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Palagi (SPC): "Ex OGR: il turistico-ricettivo può azzerare uffici e servizi"

Dettagli

«Non si può delegare l'ascolto della cittadinanza al privato e poi ridurre la partecipazione a emendamenti o osservazioni»
Data:

27 Agosto 2026

Tempo di lettura:

2 minuti, 49 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"In alcuni documenti che abbiamo ottenuto con un accesso agli atti abbiamo avuto conferma di come il turistico-ricettivo alle ex Officine Grandi Riparazioni di Porta al Prato possa salire a 11.046 metri quadrati (un quarto dell'area, contro i 6.300 della scheda del Piano Operativo) facendo venire meno uffici e servizi. E può avvenire senza alcuna variante, perché le norme del Piano Operativo consentono di spostare fino al venti per cento della superficie edificabile da una destinazione all'altra «senza che ciò costituisca variante al Piano Operativo».

Il permesso di costruire per le demolizioni, nel settembre 2023, subordinava a una verifica documentale la possibilità di sfruttare 3.000 dei 42.000 metri quadrati complessivi. I fabbricati sono stati demoliti nell'aprile 2025, ma non ci risulta che quella verifica sia stata prodotta: la Giunta deve chiarire se la superficie edificabile oggi sia di 39.000 metri quadrati, perché è su quella base che vanno calcolate le percentuali delle destinazioni d'uso.

Per questo abbiamo depositato un'interrogazione con quattro domande: quanta superficie edificabile ci sia davvero, fin dove arrivi la flessibilità sulle destinazioni, come si concili con il tetto di 8.100 metri quadrati che il Piano Strutturale fissa per l'intera porzione di città in cui l'area ricade, e con quale atto la ripartizione definitiva sarà portata a conoscenza del Consiglio comunale e del Consiglio del Quartiere 1, prima della convenzione urbanistica.

Ringraziamo il personale del Comune di Firenze, che continua a rispondere alle nostre richieste di atti e chiarimenti. Fra le risposte c'è anche quella per cui nessun percorso istituzionale di partecipazione formale non è possibile finché la proprietà non deposita un progetto. Ci appare chiaro e ribadiamo ancora una volta quale ci sembra essere l'idea di partecipazione di chi governa la città: far svolgere al privato il percorso di ascolto, che ne terrà conto come crede, per arrivare nelle assemblee elettive con margini ridottissimi per gli emendamenti e, più avanti, per le osservazioni.

Il tutto su un'area in cui il pubblico poteva diventare proprietario con il diritto di prelazione, ma questa nostra proposta è sempre stata bocciata dalla maggioranza nella precedente consiliatura.

C'è spazio politico per fare diversamente, ascoltando le mobilitazioni sul territorio e le tante realtà che hanno ancora voglia di prendersi cura di un'idea di città pubblica. La ripresa delle Commissioni e del Consiglio serve a questo: rimettere in discussione il modo di governare la città, a partire da un'area importante come le ex OGR". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

27/08/2026, 15:09

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