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Palagi (SPC): "Approvata all’unanimità la mozione su TSO, ASO e coordinamento istituzionale"

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“Un segnale importante, ora si tratta di capire come si applicheranno le decisioni prese"
Data:

31 Marzo 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 48 secondi

Descrizione

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune

"La mozione presentata da Sinistra Progetto Comune, con l’obiettivo originario di istituire un osservatorio comunale sui Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) e sugli Accertamenti Sanitari Obbligatori (ASO), è stata prima fatta propria dalla Commissione consiliare 4 (Politiche Sociali e della Salute, Sanità e Servizi Sociali) e poi approvata ieri all'unanimità dal Consiglio comunale.

Il testo, emendato dalla stessa Commissione, amplia l’orizzonte verso un sistema strutturato di strumenti di coordinamento e monitoraggio permanenti, sull’esempio della Città di Torino e in coerenza con il Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030, approvato dal Ministero della Salute il 29 dicembre 2025.

Esprimiamo soddisfazione per questo voto unanime, che dimostra come su certi temi il Consiglio comunale possa trovare una convergenza reale. Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Sappiamo che abbiamo molto lavoro davanti. E ringraziamo il Presidente di Commissione Edoardo Amato per aver accompagnato i lavori.

Crediamo che - pur da una posizione di gruppo di opposizione - si stia consolidando il nostro contributo alla Città anche in questo ambito, come su quello del carcere: perché crediamo che rientri tra le nostre funzioni quella di piena consapevolezza del ruolo del potere politico quando si parla di limitazione delle libertà.

I numeri parlano chiaro. A Firenze, tra il 2019 e il 2024, il ricorso agli ASO è più che quadruplicato, passando da 27 a 119 casi annui, mentre i TSO sono risaliti a 250, per un totale di 369 interventi obbligatori nel solo 2024 a fronte di una media storica che per anni si era assestata intorno ai 270. Non si tratta di dati burocratici: ogni numero corrisponde a una persona in crisi, a una famiglia magari lasciata sola, a personale sociosanitario che lavora in condizioni difficili e critiche (a cui si aggiungono gli interventi delle forze dell'ordine e quelli di personale volontario).

Il quadro nazionale conferma la dimensione strutturale del problema. Secondo i dati ISTAT, nel 2023 il 49,3% degli italiani soffriva di qualche forma di disagio psicologico; il rapporto Censis-Lundbeck del gennaio 2026 indica che il 34,2% degli intervistati l’ha vissuto in prima persona. Due milioni di italiani non ricevono le cure di cui avrebbero bisogno (Il Sole 24 Ore, ottobre 2024), e il SSN investe meno del 4% della spesa sanitaria totale in salute mentale, contro una media europea del 13%. In questo contesto, la crescente tendenza all’utilizzo di strumenti coercitivi come TSO e ASO non può essere ignorata né trattata come una questione meramente amministrativa.

Con la sentenza n. 76 del 30 maggio 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittimo l’art. 35 della legge 833/1978, sancendo che l’attuale procedura del TSO determina “una significativa compressione del diritto di difesa e al contraddittorio”. È una decisione storica, che richiama le garanzie congiunte degli artt. 13 e 32 della Costituzione e il principio del consenso libero e informato in seno all’alleanza terapeutica. Firenze deve fare la propria parte sul piano della conoscenza del fenomeno, del coordinamento tra istituzioni e della tutela dei diritti delle persone coinvolte.

La mozione approvata invita la Sindaca, la Giunta e l’Amministrazione a consolidare il percorso interistituzionale già avviato con AUSL Toscana Centro, il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze, il Tribunale ordinario di Firenze e la Polizia Municipale; a istituire un tavolo permanente aperto anche a soggetti finora non coinvolti; a valutare la creazione di un Osservatorio permanente; e a rafforzare la formazione continua del personale. Il Presidente del Consiglio Comunale è altresì impegnato a trasmettere l’atto all’Università degli Studi di Firenze, al Garante comunale, alla Regione Toscana e a tutti i soggetti interessati.

L’approvazione del Piano Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 e il cammino della campagna ‘Diritto a stare bene’ — già sostenuta da questo Consiglio — ci dicono che qualcosa sta cambiando. Per questo è necessario valutare con consapevolezza la riattivazione della Consulta della Salute Mentale. Anche perché i dati ci mostrano che la strada è ancora lunga.

Firenze può e deve essere all’avanguardia. Il voto di ieri è un segnale incoraggiante: ora si tratta di tradurre gli impegni in azioni concrete, a beneficio di chi vive ogni giorno il peso del disagio psichico e di chi lavora per sostenerlo, spostando sempre di più l'attenzione sulla prevenzione anche in ambito di salute mentale". (fdr)

Ultimo aggiornamento:

31/03/2026, 14:49

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