Descrizione
“C’è un modo molto semplice per rendere inutile il diritto di accesso di un consigliere comunale: consegnargli i documenti dopo che il Consiglio ha discusso la questione per la quale li aveva chiesti.
È esattamente quello che sta accadendo su Montedomini.
Il 4 agosto ho presentato una richiesta di accesso alla documentazione sulla gestione del patrimonio immobiliare dell’ASP. Oggi, 4 settembre, giorno del Consiglio comunale straordinario dedicato proprio a Montedomini, ho ricevuto un provvedimento datato ieri, 3 settembre, con il quale il Direttore generale (dimissionario ma che verosimilmente sta esercitando temporaneamente le funzioni) rinvia l’ostensione dei documenti fino al 30 settembre.
La motivazione mi sembra francamente pretestuosa e, per alcuni aspetti, contraddittoria. Si invoca il numero delle richieste presentate dai consiglieri, ma lo stesso provvedimento riconosce che esse riguardano documenti in parte coincidenti. Se dieci consiglieri chiedono lo stesso contratto o la stessa delibera, non occorre cercarlo e scannerizzarlo dieci volte: lo si acquisisce una volta e lo si trasmette a tutti. Tanto più in un’amministrazione che dovrebbe ormai lavorare prevalentemente con documenti digitali.
Si richiamano poi anche gli adempimenti sulla privacy e sui controinteressati relativi alle richieste presentate da soggetti diversi dai consiglieri. Ma non si comprende perché i tempi di quelle diverse procedure debbano ricadere sull’accesso esercitato da un consigliere comunale ai sensi dell’art. 43 TUEL.
La stessa giurisprudenza invocabile a tutela del buon funzionamento degli uffici non autorizza affatto a svuotare il diritto di accesso, ed ha chiarito che il limite dell’aggravio organizzativo deve essere verificato con particolare attenzione, proprio per evitare che diventi una surrettizia limitazione del diritto del consigliere. Infatti, il consigliere ha diritto agli atti utili al mandato, salvo richieste assolutamente generiche e fermo il minor aggravio possibile per gli uffici.
E anche quando la mole documentale è realmente notevole, la giurisprudenza ha ritenuto possibile distribuire nel tempo la consegna delle copie, non congelare l’intero accesso fino a una data successiva all’appuntamento istituzionale per il quale gli atti servono.
Ma a Firenze c’è qualcosa di ancora più preciso. L’art. 39 del Regolamento del Consiglio comunale stabilisce che l’accesso del consigliere deve essere garantito con la «massima sollecitudine» e che, quando comporti oneri particolarmente gravosi, il responsabile può chiedere al consigliere di definire d’intesa tempi e modalità. Non risulta, almeno dal provvedimento ricevuto, alcun tentativo di concordare con me una consegna progressiva: si è scelto invece unilateralmente il 30 settembre.
La giurisprudenza amministrativa ha ricordato che l’accesso ex art. 43 TUEL serve proprio a consentire al consigliere di valutare con piena cognizione l’operato dell’amministrazione, esprimere un voto consapevole e assumere le iniziative connesse al mandato. Consegnare gli atti dopo la discussione consiliare rischia evidentemente di privare quella prerogativa della sua utilità concreta.
A questo punto, però, c’è anche una domanda politica alla quale vorrei una risposta molto chiara.
Sindaca e Assessori hanno subito lo stesso differimento al 30 settembre?
Lo chiedo perché questa mattina, durante il Consiglio, sono stati citati numeri, date e circostanze molto precise. Se Sindaca e Giunta disponevano già della documentazione necessaria per farlo, sarebbe utile sapere quali documenti abbiano ricevuto, quando li abbiano ricevuti e da chi. E soprattutto perché quella stessa documentazione non fosse contemporaneamente disponibile ai consiglieri chiamati a esercitare la funzione di controllo e a partecipare al contraddittorio consiliare.
Se, viceversa, anche Sindaca e Assessori non disponevano degli atti, sarebbe altrettanto interessante conoscere la fonte dei dati e delle ricostruzioni utilizzate questa mattina.
Non chiedo privilegi. Chiedo semplicemente che il Consiglio comunale possa discutere con i documenti sul tavolo, non con una parte che dispone di numeri e informazioni e l’altra invitata ad aspettare il 30 settembre.
Poiché non è la prima volta che i miei diritti di consigliere - nonché quelli dell'intero Consiglio comunale - vengono calpestati, è giunta l'ora di dire basta. Agirò nelle sedi opportune”.
Lo dichiara il consigliere di Lista Civica Eike Schmidt Massimo Sabatini
(fdr)

