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SPC: "Le Civette: tenerla aperta si può"

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Palagi e Palandri: "La chiusura è stata annunciata ma non è ancora stata decisa con un atto, e le carte per salvare la residenza e il lavoro esistono già”
Data:

17 Settembre 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 24 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune
quartiere 2

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune e Lorenzo Palandri - Sinistra Progetto Comune Quartiere 2

"Ieri, all'incontro fra Azienda USL Toscana Centro, Società della Salute, cooperativa Proges e organizzazioni sindacali, l'Azienda ha confermato la chiusura della residenza sanitaria assistenziale pubblica Le Civette al 31 dicembre, e Proges ha annunciato il licenziamento collettivo di ventinove persone: così riferiscono Fp Cgil e Cub. Nella struttura vivono oggi diciannove persone anziane. Non ci rassegniamo, e depositiamo un question time perché il Comune dica che cosa fa per loro e per chi ci lavora.

Tenerla aperta è una strada percorribile, scritta in atti pubblici. A oggi la chiusura è un annuncio, non un provvedimento. La residenza funziona grazie a un'autorizzazione rilasciata dal Comune, e al tavolo di ieri sedeva anche la Società della Salute, di cui il Comune fa parte. Soprattutto, lo scorso febbraio l'Azienda ha programmato, con la deliberazione del direttore generale n. 210, un nuovo affidamento da 25,6 milioni di euro e fino a otto anni per un lotto che comprende proprio Le Civette.

I lavori non impongono per forza la chiusura. Nell'ottobre 2023, ricordano i sindacati, si chiuse un'ala e l'attività proseguì nell'altra, con un piano di adeguamento che avrebbe dovuto riportare la struttura alla situazione di partenza. Si può lavorare per fasi, come ha chiesto il Consiglio di Quartiere 2 con la mozione approvata all'unanimità il 15 settembre. E se servono spazi, i progetti finanziati dal PNRR si possono rimodulare: in città è già successo, al Villaggio Montedomini, con l'approvazione del Ministero il 2 aprile 2026. Se si rimodula per togliere, si può rimodulare per non togliere.

Se l'Azienda ritiene che l'edificio non abbia i requisiti, lo scriva: quali requisiti, quali lavori, con quali tempi. E se un trasferimento temporaneo fosse davvero inevitabile, non può essere una dispersione. Con il question time chiediamo che le persone ospitate si spostino con il loro consenso e quello delle famiglie, possibilmente insieme, nel Quartiere 2 e con il personale che le assiste, senza pagare più della quota attuale, circa 53 euro al giorno. Un trasferimento con una data di ritorno è un'altra cosa rispetto a una chiusura.

Quanto al lavoro, gran parte del personale ha fra dieci e venti anni di anzianità. Poiché il lotto proseguirà con un nuovo affidamento, chiediamo che il Comune ottenga una clausola sociale che riconosca l'anzianità maturata e convochi un tavolo prima che parta la procedura di licenziamento.

Non è una posizione isolata: il Quartiere 2 si è espresso all'unanimità, e sulla continuità del servizio si sono interrogate anche figure della maggioranza che governa Palazzo Vecchio. Per questo chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di coordinarsi con la Regione Toscana per dare seguito a quanto chiesto dal Quartiere.

Continueremo a stare accanto al comitato delle famiglie, alle lavoratrici e ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali, in piazza e in Consiglio. Una residenza pubblica non si chiude per inerzia: si tiene aperta per scelta". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

17/09/2026, 12:49

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