Palagi (SPC): "Case di Comunità: gestire i servizi in modo pubblico e programmando"
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31 Marzo 2026
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Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Ieri il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità il nostro ordine del giorno sulle Case di Comunità. È un risultato che accogliamo con soddisfazione e che leggiamo come un riconoscimento collettivo di un problema reale: il Piano Integrato di Salute 2024–2026 e il Piano Operativo Annuale 2026 non indicano le risorse correnti per far funzionare queste strutture una volta costruite. Il PNRR finanzia i mattoni. Ma la sanità pubblica si regge sul personale, non sui cantieri.
Ringraziamo il Presidente della Commissione 4 (Politiche sociali e sanità) Edoardo Amato per aver proposto emendamenti che hanno favorito e reso possibile il risultato.
Il testo approvato impegna la Giunta a condividere con la Commissione di competenza un cronoprogramma di attivazione con le dotazioni di personale previste per ciascuna struttura — infermieri di famiglia e di comunità, psicologhe e psicologi, assistenti sociali, personale sociosanitario — e a esplicitare nel prossimo aggiornamento del PIS o del POA 2027 il piano delle risorse previsto per garantire la piena operatività delle Case di Comunità. Sono previsti aggiornamenti semestrali alla Commissione 4 e la valutazione di un modello di governance pubblica partecipata, in coerenza con la Linea Strategica 4 del PIS.
Dietro questa richiesta c’è una preoccupazione strutturale che va detta con chiarezza. I fondi straordinari del PNRR — concepiti come investimento una tantum, non come finanziamento ordinario del Servizio Sanitario Nazionale — rischiano di diventare il cavallo di Troia di un modello in cui lo Stato costruisce le infrastrutture e il privato accreditato le gestisce. Questa logica non è un’ipotesi astratta: è già la direzione di tendenza in più contesti regionali italiani, e la mancata indicazione di risorse correnti nel piano fiorentino non la contraddice.
Le Case di Comunità hanno senso solo se presidiano i determinanti sociali della salute: l’accesso alle cure per chi abita nei quartieri più svantaggiati, la presa in carico delle fragilità psichiatriche sul territorio, l’integrazione con i servizi sociali per chi è colpito da povertà abitativa o lavorativa. A Firenze, il Profilo di Salute 2025 documenta disuguaglianze significative tra quartieri: la salute non è distribuita in modo uniforme, e non lo sarà se le strutture di prossimità vengono gestite con logiche di mercato o rimangono sottodotate di personale.
Il Comune di Firenze è socio fondatore della Società della Salute. Questo non è un dato burocratico: è una responsabilità politica. Siamo l'unico ambito in cui i confini amministrativi comunali corrispondono a quello dell'ambito di competenza della nostra SdS. Gli Enti Locali hanno il diritto e il dovere di esercitare un controllo reale sulla programmazione sociosanitaria, non di riceverla come un dato tecnico già confezionato. Per questo l’ODG approvato ieri non è isolato: si inserisce in un pacchetto di atti depositati che chiedono report periodici sugli indicatori di qualità, l’istituzione della Consulta civica prevista dalla legge regionale dal 2017 e mai costituita a Firenze, e l’espressione di un parere formale del Consiglio sul prossimo Piano prima dell’approvazione assembleare. Sono temi su cui ci sarà una seduta di approfondimento della stessa Commissione 4, che confidiamo avvenga entro la fine della primavera 2026.
L’unanimità di ieri è un punto di partenza. La prova vera è nei prossimi atti: sapere chi lavorerà nelle Case di Comunità fiorentine, con quale contratto, con quale stabilità, con quale mandato pubblico. Continueremo a verificarlo". (fdr)

