Palagi (SPC): "Il Fuligno e Montedomini: chiarire la questione immobiliare e la programmazione pubblica dei servizi"
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28 Agosto 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Il 28 agosto il Comune ha pubblicato la determina dirigenziale 2026&6472: 370.006 euro per rinnovare, fino al 31 marzo 2027, la convenzione con l'ASP Firenze Montedomini che gestisce l'housing temporaneo per le persone senza dimora, negli appartamenti dell'azienda e nelle Foresterie Sociali Il Fuligno di via Faenza. È il quinto rinnovo di un progetto nato nel dicembre 2023 come «fase transitoria di natura sperimentale», di cui avevamo già scritto a giugno, chiedendo un approccio politico più orientato alla programmazione.
Abbiamo voluto approfondire l'aspetto immobiliare, vista la discussione di questa estate su questi aspetti.
Il 19 ottobre 2017, in una propria determina, il Comune scriveva che il complesso di via Faenza «è nella disponibilità del comune di Firenze fino al 31.12.2026», in forza di un comodato gratuito la cui scadenza era stata aggiornata da una delibera di Giunta del 18 dicembre 2001. Nella convenzione approvata nel dicembre 2023 lo stesso comodato risulta invece «terminato il 30 settembre 2023», e nel dicembre 2024 il passaggio della gestione all'azienda viene motivato «considerata la scadenza del comodato d'uso gratuito dei locali». Fra il 2017 e il 2023 è successo qualcosa di cui chiederemo spiegazioni.
Il 28 luglio 1998 il Consiglio comunale approvò le linee del progetto «Il Fuligno ritorna alla città»: il recupero dell'intero complesso, con un contributo comunale per 15 anni a partire dal 1999, per complessivi 5 miliardi e 801 milioni di lire, circa tre milioni di euro, «in cambio dell'assegnazione da parte dell'IPAB al Comune di parte del complesso del Fuligno per un congruo periodo di tempo». La convenzione del 22 maggio 1999 concedeva al Comune, in comodato gratuito per 22 anni, 13 minialloggi, il cortile interno, gli spazi di uso sociale e la ludoteca; nel 2001, avendo l'azienda sanitaria rinunciato agli spazi che le spettavano, si aggiunsero altri 22 posti letto e la scadenza si spostò alla fine del 2026. Gli anni di comodato non furono decisi a occhio: furono calcolati rapportando quanto il Comune versava al canone d'affitto stimato dal suo stesso servizio Patrimonio.
In quelle delibere c'è un ulteriore passaggio di cui chiederemo conto alla Giunta: era previsto che nel 2022 si procedesse «alla quantificazione dell'esatto ammontare della retrocessione delle somme erogate». Come è andata a finire? È una delle domande che stiamo depositando.
Oggi il conto è ribaltato. Dentro i 370.006 euro a semestre della determina appena pubblicata, la quota riferita al Fuligno è di 226.000 euro, un importo che la determina del dicembre 2024 descrive come «l'importo definito dall'ASP Firenze Montedomini», «come da quadro economico concordato». Fino al 31 dicembre 2024 lo stesso servizio era un appalto del Comune, aggiudicato nel 2018 con una gara aperta finanziata dal programma europeo per le città metropolitane, per 943.950 euro oltre IVA su 36 mesi. Dal primo gennaio 2025 la gestione non è più direttamente del Comune, ma dell'ASP Firenze Montedomini.
Sul sito dell'azienda, oggi, il Fuligno è presentato come sede del Centro Servizi e Formazione, «location prestigiosa e tecnologicamente attrezzata» e «splendido spazio polivalente nel cuore di Firenze». Il complesso è grande e le due destinazioni possono convivere, ma pensiamo sia opportuno che il Comune apra una riflessione su tutto il patrimonio immobiliare, compreso quello che necessita di interventi di recupero.
Depositiamo perciò una nuova interrogazione e chiederemo le convenzioni del 1998, del 1999 e del 2001 e il provvedimento di cessazione del comodato.
A Firenze le persone senza dimora censite sono 410, sei su dieci vivono per strada, e i posti al Fuligno sono 69.
Ma soprattutto dopo la pandemia c'è un tema di trasformazione radicale della società, anche ai suoi margini, per cui è necessario ripensare tutto il sistema sociale, per una Città più vivibile, accessibile e giusta". (fdr)

