Servizi per l’infanzia, Del Re (Firenze Democratica): “Oltre ai 150 bambini in lista d’attesa per i nidi, c’è un bisogno sommerso che quei numeri non raccontano. Occorre fare di più per rispondere ad un bisogno crescente delle famiglie”
9 Maggio 2026
4 minuti, 35 secondi
Descrizione
Queste le dichiarazioni della capogruppo di Firenze Democratica all’esito del voto in commissione 9 di una mozione sul tema degli asili nido e servizi per l’infanzia:
“La discussione in Commissione consiliare sui servizi per la prima infanzia ha confermato il punto che ponevamo con una nostra mozione: non solo in lista d’attesa ci sono circa 150 bambini, ma quei numeri non bastano a descrivere la realtà vissuta da diverse famiglie del nostro territorio che vogliono iscrivere i loro figli/e ai nidi d’infanzia, ma che trovano uno sbarramento per le iscrizioni al 31 ottobre di ogni anno.
Durante la Commissione è stato sottolineato dagli uffici della Direzione istruzione che le liste d’attesa dei nidi sono contenute, anche se 150 bambini - questo il numero riferito - ci pare un dato rilevante, che ha colto di sorpresa anche gli stessi esponenti della maggioranza. Non abbiamo nulla da rilevare sulla qualità del servizio portato avanti dall’amministrazione comunale, ma ci premeva con l’atto far emergere un dato sommerso, ovvero quello di chi resta escluso anche dalle liste di attesa sia per lo sbarramento per l’iscrizione, sia per una situazione di saturazione anche dei nidi privati convenzionati che è esplosa per il boom di iscrizioni ai nidi d’infanzia a seguito della misura dei “Nidi Gratis”.
Per fare un esempio: una famiglia con un bambino che raggiunge i 6 mesi (età media per entrare al nido) solo nel mese di novembre (o da lì in poi) dovrà aspettare per l’inserimento il settembre dell’anno dopo, quando il bambino avrà nella migliore delle ipotesi 9 mesi e nella peggiore delle ipotesi 16 mesi.
Il tema che occorre quindi porsi è: chi si prende cura di quel bambino mentre i genitori devono rientrare al lavoro?
In Commissione è stato spiegato che non sarebbe possibile tenere le iscrizioni aperte tutto l’anno e prevedere ingressi continuativi nei nidi. Purtroppo anche la situazione dei nidi privati convenzionati non è migliore perché, sebbene questi consentano l’ingresso dei bambini durante tutto l’anno, queste strutture hanno registrato un’impennata di iscrizioni grazie alla misura dei Nidi Gratis.
Questa misura regionale è infatti certamente positiva nelle finalità, perché sostiene economicamente le famiglie e rende più accessibile un servizio essenziale, ma senza un aumento strutturale dei posti disponibili, ha prodotto anche un effetto evidente: ha aumentato la domanda, congestionando anche il sistema del privato convenzionato.
La nostra mozione poneva poi anche altri due temi: sostegni a favore della creazione di più nidi domiciliari (disciplinati dalla legge regionale Toscana), e un elenco per la chiamata di baby sitter più completo e utile alle famiglie e alle lavoratrici e lavoratori del settore.
Quando infatti il nido non è accessibile, queste sono le principali alternative a disposizione delle famiglie, in assenza di nonni a disposizione full time.
Gli asili domiciliari sono ancora troppo pochi (23 a Firenze, ma possono avere un massimo di 6 bambini) per rappresentare una risposta reale, e l’elenco comunale strutturato di baby-sitter qualificate - solo in 50 hanno risposto all’ultimo avviso -, risulta essere senza informazioni trasparenti su formazione, esperienza e disponibilità territoriale.
La conseguenza, dunque, è che oltre ai 150 bambini in lista di attesa, c’è un numero consistente di famiglie che vengono lasciate sole.
Se vogliamo parlare seriamente di natalità, conciliazione vita-lavoro e sostegno alle famiglie, dobbiamo partire da qui. Ben vengano i nuovi 7 asili nido che l’amministrazione ha annunciato di aprire nei prossimi anni, ma occorre pensare anche a come rispondere a quei bisogni oggi, a fronte di una domanda che esiste e che cresce grazie anche ad un servizio diventato più accessibile per l’intervento economico della Regione Toscana.
Oltre ai numeri delle liste di attesa, bisogna chiedersi quanti bambini nati sul territorio restano fuori dalla domanda, e quindi, potenzialmente almeno all’inizio, quante madri, o meno spesso, quanti padri, riducono o lasciano il lavoro perché il servizio non è disponibile quando serve.
Per questo chiediamo alla Giunta di aprire una riflessione costruttiva per migliorare la risposta da dare oggi alle famiglie e ai nostri bambini: più posti nido, maggiore flessibilità negli inserimenti, potenziamento degli asili domiciliari e dell’elenco comunale di baby-sitter qualificate.
I freddi numeri possono anche sembrare rassicuranti. La vita quotidiana delle famiglie, però, racconta un’altra cosa. Ed è da quella che bisogna partire”.

