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Palazzo Giovane: la procedura di gara negoziata definisce la concessione “un affidamento unitario e inscindibile”. Ridotta l’area riservata alla ristorazione

Dettagli

Previste attività per i giovani, spazi per studio e socialità, eventi, workshop e formazione: i proventi del servizio ristorazione finanzieranno le attività rivolte ai giovani. La risposta dell'assessora Perini

Data:

28 Agosto 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 5 secondi

Descrizione

La gara per la concessione dei servizi di Palazzo Giovane riguarda la gestione complessiva dello spazio e mette in relazione la componente commerciale con quella aggregativa, culturale, artistica, ricreativa e formativa. A chiarire l’impostazione della concessione è la stessa documentazione di gara: l’articolo 1, comma 1 del Capitolato Tecnico, definisce la concessione come un “affidamento unitario e inscindibile”. Il progetto dei servizi da realizzare presso l’immobile è, pertanto, unico.

La gestione non prevede quindi due percorsi distinti – da una parte la ristorazione e dall’altra le attività per i giovani – ma un unico progetto nel quale le diverse funzioni concorrono alla sostenibilità complessiva, economica e sociale. È un solo progetto gestionale, nel quale “i proventi economico-commerciali derivanti dal servizio di ristorazione e bar finanziano e garantiscono la copertura dei costi” delle attività aggregative, culturali, artistiche, ricreative e formative rivolte prevalentemente a un pubblico giovanile. È in questo quadro che va letto il riferimento dei documenti di gara alla ristorazione e al bar come attività primarie.

La componente commerciale è quindi funzionale a sostenere economicamente la funzione pubblica e giovanile di Palazzo Giovane, non come spazio semplicemente a reddito ma come parte integrante a tutto il progetto. Lo chiarisce ancora meglio il comma 2 dell’articolo 1 del Capitolato Tecnico, che stabilisce che ristorazione e bar devono essere concepiti come “naturale estensione della vocazione aggregativa, culturale, artistica, ricreativa e formativa” di Palazzo Giovane.

Al concessionario sarà richiesto di assicurare un programma di iniziative e servizi rivolti alla comunità: eventi, mostre e performance, corsi, workshop e seminari, oltre a spazi dedicati allo studio e alla socialità.

L’obiettivo dell’Amministrazione è consolidare  Palazzo Giovane come luogo di riferimento per le nuove generazioni, sostenendo la partecipazione e il protagonismo giovanile e mettendo a disposizione spazi pubblici per attività culturali, artistiche, formative e aggregative. La struttura ospita già oggi una decina di soggetti utilizzatori, che potranno continuare a beneficiare di spazi a condizioni accessibili. I ricavi derivanti dalla ristorazione concorreranno infatti alla copertura dei costi delle attività rivolte ai giovani.

Quanto al canone annuo di 10mila euro indicato negli atti costituisce invece la base d’asta, soggetta a rialzo, e non rappresenta il valore della concessione. La cifra è stata individuata sulla base di una valutazione dei costi e dei ricavi potenziali della gestione, anche tenendo conto dei dati storici.

La determinazione del canone tiene conto, tra l’altro, dei vincoli di utilizzo gravanti sulla struttura, dell’applicazione di tariffe calmierate e delle agevolazioni tariffarie richieste, delle gratuità previste da favore dell’Amministrazione comunale, nonché del particolare contesto sociale e territoriale nel quale si inserisce lo spazio giovani che limita la possibilità di condurre attività di intrattenimento maggiormente redditizie a sostegno della concessione (concerti, dj set, etc). La stima della Direzione Patrimonio, chiaramente, non considera questi fattori che riducono i ricavi, né comprende i vincoli che l’Amministrazione determina in sede di gara nel “Progetto dei servizi”.

Nel piano economico finanziario sono inoltre considerati i costi necessari a garantire un adeguato standard dei servizi, compreso l’impiego di personale con profili coerenti con le funzioni richieste.

Non esiste quindi un rapporto automatico tra gli eventuali ricavi della ristorazione e il canone versato al Comune. Il concessionario, infatti, assume il rischio operativo della gestione e deve sostenere anche i costi relativi a manutenzione ordinaria, utenze, custodia, pulizia e agli altri oneri connessi alla gestione della struttura, oltre a rispettare i vincoli previsti per garantire una fruizione pubblica e rivolta in particolare ai giovani. A confermare la natura del progetto è anche la scelta di ridimensionare gli spazi destinati alla ristorazione, mantenendo invece al centro le attività e le realtà che già animano Palazzo Giovane.

“Palazzo Giovane è uno spazio per le nuove generazioni e deve continuare a esserlo – sottolinea l’assessora alle Politiche giovanili Letizia Perini -. La ristorazione non è l’obiettivo della concessione, ma uno strumento di autofinanziamento per sostenere economicamente le attività culturali, artistiche, formative e aggregative rivolte ai giovani. È proprio per questo che abbiamo ridotto gli spazi destinati alla parte commerciale, preservando quelli dedicati alle associazioni e alle attività. Palazzo Giovane non è un immobile da mettere semplicemente a reddito: è un luogo pubblico che deve continuare a produrre opportunità, socialità e partecipazione per le nuove generazioni. E anche in altri contesti, come quelli delle associazioni sportive, sappiamo che un punto ristoro può essere una componente importante per sostenere economicamente le attività e favorire l’aggregazione”. Così l’assessora alle Politiche giovanili replica ai consiglieri Chelli e Sirello  (FDI) e al consigliere Palagi (SPC). 

(fb)

Ultimo aggiornamento:

28/08/2026, 18:10

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