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Palagi (SPC): "Marginalità: una proroga per l'housing e il cohousing temporanei da 135.000 euro"

Dettagli

"La nostra non è polemica, ma richiesta di programmazione e dibattito consiliare, pubblico"
Data:

29 Agosto 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 19 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Dispiace che ieri l'Asserrore Paulesu (rispondendo sul Fuligno) abbia voluto trasformare un tema politico in una questione personale: ricordiamo a lui, alla Sindaca e alla Giunta che a noi interessa il bene comune, quindi, in assenza di risposte alle interrogazioni e di coinvolgimenti, svolgiamo il nostro mandato studiando atti e documenti.

Sulla programmazione delle politiche sociali ribadiamo che riteniamo urgente un cambio di passo, coinvolgendo i Quartieri e tutto Palazzo Vecchio, sul piano politico.

La determina dirigenziale 6490, adottata il 28 agosto e pubblicata ieri, affida a Il Girasole società cooperativa sociale, per due mesi, la gestione del sistema pubblico di housing e cohousing temporanei per persone in condizione di grave marginalità. È il servizio che accompagna verso l'autonomia chi esce dalla strada: non un dormitorio, ma appartamenti e presa in carico.

Il progetto allegato all'atto elenca nove indirizzi e 130 posti complessivi: la struttura di cohousing Meoste a Bagno a Ripoli, gli appartamenti di via Toscanini, via Canova, via Guido Monaco, via Togliatti e viuzzo delle Case Nuove a Firenze, e poi Scandicci, Sesto Fiorentino e Prato. 58 di quei 130 posti sono fuori dal Comune di Firenze: per gestirli il progetto prevede 1.890 ore di lavoro in due mesi fra coordinamento, educatori, operatori per l'accesso alla casa e al lavoro, psicologa e consulenza legale: meno di sei persone a tempo pieno. Il costo del lavoro messo a base è di 42.065,90 euro. Fatti i conti, il Comune spende poco più di otto euro al giorno per ciascuna persona accolta

Poi c'è la cifra che salta agli occhi. Il quadro economico dell'appalto, scritto dal Comune, stima il valore complessivo del contratto (due mesi più l'opzione di proroga di altri due) in 135.001,02 euro. La soglia sotto la quale la legge consente di affidare un servizio direttamente, senza alcuna gara, è di 140.000 euro. Ci sono in mezzo 4.998,98 euro. Non affermiamo che l'atto sia illegittimo, e non è un rilievo a chi lo ha istruito: diciamo che con una politica diversa forse si potrebbe programmare diversamente.

Il resto lo dice l'atto stesso: l'appalto vero e proprio era stato aggiudicato nel marzo 2025 per 13 mesi, è stato prorogato nell'aprile scorso fino al 31 agosto e adesso si va avanti con un affidamento diretto perché (si legge) «è intenzione dell'amministrazione ripensare e riprogettare i contenuti del servizio», la procedura «è in fase di studio ed elaborazione» e «non è comunque possibile prevederne la conclusione entro il prossimo 31.08.26». Con la proroga già prevista, questo servizio può arrivare a fine anno.

Ripensare il servizio guardando alle procedure del Codice del Terzo settore, come l'atto dichiara di voler fare, può essere una scelta seria e comprendiamo. Ma una riprogettazione si annuncia mesi prima e si programma: se ne discute in Commissione, si scrive un cronoprogramma, si dice quando parte la nuova procedura e con quali regole. Qui invece la riflessione arriva a scadenza avvenuta, e la si copre con un contratto ponte.

Tutto questo il giorno dopo che l'Assessore al welfare, rispondendo a una nostra nota sul Fuligno, ha parlato di politiche «oggetto di una programmazione costante» e ha definito «polemica assolutamente gratuita» una domanda su un immobile pubblico. Sono due servizi diversi ma nel giro di ventiquattr'ore due determine pubblicate insieme parlano di rinnovi e proroghe su servizi essenziali quanto delicati, per i quali ovviamente ringraziamo chiunque li garantisce con il proprio lavoro.

Non stiamo dicendo che non funziona niente, non stiamo gridando allo scandalo: chiediamo un cambio di passo politico.

Un sistema di accoglienza tenuto insieme da proroghe brevi e affidamenti ponte non può assumere in modo stabile, non può dare continuità alle relazioni con le persone che accompagna e scarica l'incertezza sulla logica degli appalti.

Se tutto questo per la maggioranza è un attacco, è evidente che c'è una distanza forte anche sull'idea di politica". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

29/08/2026, 15:38

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