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Parterre, Masi (M5S): “Mentre Comune e società discutono sul futuro dell’area, il degrado avanza ed a pagare sono i cittadini”

Data:

17 Settembre 2026

Tempo di lettura:

1 minuto, 57 secondi

Consiglio comunale
capogruppo movimento 5 stelle

Descrizione

«Il prossimo 28 ottobre è fissata l’udienza di merito davanti al TAR sul ricorso relativo alla vicenda del Parterre. Nel frattempo Comune e società ricorrente sono chiamati a confrontarsi sul futuro dell’area. Ma mentre si discute nelle sedi amministrative e giudiziarie, il Parterre continua a degradarsi e a pagarne le conseguenze sono ancora una volta i cittadini».

Lo dichiara Lorenzo Masi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale a Firenze.

«La situazione che continuiamo a riscontrare è preoccupante: il Parterre viene utilizzato come dormitorio durante la notte e nelle ore diurne continuano ad arrivare segnalazioni di consumo e spaccio di sostanze. Anche ieri, in pieno orario lavorativo, ci è stata segnalata la presenza di due persone intente a consumare crack all’interno dell’area».

«Non vogliamo entrare nel merito del giudizio pendente davanti al TAR, ma una cosa è evidente: qualunque sia l’esito del contenzioso, la città non può aspettare. Il Parterre è un luogo frequentato ogni giorno da cittadini, lavoratori e utenti dei servizi pubblici presenti nella struttura e non può essere lasciato in queste condizioni».

«Avevamo già denunciato nelle scorse settimane la presenza di siringhe, persone che dormono negli spazi del Parterre, episodi di spaccio e situazioni di forte degrado. Oggi torniamo a chiedere all’Amministrazione cosa intenda fare nell’immediato, perché il contenzioso sul futuro dell’area non può diventare un alibi per lasciare il presente senza risposte».

«Servono controlli, pulizia, presidio e interventi concreti adesso. Parallelamente Comune e società dovranno chiarire nelle sedi opportune la vicenda relativa alla riqualificazione. Ma i tempi della giustizia amministrativa non possono diventare i tempi della città».

«Ancora una volta, per scelte e vicende amministrative che si trascinano nel tempo, a rimetterci sono i cittadini. Il Parterre non può restare ostaggio dell’immobilismo fino al 28 ottobre, né tantomeno fino alla conclusione definitiva del contenzioso». (s.spa.)

Ultimo aggiornamento:

17/09/2026, 11:39

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