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Agripunk, Palagi (SPC): "La risoluzione passa senza voti contrari. Tre giorni dopo il primo accesso, Firenze dice la sua"

Dettagli

"Non è ancora una soluzione, ma è un atto istituzionale che arriva nel momento giusto. Ora tocca alla Regione e agli altri livelli istituzionali. Avviata una raccolta fondi"
Data:

26 Maggio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 40 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune

"Ieri il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la risoluzione 2026/00842 su Agripunk ETS senza voti contrari. È il risultato di un percorso iniziato settimane fa, e vogliamo ringraziare chi lo ha reso possibile.

Il 23 aprile la Commissione consiliare 6 ha ascoltato i rappresentanti di Agripunk in audizione. Il 14 maggio ha espresso parere favorevole: 10 voti a favore, 3 astensioni, nessun contrario. Ieri il Consiglio ha fatto lo stesso, approvando l'atto senza voti negativi. Ringraziamo le consigliere e i consiglieri che hanno votato a favore, chi si è astenuto senza opporsi, e chi in commissione ha lavorato per un testo condiviso. Ringraziamo LAV Firenze e LIPU Firenze, che hanno documentato il legame concreto tra questo rifugio e la nostra Città Metropolitana. Ringraziamo le oltre 3.000 persone che hanno firmato la petizione e le associazioni — Legambiente Valdarno Superiore, ENPA, A.BA.CO. e molte altre — che hanno sostenuto formalmente l'esperienza.

Il momento in cui è arrivato il voto non è casuale. Il 22 maggio — tre giorni prima — si è tenuto il primo accesso dell'ufficiale giudiziario e la procedura di sfratto è avviata. Ad Agripunk, ad Ambra nel Comune di Bucine, vivono più di cento animali — suini, bovini, ovi-caprini, equini, avicoli — che per le disabilità derivanti dallo sfruttamento non possono essere avviati alla macellazione né tornare alla vita selvatica. Spostarli non è una questione logistica: l'AUSL Toscana Sud Est ha già rilevato le difficoltà tecniche di una movimentazione, considerate anche le restrizioni sanitarie vigenti sul blocco degli spostamenti della popolazione suina per la prevenzione della peste suina africana. La dismissione forzata sarebbe una perdita irreversibile — per gli animali, per il territorio, per chiunque creda che un ex allevamento Amadori possa diventare qualcosa di completamente diverso.

La tempestività del voto non è un merito da rivendicare: era il minimo. Serve ora che le istituzioni a cui la risoluzione è indirizzata rispondano con la stessa rapidità. Il Presidente del Consiglio Comunale trasmetterà l'atto ad Agripunk ETS, al Sindaco e al Consiglio di Bucine, al Presidente della Regione Toscana con richiesta di inoltro agli Assessorati competenti, alla Presidente del Consiglio Regionale, al Presidente della Provincia di Arezzo, ai Presidenti di Camera e Senato con richiesta di inoltro alle Commissioni parlamentari. La Regione Toscana è chiamata ad aprire senza indugio un tavolo di interlocuzione con tutte le parti per garantire la continuità del rifugio. Al Parlamento chiediamo di tradurre in norme cogenti quanto già avviato con la Legge 82/2025, istituendo la categoria giuridica dei rifugi per animali provenienti dal sistema zootecnico in attuazione dell'art. 9 della Costituzione.

C'è anche una scadenza materiale, concreta, vicina. Alla presenza dell'Assessore Menchiari del Comune di Bucine si è aperta la possibilità di un tavolo di trattative con il proprietario, con mediazione del Comune. Ma per acquistare l'area — l'unica soluzione che garantirebbe stabilità definitiva — servono 500.000 euro. La prima scadenza è il 19 giugno: entro quella data Agripunk deve mostrare risultati concreti per determinare il proprio futuro. Agripunk ETS ha lanciato il 25 maggio una raccolta fondi su Produzioni dal Basso. Condividerla è un atto politico tanto quanto il voto di ieri.

Agripunk non è solo un rifugio. È la dimostrazione che un allevamento intensivo può diventare un presidio di cura, bonifica ambientale e rigenerazione comunitaria. Una tesi di dottorato dell'Università Roma Tre lo ha individuato come uno dei tre casi studio internazionali sulla giustizia spaziale tra le specie. AUSL Toscana Sud Est e Carabinieri Forestali si sono già appoggiati ad Agripunk per animali sequestrati senza avere alternative pubbliche. Il Piano Operativo del Comune di Bucine classifica l'area come Area Strategica d'Intervento. Tutto questo esiste da oltre dieci anni senza alcun riconoscimento normativo, senza accesso a bandi, senza finanziamenti pubblici — perché la legge non distingue un rifugio antispecista da un allevamento intensivo. È questo il vuoto che la risoluzione chiede di colmare.

Il voto di ieri è un passo. Quello che viene dopo dipende da chi riceve l'atto e da quante persone scelgono di sostenere la raccolta fondi: https://sosteni.link/40778". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

26/05/2026, 12:02

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