Descrizione
“Quando abbiamo letto che Eugenio Giani aveva scelto Marco Giorgetti come commissario della Fondazione Toscana Spettacolo, definendolo persona “esperta e molto competente”, abbiamo pensato per un attimo a un caso di omonimia. Invece no: è proprio lui.
È lo stesso Giorgetti che poco più di un anno fa è stato fatto uscire anticipatamente dal Teatro della Toscana, nonostante un contratto con scadenza al 31 dicembre 2027, attraverso un accordo che ha comportato oneri economici per la Fondazione.
Una cosa però sia chiara: le eccellenti competenze professionali di Giorgetti noi le conoscevamo già e non le abbiamo mai messe in discussione. Non abbiamo avuto bisogno della nomina di Giani per scoprirle. Proprio per questo contestammo allora una scelta che ritenevamo politica e di governance, non fondata sull'inadeguatezza professionale del direttore generale.
Oggi Giani, scegliendolo per un incarico così delicato proprio in ragione della sua esperienza e competenza, rende quella contraddizione ancora più evidente.
E c’è un aspetto che rende la vicenda ancora meno divertente per i contribuenti. La Regione Toscana partecipa alla Fondazione Teatro della Toscana e da anni vi destina 2 milioni di euro l’anno.
Dunque, qualcuno dovrebbe spiegare perché si siano utilizzate risorse della Fondazione per interrompere con oltre due anni di anticipo il contratto di un professionista che oggi il presidente della Regione considera tanto esperto e competente da affidargli la guida di un’altra importante Fondazione. Su quei costi avevamo chiesto spiegazioni già allora e la domanda resta sul tavolo.
La domanda per la sindaca Funaro è quindi semplice: se Giorgetti era così poco utile da dover pagare per farlo uscire prima, come mai oggi Giani lo considera così utile da richiamarlo per gestire una fase delicatissima?
Su Giorgetti nessuna ironia: è un tecnico competente e continua a fare il proprio lavoro. L'ironia è tutta politica: Palazzo Vecchio lo accompagna alla porta prima della scadenza del contratto, Giani poco più di un anno dopo lo richiama dalla porta principale proprio perché “esperto e molto competente”.
Più che un caso di omonimia, sembra una smentita politica delle scelte compiute da Palazzo Vecchio. E questa volta il mittente non è l'opposizione: è Eugenio Giani”.
Lo dichiara la capogruppo di Fratelli d’Italia Angela Sirello con il consigliere Matteo Chelli
(fdr)

