SPC: "San Salvi, il cronoprogramma arriva al 2029"
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17 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune e Lorenzo Palandri - Sinistra Progetto Comune Quartiere 2
"Su la Repubblica Firenze di oggi l'assessore al Patrimonio risponde a chi solleva il tema dei tempi di San Salvi che si procede «nel pieno rispetto del cronoprogramma»: progetto esecutivo approvato entro il 2026, avvio dei lavori a gennaio 2028, apertura entro il 2029. Il 4 agosto 2026, con la determinazione dirigenziale 05995, il Comune ha affidato la progettazione di fattibilità e quella esecutiva delle strutture del padiglione 37, per 36.581,89 euro. Il 26 giugno, con la determinazione n. 04962, aveva fatto la stessa cosa per gli impianti dello stesso padiglione.
La determina di agosto scrive che «i quadri economici complessivi della spesa degli investimenti» «saranno delineati con successivi atti, ovvero con l'approvazione dei rispettivi sviluppi progettuali dei lavori principali», e definisce i cantieri che oggi si vedono nell'area (la messa in sicurezza dei padiglioni) interventi «di carattere preliminare e propedeutico». Tradotto: a metà agosto 2026, per una parte dell'intervento, non ci sono ancora né il progetto né il quadro economico dei lavori veri.
Non stiamo dicendo che a San Salvi non si muova nulla, e non è in discussione il lavoro di chi progetta e istruisce le pratiche: diciamo che quello che si muove non corrisponde a nessuna svolta politica. Alcune scelte sono state fatte: uno studentato pubblico da circa trenta posti letto, una biblioteca e una sala studio aperte a chiunque, il mantenimento al piano terra delle realtà che ci lavorano da anni, a partire dalla cooperativa sociale Atelier e dalla Società della Ragione.
Restano però i conti, che segnaliamo da giugno. La determinazione n. 04827 del 22 giugno 2026 dà atto che 460.000 euro (360.000 sulle attività culturali e 100.000 sull'housing) risultano «non finanziabili» e li rinvia a «nuova fonte di finanziamento in salvaguardia equilibri di bilancio 2026». Gli equilibri sono stati votati il 12 luglio: nella delibera e nei suoi allegati non abbiamo trovato quella voce. I due milioni di cofinanziamento comunale, intanto, continuano a poggiare su alienazioni patrimoniali e monetizzazioni di standard urbanistici.
Restano anche le domande di merito. Gli alloggi previsti sono dodici, nove dei quali fra i 40 e i 45 metri quadri, e nessuno dimensionato per famiglie con figli. Dentro il parco il Piano Operativo prevede ancora una strada con ingresso da via del Mezzetta e uscita su via Andrea del Sarto, il cui iter espropriativo è stato avviato con la determinazione 03594 dell'11 maggio 2026, in modo autonomo rispetto alla rigenerazione: può essere fatta anche se i cantieri slittano, e va invece eliminata. Nel frattempo i servizi si perdono: il Centro Diurno Le Civette è stato chiuso nel giugno 2025, la RSA è passata da quaranta a venti posti, la palestra accumula proroghe.
Il punto politico è che il cronoprogramma è diventato il metro con cui si misura il successo dell'operazione, quando il cronoprogramma è esattamente ciò di cui si discute. Rispondere che i tempi sono rispettati significa rispondere a una domanda che nessuno ha fatto. La domanda è perché, dopo trent'anni di attese, il calendario condiviso con la Regione porti i cantieri al 2028 e l'apertura al 2029, mentre (per quanto ci risulta) i contratti d'appalto vanno firmati entro la fine del 2026 per non perdere i fondi europei già assegnati, in assenza totale di un dibattito pubblico che coinvolga i comitati attivi su San Salvi da anni.
La voce di Chille de la Balanza merita qualcosa di più di qualche rassicurazione formale amministrativa". (fdr)

