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Palagi (SPC): "Museo Stibbert: senza convenzione con il Comune e con forma societaria da rivedere"

Dettagli

“Utile approfondimento in Commissione controllo. Chiediamo a Palazzo Vecchio di investire politicamente su uno spazio fondamentale per la Città”
Data:

31 Marzo 2026

Tempo di lettura:

3 minuti, 39 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Oggi la Commissione Consiliare Controllo Enti Partecipati ha sentito in audizione la Fondazione Museo Stibbert.

Abbiamo contestato la natura giuridica di Ente del Terzo Settore. A noi risulta che gli ETS siano esclusi tra gli enti “controllati da amministrazioni pubbliche”. Il fatto che i contributi economici di Palazzo Vecchio e la governance non vedano un ruolo preminente del Comune non è sufficiente. Secondo noi si sta ignorando quanto previsto dall’articolo 4 del Decreto Legislativo 117/2017.

E abbiamo preso atto, con preoccupazione, di come non esista alcuna convenzione tra la Fondazione e il Comune di Firenze, rispetto alla gestione di immobili e terreni che sono di nostra proprietà. Non ci sono accordi scritti. Non può funzionare così, nel 2026: indebolisce il museo stesso.

Il Bilancio Sociale 2024, pubblicato dalla stessa Fondazione, ci dice che su cinque membri del Consiglio di Amministrazione, tre rappresentano istituzioni pubbliche italiane: il Comune di Firenze (il Presidente è designato direttamente dalla Sindaca), la Soprintendenza, l’Accademia di Belle Arti. Il 60% del CdA è di nomina pubblica. La questione di superare la forma ETS rimane aperta e merita anche un approfondimento giuridico formale, non rimandabile.

Il contributo che il Comune dichiara di versare alla Fondazione è di 265.000 euro l’anno. A questi si aggiunge la proprietà degli immobili, compresa la Limonaia che viene concessa in locazione per eventi privati (con incassi discontinui e alterni ci è stato spiegato). Comprendiamo la richiesta fatta al nostro Ente di farsi carico dell’apertura e della chiusura del parco, come quella di dare maggiori soldi. Però questo deve accompagnarsi a un cambio di gestione politica e un chiarimento sui rapporti.

Sui costi del personale — che nel 2024 assorbono il 59% dei ricavi totali — ci è stato spiegato di una situazione transitoria legata a pensionamenti con sovrapposizione di figure assunte per sostituire chi ha cessato il proprio rapporto di lavoro. I bilanci ci dicono però che il numero dei dipendenti è salito da 14 a 15 unità tra il 2023 e il 2024, e che il rapporto tra costi del personale e ricavi era già al 59% nel 2023. Il trend strutturale di questi anni — il peso del personale è cresciuto di circa tredici punti percentuali dal 2020 a oggi — non è detto che sia spiegabile solo con un’anomalia transitoria. Ma apprezziamo la scelta di assumere a tempo indeterminato e per tempo, quindi ci limitiamo a chiedere attenzione su questo aspetto.

Ci è stato spiegato che le entrate della bigliettazione nel 2024 sono pari a 150-160.000 euro. Il 2025 chiuderà con circa 160.000-170.000 euro di bigliettazione. È una fase di crescita costante positiva, ma proprio per questo è fondamentale rilanciare il senso di politiche culturali pubbliche, a favore della Città.

Alcuni anni fa si è scelto di aprire all’ambito commerciale, ma contemporaneamente la forma societaria è stata quella della ETS. A noi non convince la prima cosa e oggi non ci torna neanche la seconda.

Proporremo di modificare lo statuto per rafforzare il rapporto tra la Fondazione Stibbert e la Città. Per farlo serve che il pubblico rilanci la sua funzione. Sarebbe anche ottimo per riconoscere che la cultura non è solo quella dei grandi musei". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

31/03/2026, 14:54

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