieme un messaggio urgente per il mondo, soprattutto in un tempo in cui sembriamo aver dimenticato il significato della pace. Ritrovare la voce di mio padre al Forte di Belvedere, ha riempito di nuovo il mio spirito di speranza. Papà, che per tutta la vita ha lottato per la pace, ha lasciato un messaggio di pace e riconciliazione per tutti noi”.

La monografia edita da Gli Ori

In occasione della presentazione dell'opera viene inoltre illustrato il volume monografico "Dani Karavan - Uomo di pace. Dialogo con la Toscana" (edito da Gli Ori), che ripercorre il profondo e indissolubile legame tra lo scultore e la terra toscana: dagli studi giovanili sull'affresco all'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1956, fino alle storiche realizzazioni per la Collezione Gori alla Fattoria di Celle di Santomato, l'intervento a Calenzano con l'opera Tempo e le installazioni a Prato e Pistoia.

L'installazione "La linea della pace – La linea degli ulivi" è visitabile stabilmente all'interno del percorso espositivo del Forte Belvedere.

(sp)

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La sindaca Funaro e l'assessore Bettarini

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Ultimo aggiornamento:

29/09/2026, 19:20

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