Salta al contenuto principale Skip to footer content

SPC: "Via Bufalini: il Comune ha firmato l'esenzione dagli affitti brevi mentre scriveva il divieto"

Dettagli

Palagi e Lupo: "Il TAR ha chiarito che il principio vale solo per il complesso Bufalini. Ma il principio che ha usato — le convenzioni attuative precedenti non possono essere vanificate dal regolamento successivo — è generale. Quante altre convenzioni simili esistono nel centro storico UNESCO?"
Data:

29 Maggio 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 46 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi — Sinistra Progetto Comune e Francesca Lupo — Sinistra Progetto Comune Quartiere 1

"Il TAR Toscana ha stabilito che il complesso immobiliare di via Bufalini — 18.000 mq tra via Bufalini e piazza Brunelleschi, ex sede della Cassa di Risparmio, oggi di proprietà di una società di gestione patrimoniale milanese — può destinare i propri 150 appartamenti alle locazioni turistiche brevi. Il Comune ha risposto che si tratta di un "caso specifico". È un caso specifico. Ma il principio giuridico che lo fonda è generale, e nessuno ha ancora risposto a una domanda semplice: quanti altri casi come questo esistono nel centro storico di Firenze?

La storia non inizia con la sentenza TAR. Nel 2015 il Regolamento Urbanistico dell'amministrazione Nardella include la scheda norma AT 12.01 dedicata al complesso, con destinazioni d'uso ampie. Nel 2017 il Comune firma la convenzione attuativa con il proprietario dell'epoca: quella convenzione, secondo il TAR, non prevede "alcuna limitazione rispetto alla facoltà di destinare le unità immobiliari alla locazione di breve durata". Fin qui il passato. Ma la parte più rilevante viene dopo. Nel settembre 2023 — quando il Piano Operativo era già in costruzione e la direzione politica sugli affitti brevi era chiara — la Direzione Urbanistica del Comune di Firenze ha approvato l'atto unilaterale d'obbligo relativo al complesso Bufalini (DD 07456/2023), re-consolidando il regime della convenzione 2017 e rendendo ancora più solide le pretese della proprietà. Quell'atto è del settembre 2023. La continuità politica del centrosinistra fiorentino non lo ha mai rimesso in discussione, neppure quando si stava scrivendo il regolamento anti affitti brevi. Nell'ottobre 2023 la società proprietaria dell'epoca — Colony Capital — ha versato al Comune la monetizzazione della quota di housing sociale prevista dal piano, pagando in denaro anziché costruire case: il Comune ha incassato e ha usato quei fondi per un intervento all'ex caserma dei Carabinieri di Santa Maria Novella (DD 10599/2023). La componente sociale di uno dei complessi più grandi del centro storico è stata fisicamente spostata altrove, con un assegno. Nell'aprile 2024 la proprietà è passata a una società di gestione patrimoniale milanese che gestisce oltre 1,5 miliardi di asset, subito autorizzata a eseguire il progetto operativo di bonifica del sito (DD 03350/2024). Nell'aprile 2025 il Consiglio comunale ha approvato la variante alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Operativo in materia di locazioni turistiche brevi, rafforzando il divieto nel perimetro UNESCO (DC/2025/00019): contestualmente procedeva la causa al TAR. A maggio 2026 il TAR ha dato ragione alla proprietà.

Il TAR ha chiarito che il vizio del regolamento accertato non produce effetti erga omnes: vale solo per il complesso Bufalini. Ma il principio che ha usato per arrivarci — le convenzioni attuative che precedono il regolamento non possono essere vanificate da quel regolamento — è un principio generale del diritto urbanistico e amministrativo. Questo significa che qualunque proprietà nel centro storico UNESCO che abbia una convenzione attuativa o un atto d'obbligo stipulato prima dell'entrata in vigore della disciplina sulle locazioni turistiche brevi può teoricamente avanzare la stessa pretesa. Il numero di queste convenzioni non è pubblico. Non esiste, che risulti, una ricognizione ufficiale del Comune su quante siano e quali clausole contengano.

Con l'interrogazione depositata oggi chiediamo alla Giunta di rispondere a quattro domande: se abbia condotto o intenda condurre questa ricognizione sistematica; se ci siano altri ricorsi pendenti al TAR con le stesse argomentazioni; se ritenga la disciplina del Piano Operativo ancora efficace o intenda integrarla; e — questa è la domanda più diretta — se in sede di approvazione dell'atto d'obbligo del settembre 2023 fosse stata valutata la compatibilità con il Piano Operativo in costruzione e la sua variante sugli affitti brevi. La risposta a quest'ultima domanda avrà un valore chiarificatore.

La risposta di Palazzo Vecchio alla sentenza è che il piano anti-affitti brevi "va avanti". È possibile. Ma un piano urbanistico che ha già un buco certificato dal TAR di 18.000 mq nel cuore del centro storico UNESCO — e che non sa quanti buchi analoghi abbia — non è una politica, è un annuncio". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

30/05/2026, 11:53

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri