Salta al contenuto principale Skip to footer content

Palagi (Sinistra Progetto Comune): "Sul percorso di informazione partecipata non risulta alcun atto del Comune: a fissarne il perimetro è chi lo finanzia"

Data:

13 Agosto 2026

Tempo di lettura:

4 minuti, 27 secondi

Descrizione

Questo l'intervento di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune.

"Che il percorso di ascolto sull'area delle ex Officine Grandi Riparazioni sia stato «voluto dal Comune e finanziato da Flora Development» lo abbiamo letto questa mattina su la Repubblica, sul Corriere Fiorentino, su La Nazione e sul Tirreno, che su questo punto concordano. È la risposta a una delle domande che avevamo depositato il 29 luglio con un'interrogazione dove chiedevamo se gli oneri di quell'attività ricadessero sull'Amministrazione oppure sulla proprietà dell'area. Il termine per rispondere scadeva a breve, per una volta le informazioni escono in anticipo, confermando quanto sul territorio si ipotizzava da tempo.

Quello che invece continua a non risultare è l'atto comunale corrispettivo. Abbiamo cercato sul portale della trasparenza, su tutte le tipologie e senza limiti di anno, e nell'archivio storico degli atti del Comune: non c'è una delibera né una determinazione che affidi, disciplini, finanzi o anche solo prenda atto di quell'attività di ascolto, e non c'è un adocumentoo che individui, per il procedimento urbanistico dell'area, il garante dell'informazione e della partecipazione previsto dagli articoli 37 e seguenti della legge regionale 65 del 2014, cui spetta predisporre e rendere pubblico il programma delle attività.

C'è poi la sostanza di che cosa si va ad ascoltare. Chi conduce l'attività lo dice con chiarezza: si tratta di «un percorso di informazione partecipata e non di partecipazione». Le carte spiegano perché. Nel verbale della conferenza paesaggistica del 29 agosto 2024 il Comune dichiara che «sono in corso verifiche progettuali con i proponenti»; in quello del 3 marzo 2025, alla Soprintendenza che chiede di fissare un limite alle altezze dei nuovi edifici, risponde che non è possibile perché «sull'area insiste un piano attuativo in corso di redazione». Il territorio viene ascoltato oggi su un piano che era già in scrittura un anno e mezzo fa.

E l'ascolto non tocca le cose che contano. La scheda AT 08.01 del Piano operativo fissa 42.000 metri quadrati di superficie edificabile, di cui il 60 per cento residenziale e il 15 per cento turistico-ricettivo. Ma l'articolo 4 delle norme tecniche stabilisce che le destinazioni «possono variare fino al 20% della superficie edificabile (SE) complessiva» «senza che ciò costituisca variante al Piano Operativo». Tradotto: gli attuali 6.300 metri quadrati di alberghi possono diventarne 14.700, dal 15 al 35% del totale, senza che il Consiglio comunale voti niente. E gli 8.400 metri quadrati di residenza convenzionata che vengono raccontati come social housing sono, per l'articolo 37, «anche rivolta alla popolazione studentesca», con una convenzione che «ha durata ventennale»: dopo vent'anni tornano al mercato.

Nel frattempo le risorse pubbliche ci sono, ma per la strada. Con la delibera di Giunta n. 286 del 24 luglio, pubblicata solo il 10 agosto, il Comune ha approvato lo schema di accordo con la Regione che porta 34 milioni di euro sul primo lotto della nuova viabilità, fra via delle Cascine e via del Barco, e sul parcheggio scambiatore dell'Indiano. Il tratto da via delle Cascine a viale Rosselli, quello che attraversa l'area, in quell'accordo non c'è: sta scritto tra le opere a carico di chi attua la trasformazione, nella stessa scheda del Piano operativo. Il pubblico paga l'infrastruttura che rende raggiungibile l'operazione; il privato realizza il proprio raccordo e finanzia l'informazione su sé stesso.

Non è un rilievo sulla realtà che conduce le interviste, né sulle persone che ci lavorano. È la stessa realtà che nel 2020 il Comune scelse per il percorso partecipativo del Piano strutturale e del Piano operativo, cioè per gli strumenti che hanno scritto le regole di quell'area. Allora l'incarico era pubblico, oggi sullo stesso comparto è privato. La differenza non la fa chi lavora: la fa chi decide e la sensazione è che chi governa Palazzo Vecchio sia alleato più con il privato che trasforma l'area ex OGR che con la residenza mobilitata da tempo, anche con la raccolta firme di Salviamo Firenze (e da prima ancora con tanti laboratori urbanistici e comitati).

Il tema tornerà in Consiglio comunale: è un impegno che ci prendiamo, perché la sovranità della residenza sia piena."

Ultimo aggiornamento:

13/08/2026, 17:16

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri