Tramvia, Cellai, Draghi, Gandolfo e Sollazzo (FdI): «Un calendario per i cittadini e un altro negli atti. Palazzo Vecchio chiarisca quando ha saputo dei ritardi»
11 Settembre 2026
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Descrizione
«A Firenze la tramvia viaggia già a due velocità: quella degli annunci e quella dei documenti ufficiali. Peccato che cittadini e commercianti debbano fare i conti con i cantieri veri». È la denuncia di Jacopo Cellai, Alessandro Draghi, Giovanni Gandolfo e Simone Sollazzo, esponenti di Fratelli d’Italia, sulle incongruenze emerse dall’esame dello stato di attuazione del DUP al 30 giugno 2026.
Per la linea Libertà–Bagno a Ripoli, a pagina 55 dell’Allegato A, il Comune prevede la conclusione dei lavori al 30 ottobre, seguita dal pre-esercizio e dall’entrata in esercizio nel secondo trimestre 2027. Eppure la pagina istituzionale aggiornata al 4 settembre continua a indicare fine 2026, pre-esercizio compreso. Quale delle due versioni devono prendere sul serio i fiorentini? Quella che leggono nei comunicati oppure quella che devono andare a cercare tra le pagine del DUP?».
«Non è una questione di sfumature: tra fine 2026 e il secondo trimestre 2027 passano mesi. Mesi nei quali famiglie, lavoratori e attività economiche continueranno ad aspettare il servizio promesso. Se il cronoprogramma è cambiato, il Comune deve comunicarlo chiaramente e spiegare perché. Se invece è stato recuperato il ritardo, presenti gli atti che lo dimostrano».
«Lo stesso problema si ripresenta sulla linea 3.2.2 Libertà–Rovezzano. A dicembre 2025 l’amministrazione annunciava l’avvio dei lavori a luglio 2026. Ma nello stato di attuazione riferito al 30 giugno, a pagina 59, la partenza è già collocata in autunno mentre sulla stampa la notizia è stata resa pubblica solo sul finire di agosto.
«Il sospetto politico è che si preferisca mantenere una narrazione rassicurante finché possibile, lasciando le notizie scomode nei documenti meno letti. Spetta all’amministrazione chiarire queste discrepanze, rendendo pubbliche date e responsabilità».
«La pazienza dei fiorentini non è una voce di bilancio illimitata. Chi amministra deve assumersi la responsabilità delle date che annuncia. I cittadini hanno diritto di conoscere i ritardi quando emergono, non di scoprirli confrontando due versioni dello stesso Comune», concludono Cellai, Draghi, Gandolfo e Sollazzo. (s.spa.)

