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Palagi (SPC): "Caldo record e siccità: la Regione rinvii l'apertura della caccia"

Dettagli

"Sosteniamo l'appello delle diciassette associazioni e chiediamo che Firenze scriva alla Regione prima del 2 settembre"
Data:

25 Agosto 2026

Tempo di lettura:

5 minuti, 2 secondi

Consiglio comunale
sinistra progetto comune

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"Il 3 agosto 2026, con la delibera di Giunta regionale n. 959, la Toscana ha autorizzato l'apertura anticipata della caccia per mercoledì 2 e domenica 6 settembre: storno, piccione e tortora dal collare, prelevabili in deroga dalle sei del mattino alle sette di sera. In quegli stessi giorni il consorzio LaMMA certificava che il bimestre giugno-luglio 2026 è stato il secondo più caldo in Toscana dal 1955, con una media regionale di 25,6 gradi, dietro il solo 2003, e che a Firenze si sono contati ventisette giorni oltre i 36 gradi e ventisette notti tropicali. Diciassette associazioni ambientaliste e animaliste hanno chiesto alla Regione di cancellare quelle due giornate e di spostare al 1° ottobre l'apertura generale, oggi fissata al 20 settembre. Sosteniamo quella richiesta.

La delibera si legge in pochi minuti e la sua motivazione sta in due righe: la preapertura viene confermata perché «ad inizio settembre, sono presenti colture agrarie danneggiabili dalla specie (come ad esempio le oleoproteaginose in fase di maturazione)». Su caldo e siccità non c'è una parola: non è questione tecnica ma di indicazione politica data dalla Giunta regionale.

Il punto è che quel criterio la Regione ce l'ha già, scritto e operativo. Il calendario venatorio 2026-2027, approvato con la delibera n. 679 dell'8 giugno, spiega che per la beccaccia sono state previste «apposite precauzioni, quali i limiti di prelievo giornaliero e stagionale nonché la sospensione immediata dell'attività venatoria in caso di avversità atmosferiche di particolare intensità», e stabilisce che il verificarsi di ondate di gelo o di «condizioni climatiche che risultino critiche per la specie» comporti la sospensione della caccia, comunicata sul sito della Regione e con un messaggio sul tesserino venatorio digitale. Un meccanismo di sospensione climatica, quindi, esiste già: vale quando la colonnina scende, non quando sale. È il solo atto regionale in cui il clima conta in una direzione sola.

L'Osservatorio dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale, il 4 agosto, ha collocato la regione in severità idrica media dichiarando garantiti tutti gli usi, e segnalando però che senza piogge autunnali le riserve arriveranno all'autunno molto ridotte. Dopo quattro ondate di calore, con i corsi d'acqua minori in secca e gli animali concentrati su meno punti d'acqua, aggiungere gli interventi venatori nella prima settimana di settembre non è una scelta neutra politicamente.

Il 16 agosto Italia Nostra e altre associazioni hanno scritto a tutti i 257 Comuni toscani chiedendo di usare l'articolo 33, comma 5, della legge regionale 3 del 1994, che permette alla Giunta regionale di vietare l'esercizio venatorio in zone determinate «per sopravvenute particolari condizioni stagionali, climatiche», anche su richiesta dei Comuni. Per Firenze quella strada, da sola, produce poco: incrociando la cartografia venatoria della Regione, aggiornata al 22 settembre 2025, con il confine comunale, il 98,8 per cento del territorio di Firenze risulta già sottratto alla caccia, fra la zona di protezione «Firenze» di 9.513 ettari istituita lungo le rotte di migrazione dell'avifauna e la zona di ripopolamento e cattura «Settemerli», che copre le colline fra Marignolle, le Campora, Soffiano e il Galluzzo; il resto è la zona di rispetto venatorio «I Colli», fra Ponte a Ema e Ritortoli, dove la legge consente al più la caccia agli ungulati.

Una zona di ripopolamento e cattura, dice la legge regionale, è destinata «alla riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale ed alla cattura della stessa per l'immissione e il suo irradiamento sul territorio»: serve cioè a produrre animali che escono dai confini comunali. Le colline di Firenze non sono un recinto, e la protezione che il Comune ospita dialoga con il territorio intorno. Firenze ha un interesse diretto, non simbolico, oltre al fatto di esprimere la Sindaca della Città metropolitana.

Sul tema generale abbiamo depositato il 20 luglio una mozione che esprime la contrarietà del Consiglio comunale al disegno di legge nazionale in materia di caccia (A.C. 2984) e impegna la Sindaca e la Giunta a rappresentare quella posizione nelle sedi istituzionali, «a partire da ANCI, dalla Regione Toscana e dalla Città Metropolitana di Firenze». È assegnata alla Sesta Commissione con termine per il parere al 5 settembre, cioè dopo le giornate di preapertura: ne chiediamo la calendarizzazione immediata. E chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di non aspettare quel voto per fare la cosa più semplice, cioè scrivere alla Regione prima del 2 settembre, come Comune capoluogo e avendo un ruolo in Città Metropolitana, per chiedere la cancellazione delle preaperture e il rinvio dell'apertura generale". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

25/08/2026, 15:20

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