Palagi (Sinistra Progetto Comune): "Alia Plures, aumentano i debiti finanziari e i servizi ambientali sono in perdita"
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12 Agosto 2026
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Questo l'intervento di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune
"Porta la data dell'11 agosto 2026 la relazione annuale della Direzione Società Partecipate del Comune di Firenze sui bilanci 2025 delle società, delle fondazioni e degli enti partecipati. È il documento con cui l'amministrazione dice al Consiglio comunale come stanno le società di cui siamo soci. Quest'anno, sul Gruppo Plures, dice tre cose che dovrebbe spingere tutta la politica di Palazzo Vecchio a discutere di cosa sta succedendo dentro la multiutility.
Il risultato operativo del settore Rifiuti e Ambiente passa da +18,465 milioni di euro del 2024 a -4,341 milioni nel 2025: non dipende da una contrazione dei ricavi, che nello stesso periodo salgono da 645 a 676 milioni (+4,8 per cento). Anche il margine lordo del settore scende, da 76 a 62,6 milioni di euro. Semplificando si può dire che la cittadinanza paga più TARI, il soggetto gestore incassa di più, ma non rimane nessun guadagno all'azienda. Gli utili del gruppo li fanno gli altri rami (il servizio idrico con 32,7 milioni di risultato operativo, il mercato dell'energia con 28,9, la distribuzione del gas con 22,6). Questo rafforza quanto diciamo da mesi, anzi da anni: si sta usando l'acqua bene comune per tenere in piedi un'operazione finanziaria che rischiava di finire pure quotata in borsa. Va aggiunto, per correttezza, che il balzo dell'idrico dipende in larga parte dal consolidamento di Publiacqua, su cui c'è ancora un contenzioso aperto nei tribunali con ACEA.
La Direzione Partecipate scrive, inoltre, che serve «una reportistica più leggibile per i soci pubblici, distinguendo meglio gestione industriale, componenti finanziarie, effetti da partecipazioni e partite non ricorrenti». Non stupisce, per chiunque abbia seguito le importanti prese di posizione di ATO Toscana Centro. Il socio pubblico mette per iscritto che i conti della propria partecipata, così come gli arrivano, non sono completamente leggibili: Sindaca, Assessore, a voi sta bene così?
È esattamente quello che scrivevamo il 3 giugno, quando abbiamo segnalato che i numeri di crescita diffusi dall'azienda e ripresi dalla stampa erano calcolati con metodologia "adjusted", cioè al netto delle poste non ricorrenti. Allora la nostra fu descritta come una lettura di parte, da parte di Plures. Oggi la stessa necessità di distinzione (gestione industriale, componenti finanziarie, partite non ricorrenti) appare in un documento ufficiale del Comune.
C'è un esempio che conferma il bisogno di un diverso approccio sul piano della trasparenza, e sta nel confronto tra le relazioni: in quella dello scorso anno l'utile 2024 della capogruppo era indicato in 26.814.019 euro e il patrimonio netto in 1.016.669.659. Nella relazione di quest'anno, la colonna 2024 riporta 35,801 milioni di utile e 1.033,218 milioni di patrimonio netto. Non affermiamo che ci sia un errore: la riesposizione può essere del tutto corretta e discendere dalle operazioni straordinarie che hanno cambiato la configurazione del gruppo: però tutto questo deve essere spiegato, ai Consigli comunali degli enti soci e al territorio.
La posizione finanziaria netta del gruppo passa da 836,9 a 1.126,5 milioni di euro: quasi 290 milioni in più in dodici mesi. Sulla capogruppo l'indebitamento netto cresce del 66%, la liquidità si dimezza, i crediti commerciali aumentano del 41,3% e i flussi di cassa della gestione operativa sono negativi per 107 milioni; gli indici di solidità patrimoniale scendono da 0,77 a 0,58. Tra le criticità il documento indica «il differimento regolatorio connesso al sistema tariffario MTR-3» e «la sostenibilità del fabbisogno finanziario legato agli investimenti»: tradotto, il meccanismo che decide quanta parte di quel conto finisce in tariffa, e in quale anno.
Manca invece un dato che l'anno scorso c'era. La relazione sui bilanci 2024 riportava la distribuzione di 34.286.621 euro ai soci. Quest'anno, sui dividendi, non c'è nulla: non l'importo, non la quota di Firenze, non l'atto con cui è stata incassata. Questo è però un elemento fondamentale e deve emergere ufficialmente.
La multiutility è stata costruita promettendo che mettere insieme rifiuti, acqua, gas ed energia avrebbe reso più efficiente il servizio ambientale. Il primo bilancio con il nuovo nome dice che quello che faceva ALIA sembra non stare in piedi in autonomia. Un servizio pubblico essenziale che diventa la parte in perdita di un gruppo industriale si espone a molti rischi sul lungo periodo, soprattutto a carico del personale e dell'utenza.
Su tutto questo non si può più rimanere in silenzio. A dicembre arriveranno i bollettini con gli aumenti: il silenzio di chi governa non sarà una risposta accettabile".

