Palagi (Sinistra Progetto Comune): "Maggio Musicale: mancano le risorse economiche per i rinnovi contrattuali"
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12 Agosto 2026
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Questo l'intervento di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune.
La Direzione Società Partecipate del Comune di Firenze ha pubblicato l'11 agosto la propria relazione sui bilanci di esercizio 2025 dei soggetti partecipati. Nella scheda dedicata alla Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, tra gli «elementi di attenzione», si legge che l'aumento dei costi di produzione «comprime l'EBITDA e non consente accantonamenti per i rinnovi contrattuali del personale». Sono cose che abbiamo sempre detto e sono per noi confermate dal socio fondatore, nel documento con cui dichiara al Consiglio comunale la coerenza delle partecipate con gli indirizzi ricevuti.
Le determine con cui il Comune ha erogato il proprio contributo alla Fondazione nel 2025 e nel 2026 non richiamano alcuna convenzione in vigore. L'ultima, approvata con la determina del 7 marzo 2022, vale all'articolo 2 «per gli anni 2023 e 2024» e prevede che «alla scadenza potrà essere rinnovata con esplicito accordo tra le parti»: è scaduta il 31 dicembre 2024 e non abbiamo trovato notizia di un suo rinnovo.
Non è una questione di forma. Quella stessa determina del 2022 stabiliva che la liquidazione del contributo sarebbe avvenuta «subordinatamente al soddisfacimento da parte della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino degli oneri indicati nella convenzione». Da due esercizi quattro milioni e mezzo di euro l'anno vengono invece trasferiti senza alcun atto bilaterale che disciplini obblighi, verifiche e conseguenze. Le determine precisano anche che questi contributi «prescindono dalle regole contenute nel Regolamento per la concessione di contributi e benefici economici»: è una previsione che vale per tutte le quote associative agli enti partecipati, ma in assenza di convenzione significa che non resta più nessuna delle due cornici.
Il punto è che nemmeno quando la convenzione c'era il Comune pretendeva qualcosa rispetto alle condizioni di lavoro del personale. L'unico articolo che imponeva oneri alla Fondazione era un elenco di adempimenti documentali a scadenza. La parola «personale» non vi compare.
I numeri del bilancio 2025 dicono cosa significa. L'organico cresce di 27,38 unità equivalenti, ma l’80% della crescita è lavoro a termine: il personale stabile aumenta dell’1,7%, quello a tempo determinato del 30,6%. Al 31 dicembre 2025 al Maggio lavorano 432 persone, di cui 101 a termine, a fronte di una pianta organica di 359 posti approvata dal Ministero della Cultura. 32 posti stabili restano scoperti. Nel frattempo il contributo comunale è fermo a 4.500.000 euro dal 2021: con l'inflazione ci risulta aver perso il 14,8% del proprio valore reale, circa 666.000 euro.
Sul mancato accantonamento va aggiunta una precisazione, perché rende la questione più seria e non meno. Un fondo esiste: al 31 dicembre 2025 il Fondo rinnovo contratto vale poco meno di 3,6 milioni, di cui oltre un milione destinato al contratto integrativo aziendale, la cui parte economica non viene riformata dal 2014. Quello che si è fermato è il flusso: i nuovi accantonamenti ai fondi passano da 1.963.415 euro nel 2024 a 300.000 nel 2025. Non è che manchi la cassa in senso assoluto (il margine operativo lordo del 2025 supera 1,4 milioni e copre il servizio del debito ex legge Bray, che ne richiede circa 1,2=. È che non si è scelto di destinarla lì.
Ci corre l'obbligo di segnalare, per correttezza, che nella relazione del Comune sui bilanci 2024 avevamo letto e citato (anche nel nostro question time n. 298 del 19 febbraio 2026) l'affermazione secondo cui l'EBITDA della Fondazione, indicato in 573.889 euro, «risulta insufficiente a garantire» la copertura del debito. Ricalcolando la voce dal bilancio ci siamo accorti che quel valore non è il margine operativo lordo, ma il risultato operativo che ha già sottratto ammortamenti e accantonamenti: il primo, per il 2024, vale 1.642.135 euro. Che si tratti di un'imprecisione lo conferma il documento dell'anno successivo, dove la stessa grandezza viene chiamata correttamente risultato operativo. Non è un rilievo verso chi ha materialmente redatto quelle pagine, ed è giusto che a correggerlo siamo noi che l'avevamo ripreso.
Non è l'unico punto. Sul peso della biglietteria la relazione 2024 scriveva che «resta critico il peso dei ricavi per biglietti e abbonamenti sul totale dei ricavi pari al 9,1%», aggiungendo che «la media nazionale del settore si avvicina al 30%». Nella relazione 2025 il dato sale al 12% e viene presentato in miglioramento, ma il termine di paragone è stato tolto.
Il bilancio della Fondazione chiude in utile per il terzo anno, la biglietteria segna il massimo storico, i debiti calano: da qui si capisce dove poggia il tono di generale soddisfazione che accompagna una delle principali istituzioni culturali della Città. Va però evidenziato come i trasferimenti pubblici complessivi risultino calati di sei milioni in due anni e come il contratto nazionale delle fondazioni liriche sia scaduto dal 2021, con gli stipendi fermi al 2020. Le responsabilità non sono solo del Governo nazionale. La riduzione salariale introdotta nel 2014 per il risanamento non è mai stata recuperata, nonostante l'operazione sia stata considerata conclusa. E il vincolo normativo del venticinque per cento sulle assunzioni, invocato a gennaio dalla Fondazione per non coprire un posto vacante alla Direzione di Scena, è stato differito al 2028 dal decreto legge 38 del 2026, convertito in legge lo scorso 22 maggio: quella motivazione non ha più il suo presupposto.
Il Comune è socio fondatore, la Sindaca presiede il Consiglio di Indirizzo, l'immobile è comunale e concesso gratuitamente (il rinnovo quinquennale è stato firmato il 6 agosto scorso) e il contributo vale quattro milioni e mezzo l'anno. Le leve ci sono tutte perché Palazzo Vecchio dica la sua sul lavoro presso la Fondazione del Maggio Musicale. Non stiamo denunciando un'irregolarità: stiamo denunciando un vuoto.
Chiediamo perciò alla Sindaca e alla Giunta di stipulare (se non c’è) una nuova convenzione con la Fondazione e di scriverci dentro condizioni verificabili: la copertura dei posti stabili vacanti in pianta organica, un tetto al ricorso al tempo determinato, la destinazione di una quota del contributo agli accantonamenti per i rinnovi contrattuali. Depositiamo una mozione perché sia presto discussa dal Consiglio comunale"

